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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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Il termine annuale di impugnazione delle sentenze che decorre dalla data del deposito e non dalla comunicazione alle parti non viola il diritto di difesa. La Corte dichiara non fondata la questione sull’art. 327, primo comma, c.p.c., rilevando che il sistema prevede adeguate garanzie per le parti costituite.

Di cosa si tratta

La Corte d’appello di Venezia, in un giudizio di lavoro, aveva rilevato che il termine annuale di decadenza per proporre impugnazione contro una sentenza (art. 327 c.p.c.) decorreva dalla data del deposito in cancelleria e non dalla comunicazione alle parti. Questo creava incertezza sul tempo effettivo a disposizione delle parti, poiché non sapevano con esattezza quando la sentenza era stata depositata.

La questione di legittimità costituzionale

Legittimità costituzionale dell’art. 327, primo comma, del codice di procedura civile, in riferimento all’art. 24 della Costituzione. Rimettente: Corte d’appello di Venezia.

La decisione della Corte

La Corte dichiara non fondata la questione. Il termine decadenziale annuale che decorre dalla pubblicazione della sentenza è uno strumento di certezza giuridica; le parti costituite, che hanno il diritto di conoscere la sentenza attraverso i propri difensori, non subiscono una lesione del diritto di difesa dalla mancanza di comunicazione individuale.

Il principio

Il termine annuale di impugnazione che decorre dalla pubblicazione della sentenza e non dalla sua comunicazione risponde ad esigenze di certezza giuridica del processo che il legislatore può legittimamente bilanciare con il diritto di difesa, purché le parti abbiano avuto adeguata possibilità di conoscere la sentenza tramite i propri difensori.

Domande e risposte

Quanto tempo si ha per impugnare una sentenza civile?

In base all’art. 327 c.p.c. (nel testo vigente all’epoca), il termine era di un anno dalla pubblicazione della sentenza, indipendentemente dalla comunicazione alle parti. Il termine breve (30 giorni) decorreva invece dalla notificazione della sentenza.

La comunicazione della sentenza è obbligatoria?

La cancelleria comunicava la sentenza, ma il termine lungo decorreva dalla pubblicazione (deposito in cancelleria), non dalla comunicazione. La Corte ha ritenuto che le parti costituite potessero attivarsi tramite i propri avvocati.

Questa norma è cambiata nel tempo?

Sì. Il termine annuale dell’art. 327 c.p.c. è stato successivamente ridotto a sei mesi dalla riforma del 2009 (d.lgs. n. 150 del 2011 e legge n. 69 del 2009).

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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