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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Provincia di Trento contestava una norma della Provincia di Bolzano che imponeva l’intesa tra le due Province per le concessioni idroelettriche a cavallo dei rispettivi territori. La Corte ha dichiarato non fondata la questione: il meccanismo dell’intesa è coerente con i principi di buona amministrazione e di leale collaborazione tra enti autonomi.

Di cosa si tratta

La legge provinciale di Bolzano del 2008 aveva introdotto l’obbligo di intesa tra le due Province autonome per il rilascio di concessioni di grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico che interessassero entrambi i territori. Il caso concreto riguardava l’impianto di San Floriano d’Egna (lago di Stramentizzo), le cui infrastrutture ricadono in parte in Trentino e in parte in Alto Adige. Trento sosteneva di essere l’unica competente, in base alle norme di attuazione dello statuto speciale.

La questione di legittimità costituzionale

La Provincia autonoma di Trento ha impugnato l’art. 13 della legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 4/2008, deducendo violazione dello Statuto speciale (d.P.R. n. 670/1972, artt. 8, 9, 16), delle norme di attuazione (d.P.R. n. 381/1974, d.P.R. n. 235/1977, d.lgs. n. 463/1999) e degli artt. 117 e 118 della Costituzione, nonché dei principi di buon andamento e di leale collaborazione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondata la questione. Il meccanismo dell’intesa obbligatoria tra le due Province per le concessioni a cavallo dei rispettivi territori non viola le attribuzioni di Trento: è anzi coerente con i principi di buon andamento e di leale collaborazione che devono regolare i rapporti tra enti titolari di competenze concorrenti sullo stesso bene. Le norme di attuazione dello statuto già prevedevano forme di coordinamento, e la norma bolzanina ne è sviluppo coerente.

Il principio

Quando una concessione di grande derivazione a scopo idroelettrico interessa il territorio di due diverse Province autonome, l’obbligo di intesa tra le Province per il rilascio della concessione è coerente con i principi di leale collaborazione e di buon andamento e non viola le attribuzioni di nessuna delle due Province.

Domande e risposte

Chi ha competenza sulle grandi derivazioni d’acqua in Trentino-Alto Adige?

Dopo le norme di attuazione del 1999 e del 2006, ciascuna Provincia autonoma ha competenza legislativa e amministrativa per le grandi derivazioni d’acqua che ricadono nel proprio territorio. Per gli impianti a cavallo dei due territori, la competenza è condivisa e richiede coordinamento.

Cosa è il principio di leale collaborazione?

È un principio costituzionale che impone agli enti pubblici di cooperare in buona fede nell’esercizio delle rispettive competenze, specialmente quando queste si sovrappongono. Si concretizza in istituti come l’intesa, il concerto, la concertazione e la conferenza di servizi.

Cosa è una grande derivazione d’acqua a scopo idroelettrico?

È una concessione che autorizza il prelievo di grandi quantità d’acqua da corsi d’acqua o laghi per produrre energia elettrica. Per le grandi derivazioni (oltre soglie di potenza stabilite dalla legge), la concessione è rilasciata dall’Autorità di bacino o, nelle Province autonome, dall’ente provinciale competente.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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