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La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale delle leggi di Sicilia e Campania che prorogavano automaticamente le autorizzazioni all’esercizio di cava, senza richiedere una nuova verifica della compatibilità ambientale. Le Regioni non possono aggirare le procedure di VIA stabilite dalla normativa statale e comunitaria.

Di cosa si tratta

La Regione Siciliana e la Regione Campania avevano approvato leggi che consentivano la proroga automatica delle autorizzazioni all’esercizio di cava scadute, senza richiedere una nuova valutazione di impatto ambientale (VIA). Il Commissario dello Stato per la Sicilia e il Presidente del Consiglio dei ministri avevano impugnato queste leggi davanti alla Corte Costituzionale.

La questione di legittimità costituzionale

Ricorsi in via principale del Commissario dello Stato per la Regione Siciliana (r.r. n. 94/2008) e del Presidente del Consiglio dei ministri (r.r. n. 3/2009) contro gli artt. 1 e 3, comma 2, della delibera legislativa siciliana del 25 novembre 2008 e contro la legge campana n. 14/2008. Parametri: competenza statale in materia di tutela ambientale (art. 117, secondo comma, lettera s, Cost.) e rispetto della normativa comunitaria sulla VIA.

La decisione della Corte

La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 1 e 3, comma 2, della delibera legislativa siciliana del 25 novembre 2008 e dell’intera legge campana n. 14/2008. Il meccanismo di proroga automatica delle autorizzazioni di cava è incompatibile con la normativa statale e comunitaria sulla VIA.

Il principio

La proroga automatica di autorizzazioni all’esercizio di cava, senza prevedere una nuova verifica di compatibilità ambientale, viola la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente (art. 117, secondo comma, lettera s, Cost.) e la normativa europea sulla valutazione di impatto ambientale.

Domande e risposte

Perché le Regioni non possono prorogare automaticamente le autorizzazioni di cava?

La tutela dell’ambiente è materia di competenza esclusiva statale. Le Regioni possono disciplinare le cave per i profili urbanistici e paesaggistici, ma non possono aggirare le procedure di VIA previste dalla normativa statale (d.lgs. n. 152/2006) e dalla Direttiva 85/337/CEE. La proroga automatica equivale a consentire l’esercizio senza una nuova valutazione, eludendo tali procedure.

Cosa è la valutazione di impatto ambientale (VIA)?

La VIA è una procedura che valuta preventivamente gli effetti sull’ambiente di determinati progetti (tra cui le cave) prima di autorizzarli. È obbligatoria per legge statale e comunitaria. Quando un’autorizzazione scade, la proroga richiede in linea di principio una nuova valutazione aggiornata degli impatti ambientali.

Quali sono le conseguenze pratiche della sentenza?

Le autorizzazioni prorogate in base alle leggi dichiarate incostituzionali perdono la loro copertura normativa. Le imprese che operavano in base a tali proroghe si trovano in una situazione di incertezza giuridica e devono ottenere nuove autorizzazioni attraverso le ordinarie procedure, inclusa eventualmente la VIA.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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