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La Corte costituzionale dichiara inammissibile la questione sull’art. 3 della legge regionale campana n. 11/2012, che disponeva il trasferimento dei dipendenti del soppresso Consorzio di bonifica della Valle Telesina al Consorzio del Sannio Alifano. Il TAR rimettente non aveva tentato un’interpretazione costituzionalmente orientata della norma prima di sollevare la questione.
Di cosa si tratta
La Regione Campania, con delibera del 2002, aveva soppresso il Consorzio di bonifica della Valle Telesina, trasferendone le funzioni al Consorzio del Sannio Alifano. I dipendenti del consorzio soppresso erano rimasti in un ufficio liquidatorio regionale per oltre dieci anni. Nel 2012, la legge regionale n. 11 aveva finalmente disposto il trasferimento di questi dipendenti al Consorzio ricevente, con un contributo economico di 800.000 euro per il 2012 e stanziamenti analoghi fino al 2016.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale amministrativo regionale della Campania, sezione prima, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 3 della legge regionale campana n. 11/2012, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione. Il rimettente riteneva che la norma violasse i principi di uguaglianza e di buon andamento perché non specificava le modalità di reinquadramento del personale trasferito e il vincolo di destinazione delle risorse stanziate.
La decisione della Corte
La Corte dichiara inammissibile la questione perché il rimettente non ha tentato un’interpretazione costituzionalmente orientata della norma. L’art. 3 della legge regionale non aveva rimosso i precedenti adempimenti amministrativi imposti dalle delibere regionali del 2002, ma ne presupponeva l’indefettibile osservanza, limitandosi a sollecitarne l’attuazione per superare la decennale situazione di stallo. Il TAR avrebbe dovuto percorrere questa via interpretativa prima di sollevare la questione di legittimità.
Il principio
Prima di sollevare questione di legittimità costituzionale, il giudice a quo ha l’obbligo di tentare un’interpretazione della norma che la renda compatibile con la Costituzione. Se tale interpretazione è possibile — anche alla luce del contesto normativo in cui la disposizione si inserisce — la questione è inammissibile per mancato esperimento dell’interpretazione conforme.
Domande e risposte
Cosa sono i consorzi di bonifica?
I consorzi di bonifica sono enti pubblici economici che svolgono attività di sistemazione, conservazione e miglioramento dei suoli agricoli nei rispettivi comprensori idraulici, occupandosi anche di irrigazione, difesa idrogeologica e gestione delle acque di bonifica.
Perché il giudice deve prima tentare un’interpretazione conforme?
Perché il sistema costituzionale privilegia la conservazione delle leggi, puramente dichiarando incostituzionali quelle che non possono in nessun modo essere interpretate in senso conforme alla Costituzione. Il potere di sollevare la questione è un rimedio estremo, da esercitare solo quando non sia possibile alcuna lettura «salvifica» della norma.
Il personale dei consorzi soppressi ha diritto alla continuità del rapporto di lavoro?
In linea di principio sì. La normativa sul pubblico impiego tutela la posizione dei dipendenti in caso di soppressione o fusione di enti, prevedendo generalmente il trasferimento presso l’ente subentrante con conservazione delle qualifiche e dell’anzianità di servizio.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — Principio di uguaglianza, evocato per la presunta irragionevolezza della norma di trasferimento
- Art. 97 della Costituzione — Buon andamento della pubblica amministrazione, parametro centrale della questione
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