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La Corte costituzionale dichiara non fondata la questione sull’art. 3, comma 1, lett. g), della legge n. 421/1992 e sull’art. 2, comma 3, lett. b), del d.lgs. n. 503/1992. Le norme escludono i lavoratori a tempo indeterminato con prestazioni intermittenti dal regime agevolato di accesso alla pensione di vecchiaia previsto per i lavoratori a tempo determinato con meno di 52 settimane annue di contribuzione. La distinzione è ragionevole.

Di cosa si tratta

Il decreto legislativo n. 503 del 1992 aveva introdotto, come norma transitoria al passaggio al requisito di 20 anni di contribuzione per la pensione di vecchiaia, un regime agevolato per i lavoratori subordinati che avessero almeno 25 anni di anzianità assicurativa con periodi di contribuzione inferiori a 52 settimane annue per almeno 10 anni. La norma era interpretata come applicabile esclusivamente ai lavoratori a tempo determinato, escludendo i lavoratori a tempo indeterminato che, per le modalità della loro prestazione, risultassero comunque con meno di 52 settimane di contribuzione annua (come le lavoranti a domicilio).

La questione di legittimità costituzionale

La Corte d’appello di Firenze ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, lett. g), della legge n. 421/1992 e dell’art. 2, comma 3, lett. b), del d.lgs. n. 503/1992, in riferimento all’art. 3 della Costituzione. Il rimettente riteneva irragionevole escludere dal regime agevolato i lavoratori con contratto a tempo indeterminato che, per il sistema di accredito contributivo del loro settore, si trovavano in una situazione fattuale analoga a quella dei lavoratori a tempo determinato.

La decisione della Corte

La Corte dichiara la questione non fondata. La posizione dei lavoratori a tempo determinato, con rapporti che non coprono l’intero anno solare, presenta connotati di «peculiare debolezza» che non ricorrono identicamente per i lavoratori a tempo indeterminato, anche se questi ultimi concretamente lavorano per meno di 52 settimane annue. Il legislatore può riservare il regime agevolato ai soli lavoratori a tempo determinato senza che ciò integri una violazione del principio di uguaglianza, essendo le due categorie non del tutto omogenee.

Il principio

L’individuazione dei presupposti per l’accesso ai trattamenti pensionistici è rimessa alla discrezionalità del legislatore, che opera un bilanciamento tra le esigenze dei lavoratori e le disponibilità finanziarie del sistema previdenziale. La differenziazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato con prestazioni intermittenti non è irragionevole, perché la debolezza strutturale della posizione dei lavoratori a termine giustifica un trattamento previdenziale più favorevole.

Domande e risposte

Chi sono le «lavoranti a domicilio»?

Sono lavoratori subordinati che svolgono la loro attività presso il proprio domicilio o in luoghi da loro scelti, per conto di uno o più committenti, con materiali e strumenti di lavoro forniti dal datore. Sono disciplinate dalla legge n. 877/1973 e il loro sistema di accredito contributivo è basato sulle sole giornate effettivamente lavorate.

Cosa prevede il regime agevolato per la pensione di vecchiaia?

In deroga alla regola generale dei 20 anni di contribuzione per la pensione di vecchiaia, il d.lgs. n. 503/1992 consentiva ai lavoratori con almeno 25 anni di anzianità assicurativa, che avessero per almeno 10 anni contribuzione inferiore a 52 settimane annue, di accedere alla pensione con un requisito contributivo ridotto.

Il principio si applica ancora oggi?

Le norme impugnate erano disposizioni transitorie della riforma pensionistica del 1992. Il sistema pensionistico ha subito numerose riforme successive (legge Dini, legge Fornero), ma il principio che il legislatore può differenziare i requisiti di accesso alla pensione tra categorie non omogenee rimane un punto fermo della giurisprudenza costituzionale.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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