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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha ritenuto legittima la procedibilità d’ufficio del reato di omessa corresponsione dell’assegno divorzile, anche se per reati simili commessi in famiglia è prevista la querela. La scelta del regime di procedibilità rientra nella discrezionalità del legislatore e non è manifestamente irragionevole.

Di cosa si tratta

L’art. 12-sexies della legge sul divorzio (898/1970) punisce, con le pene dell’art. 570 c.p., chi non versa l’assegno stabilito dal giudice. Per giurisprudenza consolidata, questo reato è procedibile d’ufficio: nel caso, l’ex coniuge che aveva sporto querela l’aveva poi rimessa, ma la remissione era irrilevante. Il giudice riteneva irragionevole questa differenza rispetto ad altri reati familiari, perseguibili a querela.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Verona dubitava della legittimità dell’art. 12-sexies della legge 898/1970 in riferimento all’art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non prevede la procedibilità a querela, denunciando un’irragionevole disparità di trattamento rispetto a reati ritenuti analoghi e più gravi (artt. 388 c.p., 6 della legge 154/2001, 570 c.p.), perseguibili a querela.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la questione non fondata. La scelta del regime di procedibilità rientra nella discrezionalità del legislatore ed è sindacabile solo per manifesta irrazionalità. Le fattispecie indicate come termini di paragone presentano elementi differenziali (interessi tutelati, struttura della condotta) che impediscono un utile raffronto: in particolare il reato in esame richiede l’inosservanza di uno specifico provvedimento del giudice sull’assegno. Il sistema dei reati familiari resta frammentario, ma la sua ricomposizione spetta al legislatore.

Il principio

La scelta del regime di procedibilità dei reati (d’ufficio o a querela) coinvolge la politica criminale e resta affidata alla discrezionalità del legislatore, sindacabile solo per manifesta irrazionalità. Il modo di perseguibilità non è necessariamente legato alla gravità del reato, e la querela non presuppone la natura puramente privatistica dell’interesse offeso.

Domande e risposte

Cosa significa che il reato è procedibile d’ufficio?

Significa che l’azione penale prosegue indipendentemente dalla volontà della persona offesa: l’eventuale remissione della querela è irrilevante e il procedimento va avanti comunque.

Perché la Corte ha respinto la questione?

Perché la scelta tra procedibilità d’ufficio e a querela spetta al legislatore ed è censurabile solo se manifestamente irragionevole; qui i reati posti a confronto presentano differenze che escludono una disparità irragionevole.

Perché l’assegno divorzile ha una tutela penale rafforzata?

Perché il reato dell’art. 12-sexies sanziona specificamente l’inosservanza di un provvedimento del giudice che impone il versamento dell’assegno, a tutela del coniuge più debole e dei figli.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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