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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la legge della Regione Veneto che esentava dall’autorizzazione le piccole varianti di tracciato degli elettrodotti (inferiori a 500 metri), perché così le sottraeva automaticamente anche alla valutazione di impatto ambientale (VIA), materia di competenza esclusiva statale.

Di cosa si tratta

La Regione Veneto aveva modificato la propria legge sulle linee elettriche fino a 150.000 volt, escludendo dall’obbligo di autorizzazione le varianti di tracciato inferiori a 500 metri. Poiché la VIA è un sub-procedimento che si innesta in quello autorizzatorio, rendere «libere» quelle opere significava sottrarle anche alla valutazione ambientale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri impugnava l’art. 1, comma 1, della legge reg. Veneto 30/2014 sotto due profili: violazione dell’art. 1-sexies del d.l. 239/2003 sugli elettrodotti della rete nazionale, e violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, sulla competenza statale in materia di tutela dell’ambiente.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibile la prima censura, per mancata o erronea individuazione del parametro costituzionale collegato alla norma statale interposta. Ha invece accolto la seconda: la legge veneta, esentando in modo generalizzato le varianti sotto i 500 metri a prescindere dal loro impatto, sottraeva automaticamente le opere alla VIA, violando la competenza esclusiva statale sulla tutela dell’ambiente. La norma è stata dichiarata illegittima limitatamente a quelle parole.

Il principio

La valutazione di impatto ambientale rientra nella materia «tutela dell’ambiente e dell’ecosistema», riservata in via esclusiva allo Stato (art. 117, secondo comma, lettera s, Cost.), e rappresenta un livello di protezione uniforme su tutto il territorio. La Regione non può rendere «libere» opere che, sottratte all’autorizzazione, finirebbero per essere escluse anche dalla valutazione ambientale richiesta caso per caso.

Domande e risposte

Cos’è la VIA?

È la valutazione di impatto ambientale, la procedura che verifica gli effetti di un’opera sull’ambiente prima della sua autorizzazione; per la Corte costituisce un livello uniforme di tutela su tutto il territorio nazionale.

Perché la legge veneta è stata bocciata?

Perché esentava in modo generalizzato dall’autorizzazione le varianti di tracciato sotto i 500 metri, sottraendole automaticamente anche alla valutazione ambientale, senza considerare il loro concreto impatto: così invadeva la competenza statale sull’ambiente.

Perché una delle censure è stata dichiarata inammissibile?

Perché nel denunciare la violazione di una norma statale sugli elettrodotti nazionali lo Stato non aveva indicato la competenza costituzionale di cui quella norma era espressione.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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