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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionali due pilastri della legge elettorale n. 270 del 2005 (il cosiddetto «Porcellum»): il premio di maggioranza senza soglia minima e le liste bloccate che impedivano all’elettore di esprimere preferenze. Restavano valide le Camere già elette, ma il meccanismo elettorale veniva profondamente riscritto.

Di cosa si tratta

Il caso nasce da alcuni cittadini elettori che, davanti al giudice ordinario, contestavano di non aver potuto votare con un sistema rispettoso della Costituzione. La Corte di cassazione ha sollevato la questione, portando per la prima volta all’esame della Consulta il sistema con cui si eleggono Camera e Senato disegnato dalla legge n. 270 del 2005.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnati gli artt. 4, 59 e 83 del d.P.R. n. 361 del 1957 (elezione della Camera) e gli artt. 14 e 17 del d.lgs. n. 533 del 1993 (elezione del Senato), nel testo della legge n. 270 del 2005, sollevati dalla Corte di cassazione in riferimento agli artt. 1, 3, 48, 49, 56, 58 e 67 della Costituzione. Sotto accusa il premio di maggioranza attribuito senza alcuna soglia minima di voti e le liste interamente bloccate.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del premio di maggioranza (art. 83 d.P.R. n. 361 del 1957 e art. 17 d.lgs. n. 533 del 1993), perché assegnato senza una soglia minima, con effetti sproporzionati sulla rappresentanza; e delle norme sulle liste bloccate (artt. 4 e 59 d.P.R. n. 361 del 1957 e art. 14 d.lgs. n. 533 del 1993) nella parte in cui non consentivano all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati.

Il principio

Il voto deve essere «libero» e «personale»: un premio di maggioranza privo di soglia comprime in modo sproporzionato l’eguaglianza del voto e la rappresentanza, mentre liste totalmente bloccate sottraggono all’elettore la scelta dei propri rappresentanti. La sopravvivenza delle Camere elette resta garantita dal principio di continuità degli organi costituzionali.

Domande e risposte

La legge elettorale «Porcellum» è stata abrogata da questa sentenza?

No. La Corte ha dichiarato incostituzionali singole disposizioni (premio di maggioranza senza soglia e liste bloccate), lasciando in vigore il resto della normativa di risulta, applicabile fino a un nuovo intervento del legislatore.

Le elezioni già svolte con quel sistema sono state annullate?

No. La Corte ha precisato che le Camere già elette restavano legittime, in forza del principio di continuità degli organi costituzionali; gli effetti della pronuncia operano per il futuro.

Perché il premio di maggioranza era incostituzionale?

Perché era attribuito alla lista o coalizione più votata senza alcuna soglia minima di voti: ciò poteva trasformare una minoranza in maggioranza assoluta, alterando in modo irragionevole l’eguaglianza del voto e la rappresentanza.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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