La guida

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

La Corte respinge la questione sull’art. 7, comma 4, del d.l. n. 248 del 2007, che ancora la retribuzione del socio lavoratore di cooperativa ai trattamenti minimi dei contratti collettivi dei sindacati comparativamente più rappresentativi. La norma non attribuisce efficacia erga omnes ai contratti e non viola l’art. 39 Cost.

Di cosa si tratta

Il socio lavoratore di una cooperativa ha diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente (art. 36 Cost.). Per evitare il dumping salariale, l’art. 7, comma 4, del d.l. n. 248/2007 impone, in presenza di più contratti collettivi della categoria, di applicare i trattamenti economici minimi previsti dai contratti dei sindacati comparativamente più rappresentativi.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale ordinario di Lucca ha sollevato la questione in riferimento all’art. 39 della Costituzione, ritenendo che la norma attribuisse di fatto efficacia generale (erga omnes) ai contratti collettivi al di fuori del procedimento previsto dalla Costituzione per i contratti con efficacia obbligatoria per tutti.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondata la questione: la censura muoveva da un erroneo presupposto interpretativo. La norma non recepisce i contratti collettivi rendendoli vincolanti per tutti, ma li richiama come parametro esterno per misurare la proporzionalità e la sufficienza della retribuzione ex art. 36 Cost.

Il principio

Il rinvio legislativo ai trattamenti minimi dei contratti collettivi comparativamente più rappresentativi non equivale ad attribuire loro efficacia erga omnes: i contratti operano come parametro esterno di commisurazione della giusta retribuzione (art. 36 Cost.), strumento legittimo per contrastare la competizione salariale al ribasso senza violare l’art. 39 Cost.

Domande e risposte

La sentenza obbliga ad applicare i contratti collettivi a tutti?

No: i contratti collettivi non diventano vincolanti per tutti. Sono usati come parametro esterno per valutare se la retribuzione del socio lavoratore è proporzionata e sufficiente.

Perché non c’è violazione dell’art. 39 Cost.?

Perché la norma non recepisce i contratti dando loro efficacia generale fuori dal procedimento costituzionale, ma li richiama solo come misura della giusta retribuzione ex art. 36 Cost.

A cosa serve questa regola per le cooperative?

A contrastare il dumping salariale: garantisce al socio lavoratore una retribuzione almeno pari ai minimi dei contratti collettivi più rappresentativi del settore.

Norme collegate

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.