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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte respinge il ricorso della Regione Lombardia contro la riforma che obbliga le banche popolari più grandi a trasformarsi in società per azioni: la disciplina rientra nella competenza statale e non lede le prerogative regionali.

Di cosa si tratta

Il decreto-legge n. 3 del 2015 aveva imposto alle banche popolari con attivo superiore a una certa soglia di trasformarsi in società per azioni. La Regione Lombardia ha impugnato la norma, ritenendo che incidesse sulla funzione sociale della cooperazione e su ambiti di propria competenza, oltre a difettare dei presupposti di necessità e urgenza.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 1 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3 (Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti), convertito dalla legge n. 33 del 2015, in riferimento a numerosi parametri: artt. 2, 3, 18, 41, 45, 47, 77 secondo comma, 117 (secondo e terzo comma) e 118 della Costituzione, oltre al principio di leale collaborazione. Il ricorso era stato promosso in via principale dalla Regione Lombardia.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato in parte inammissibili e in parte non fondate tutte le questioni. In particolare ha respinto, come non fondata, la censura riferita all’art. 117, terzo comma, e quella riferita all’art. 117, secondo comma, lettera e), e al principio di leale collaborazione: la disciplina del sistema bancario e della tutela del risparmio rientra nella competenza statale.

Il principio

La regolazione delle banche popolari e la loro eventuale trasformazione in società per azioni attiene alla tutela del risparmio e all’ordinamento del credito, materie di competenza statale. La funzione sociale della cooperazione non impedisce al legislatore statale, secondo il criterio della prevalenza, di intervenire su tali assetti.

Domande e risposte

La Corte ha confermato l’obbligo di trasformazione delle banche popolari?

Sì: ha respinto tutte le censure della Regione Lombardia, lasciando in vigore la disciplina del d.l. n. 3 del 2015.

Perché la Regione non ha avuto ragione?

Perché la materia — tutela del risparmio e ordinamento del credito — rientra nella competenza statale e non in quella regionale.

Quale articolo della Costituzione era invocato sul risparmio?

Tra gli altri, l’art. 47, sulla tutela del risparmio e dell’esercizio del credito.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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