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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte ha dichiarato inammissibile la questione sul ritiro della patente come pena accessoria per i reati di droga: il giudice aveva impugnato la norma sbagliata. Voleva un potere «manipolatore» del giudice dell’esecuzione, ma aveva censurato l’art. 85 d.P.R. 309/1990 invece della norma processuale sui poteri del giudice.

Di cosa si tratta

Un condannato per traffico di stupefacenti, dopo aver scontato la pena detentiva, chiedeva la revoca della pena accessoria del ritiro della patente, sostenendo di averne assoluta necessità per il proprio reinserimento lavorativo come autista di una cooperativa di trasporti.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte d’appello di Palermo ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 85 del d.P.R. n. 309 del 1990 (Testo unico stupefacenti), in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione, nella parte in cui consente l’esecuzione del ritiro della patente dopo l’espiazione della pena principale, in asserito contrasto con la finalità rieducativa.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità per aberratio ictus. Il giudice mirava in realtà a ottenere un generale potere «manipolatore» del giudice dell’esecuzione (riconducibile all’art. 676 cod. proc. pen.), ma aveva censurato l’art. 85 d.P.R. 309/1990, senza contestarne né l’applicabilità né l’operatività differita: la richiesta era inoltre generica e priva di contenuto obbligato.

Il principio

La questione di legittimità costituzionale deve colpire la disposizione che davvero produce l’effetto contestato: se il giudice indirizza la censura verso una norma diversa da quella rilevante (aberratio ictus) e formula un petitum generico privo di contenuto obbligato, la questione è manifestamente inammissibile.

Domande e risposte

Che cos’è l’aberratio ictus in questo contesto?

È l’errore del giudice che indirizza la questione di costituzionalità verso una norma diversa da quella che realmente produce l’effetto contestato.

La Corte ha valutato se il ritiro della patente sia rieducativo?

No: non è entrata nel merito, perché la questione era inammissibile per il difetto di impostazione dell’ordinanza.

Cosa avrebbe dovuto fare il giudice?

Indirizzare la censura sulla norma processuale relativa ai poteri del giudice dell’esecuzione e formulare un petitum dal contenuto determinato.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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