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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma della Regione Abruzzo che affidava ai Comuni la tutela del legittimo affidamento dei concessionari balneari storici. Le modalità di tutela dell’affidamento devono essere uniformi a livello nazionale, a presidio della concorrenza.

Di cosa si tratta

Le concessioni demaniali per gli stabilimenti balneari sono al centro di un lungo dibattito tra tutela dei concessionari uscenti e apertura alla concorrenza. L’Abruzzo aveva previsto che i Comuni garantissero il rilascio di nuove concessioni senza pregiudizio dell’affidamento dei titolari di concessioni anteriori al 31 dicembre 2009.

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l’art. 3, comma 3, della legge della Regione Abruzzo n. 30 del 2017 (Tutela del legittimo affidamento dei concessionari balneari), in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettere e) (tutela della concorrenza) ed l) (ordinamento civile), della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma. Affidare ai Comuni forme di tutela dell’affidamento «proprie» della Regione contrasta con la necessità di una disciplina uniforme sul piano nazionale, posta a presidio della concorrenza e della parità di trattamento tra gli aspiranti concessionari, materie riservate alla competenza esclusiva dello Stato.

Il principio

Le modalità di tutela dell’affidamento dei concessionari demaniali uscenti devono essere regolate in modo uniforme a livello nazionale, perché incidono sulla tutela della concorrenza e sulla parità di trattamento: la Regione non può dettare una propria disciplina differenziata.

Domande e risposte

Cosa prevedeva la norma abruzzese?

Che i Comuni, nel rilasciare nuove concessioni balneari, garantissero la tutela del legittimo affidamento dei titolari di concessioni anteriori al 31 dicembre 2009.

Perché è incostituzionale?

Perché le modalità di tutela dell’affidamento incidono sulla concorrenza e devono essere uniformi a livello nazionale: rientrano nella competenza esclusiva statale (art. 117, secondo comma, lettera e, Cost.).

Le Regioni possono prorogare le concessioni balneari?

Secondo la Corte, le uniche tutele in concreto attuabili dai Comuni sarebbero state la proroga o l’indennizzo, entrambe in contrasto con la disciplina pro-concorrenziale uniforme riservata allo Stato.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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