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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma della Regione Liguria che imponeva ai cittadini extracomunitari dieci anni di residenza continuativa in Italia per accedere all’edilizia residenziale pubblica. Un requisito così lungo discrimina i soggiornanti di lungo periodo, che già dopo cinque anni vanno equiparati ai cittadini.

Di cosa si tratta

L’edilizia residenziale pubblica (ERP) garantisce alloggi a canone agevolato a chi non riesce a procurarsi una casa sul mercato. La Regione Liguria, con la legge n. 13 del 2017, aveva modificato i requisiti per gli stranieri, sostituendo le precedenti condizioni con quella della residenza regolare «da almeno dieci anni consecutivi nel territorio nazionale».

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l’art. 4, comma 1, della legge reg. Liguria n. 13 del 2017 denunciando il contrasto con l’art. 117, primo comma, della Costituzione, in relazione alla direttiva 2003/109/CE sui soggiornanti di lungo periodo (recepita con il d.lgs. n. 3 del 2007). La direttiva riconosce lo status di soggiornante di lungo periodo dopo cinque anni di residenza regolare ed equipara questi soggetti ai cittadini ai fini dell’accesso all’alloggio.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma. Richiedere dieci anni di residenza a chi già dopo cinque anni acquisisce lo status di soggiornante di lungo periodo costituisce una discriminazione dissimulata, irragionevole e sproporzionata, tanto più grave perché riguarda il diritto sociale all’abitazione, attinente alla dignità della persona. La Corte ha richiamato il proprio precedente (sentenza n. 168 del 2014) sulla legge valdostana.

Il principio

Le Regioni possono valorizzare il radicamento territoriale per l’accesso all’alloggio pubblico, ma solo entro limiti non arbitrari né irragionevoli. Un requisito di residenza decennale per i soli stranieri, più lungo del periodo necessario per la qualifica di soggiornante di lungo periodo, viola il diritto dell’Unione e, di riflesso, l’art. 117, primo comma, Cost.

Domande e risposte

Quanti anni di residenza può chiedere una Regione per l’edilizia pubblica?

Non esiste una soglia fissa, ma il requisito deve essere ragionevole e proporzionato. Dieci anni di residenza richiesti ai soli extracomunitari sono stati ritenuti eccessivi e discriminatori dalla Corte.

Chi è il «soggiornante di lungo periodo»?

È il cittadino di un Paese terzo che risiede regolarmente in uno Stato membro UE da almeno cinque anni: dopo questo termine va equiparato ai cittadini anche per l’assegnazione di alloggi pubblici.

Cosa accade alla norma dichiarata incostituzionale?

Poiché la norma annullata si limitava a sostituire alcune parole nel testo previgente, torna in vigore la disposizione originaria sui requisiti di accesso.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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