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La Corte dichiara incostituzionale l’automatica revoca della patente per omicidio e lesioni stradali quando non ricorrono le aggravanti più gravi. In questi casi il giudice deve poter scegliere, in alternativa, la sospensione del titolo. Respinte invece le censure sul divieto di bilanciamento dell’attenuante.

Di cosa si tratta

La legge sul reato di omicidio stradale impone la revoca della patente in caso di condanna per omicidio o lesioni stradali. Questa revoca scattava in modo automatico anche nelle ipotesi prive delle aggravanti più gravi (come la guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti), senza lasciare al giudice alcun margine di valutazione.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Torino e il GUP del Tribunale di Roma hanno sollevato questioni sull’art. 222, comma 2, del codice della strada e sull’art. 590-quater del codice penale, in riferimento agli artt. 3, 25 e 27 della Costituzione, contestando l’automatismo della revoca della patente e il divieto di prevalenza o equivalenza dell’attenuante speciale.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 222, comma 2, del codice della strada nella parte in cui non consente al giudice, in assenza delle aggravanti più gravi, di disporre la sospensione della patente in alternativa alla revoca; ha dichiarato inammissibile una censura sul comma 3-ter e non fondate le questioni sull’art. 590-quater cod. pen.

Il principio

L’automatismo della sanzione amministrativa accessoria — la revoca della patente — è irragionevole quando manchino le aggravanti più gravi: in tali casi il giudice deve poter graduare la risposta, scegliendo la sospensione. Resta invece legittimo il divieto di bilanciare l’attenuante speciale, espressione della discrezionalità del legislatore.

Domande e risposte

Cosa cambia per chi commette omicidio o lesioni stradali?

Nei casi privi delle aggravanti più gravi, il giudice non è più obbligato a revocare la patente, ma può disporre in alternativa la sospensione.

In quali casi resta la revoca automatica?

La pronuncia incide sulle ipotesi senza le aggravanti più gravi; dove ricorrono quelle aggravanti, la disciplina più severa non è toccata.

È stato eliminato il divieto di bilanciare l’attenuante?

No: la Corte ha ritenuto non fondate le censure sull’art. 590-quater cod. pen., confermando il divieto di prevalenza o equivalenza dell’attenuante speciale.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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