Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 195 del 2020 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Comitato promotore del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari contro l’abbinamento della consultazione alle altre elezioni del settembre 2020.

Di cosa si tratta

Nel 2020 il referendum costituzionale confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari (modifiche agli artt. 56, 57 e 59 della Costituzione) era stato abbinato, nelle date del 20 e 21 settembre, alle elezioni suppletive, regionali e amministrative, in forza del decreto-legge n. 26 del 2020.

La questione di legittimità costituzionale

Il Comitato promotore del referendum ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, lamentando che l’abbinamento della consultazione referendaria alle altre elezioni ledesse le proprie attribuzioni e la corretta informazione degli elettori.

La decisione della Corte

La Corte, in fase di ammissibilità, ha dichiarato inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione, ritenendo non sussistenti i presupposti soggettivi o oggettivi per radicare il conflitto tra poteri dello Stato in capo al Comitato promotore.

Il principio

Il Comitato promotore di un referendum costituzionale non è legittimato, in mancanza dei requisiti soggettivi e oggettivi richiesti, a promuovere conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato per contestare le scelte organizzative sull’abbinamento della consultazione ad altre elezioni.

Domande e risposte

Di quale referendum si parla?

Del referendum costituzionale confermativo del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari (modifiche agli artt. 56, 57 e 59 della Costituzione).

Cosa contestava il Comitato promotore?

L’abbinamento del referendum alle elezioni suppletive, regionali e amministrative previste per il 20 e 21 settembre 2020.

Come ha deciso la Corte?

Ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, già nella fase di ammissibilità.

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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