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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima una norma della Regione Lombardia che, per semplificare il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA), prevedeva di norma una conferenza di servizi in forma semplificata e asincrona. La semplificazione abbassava gli standard di tutela ambientale fissati dalla legge statale, invadendo la competenza esclusiva dello Stato in materia di ambiente.

Di cosa si tratta

L’autorizzazione integrata ambientale (AIA) è il titolo che consente a un impianto inquinante di funzionare rispettando precise prescrizioni per ridurre le emissioni. Periodicamente va riesaminata per aggiornarla alle migliori tecnologie disponibili. La Regione Lombardia voleva snellire questo riesame con una conferenza di servizi semplificata; il Governo riteneva che così si riducessero le garanzie ambientali stabilite dallo Stato.

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l’art. 20, comma 1, della legge della Regione Lombardia n. 11 del 2020, in riferimento agli artt. 97 e 117, secondo comma, lettere m) ed s), della Costituzione, in relazione all’art. 29-quater del Codice dell’ambiente, che impone, per il rilascio e il riesame dell’AIA, una conferenza di servizi in forma simultanea e sincrona.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma regionale per violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, con assorbimento degli altri profili. La disposizione lombarda, ribaltando le previsioni statali e rendendo la conferenza semplificata la regola anziché l’eccezione, non innalzava ma abbassava gli standard di tutela ambientale fissati dal Codice dell’ambiente.

Il principio

La disciplina dell’AIA rientra nella materia della tutela dell’ambiente, riservata alla competenza esclusiva dello Stato. Le Regioni non possono introdurre, in nome della semplificazione, soluzioni procedurali che abbassino gli standard di tutela ambientale stabiliti dalla normativa statale, alla quale partecipano amministrazioni portatrici di interessi sensibili come ambiente, ecosistema e salute.

Domande e risposte

Cos’è l’autorizzazione integrata ambientale?

È un unico titolo abilitativo che consente di esercitare attività inquinanti, dettando le prescrizioni per prevenire o ridurre le emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo.

Perché la conferenza semplificata era illegittima?

Perché la legge statale impone, per il riesame dell’AIA, una conferenza simultanea e sincrona; renderla semplificata e asincrona la regola abbassava il livello di tutela fissato dallo Stato.

Le Regioni possono semplificare i procedimenti ambientali?

Possono semplificare, ma non al punto di ridurre gli standard di tutela stabiliti dalla normativa statale in una materia riservata allo Stato.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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