Testo dell'articoloIn aggiornamento

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In questa storica ordinanza la Corte costituzionale non decide subito, ma rinvia la trattazione al maggio 2022, dando tempo al legislatore di intervenire. Anticipa pero che il divieto assoluto di liberazione condizionale per il condannato all’ergastolo “ostativo” che non collabora con la giustizia e in tensione con la Costituzione.

Di cosa si tratta

L’”ergastolo ostativo” impedisce al condannato per reati di mafia che non collabora con la giustizia di accedere a benefici penitenziari, tra cui la liberazione condizionale. La collaborazione e l’unica via per essere ammessi alla valutazione: chi non collabora resta escluso a prescindere dal percorso compiuto in carcere.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte di cassazione, prima sezione penale, aveva sollevato, in riferimento agli artt. 3, 27, terzo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, questioni sugli artt. 4-bis, comma 1, e 58-ter della legge n. 354 del 1975 (ordinamento penitenziario) e sull’art. 2 del d.l. n. 152 del 1991, nella parte in cui escludono dalla liberazione condizionale il condannato all’ergastolo per reati di contesto mafioso che non abbia collaborato con la giustizia.

La decisione della Corte

La Corte ha rinviato la trattazione delle questioni all’udienza pubblica del 10 maggio 2022. Pur non decidendo, ha rilevato che il carattere assoluto della presunzione di pericolosita, e l’aver reso la collaborazione l’unica strada possibile, e in tensione con la funzione rieducativa della pena: ha quindi lasciato al legislatore il tempo per un intervento di riforma.

Il principio

La presunzione che il condannato all’ergastolo per reati di mafia mantenga legami con l’organizzazione criminale non e di per se irragionevole, ma deve poter essere superata da prova contraria valutabile dal tribunale di sorveglianza: rendere la collaborazione l’unica via di accesso alla liberazione condizionale contrasta con il finalismo rieducativo della pena (art. 27, terzo comma, Cost.).

Domande e risposte

Che cos’e l’ergastolo ostativo?

E il regime per cui il condannato all’ergastolo per gravi reati (tra cui quelli di contesto mafioso) che non collabora con la giustizia e escluso da benefici penitenziari come la liberazione condizionale.

La Corte ha dichiarato l’illegittimita della norma?

No: in questa ordinanza ha rinviato la decisione al 10 maggio 2022, dando tempo al legislatore di intervenire, pur segnalando il contrasto con la Costituzione.

Perche la collaborazione come unica via e un problema?

Perche impedisce al tribunale di sorveglianza di valutare l’intero percorso carcerario del condannato, in contrasto con la funzione rieducativa della pena prevista dall’art. 27, terzo comma, Cost.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale