Testo dell'articoloIn aggiornamento
La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma che puniva con una sanzione amministrativa fissa di 50.000 euro l’inosservanza degli obblighi informativi a tutela contro la dipendenza dal gioco. Una sanzione rigidamente predeterminata, senza possibilità di graduazione, viola il principio di proporzionalità.
Di cosa si tratta
Per contrastare la dipendenza dal gioco, il d.l. n. 158 del 2012 (decreto Balduzzi) impone a chi offre giochi e scommesse una serie di obblighi informativi sui rischi. La violazione era punita con una sanzione amministrativa pecuniaria fissa di 50.000 euro, identica per ogni inosservanza, a prescindere dalla sua gravità.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale ordinario di Trapani ha sollevato la questione sull’art. 7, comma 6, secondo periodo, del d.l. n. 158 del 2012 (conv. in legge n. 189 del 2012), in riferimento all’art. 3 della Costituzione (oltre che, in altra prospettiva, all’art. 117, primo comma, Cost. in relazione alla Carta dei diritti UE), perché la sanzione fissa non consentiva di graduare la risposta in base al disvalore della singola violazione.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 7, comma 6, secondo periodo, del d.l. n. 158 del 2012. Ha invece dichiarato inammissibile la distinta questione riferita all’art. 117, primo comma, Cost. in relazione agli artt. 16 e 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Il principio
Una sanzione amministrativa pecuniaria fissa, che non consente di adeguarne l’importo alla concreta gravità della violazione, viola il principio di proporzionalità e ragionevolezza desumibile dall’art. 3 Cost.: anche le sanzioni amministrative devono poter essere graduate.
Domande e risposte
Perché la sanzione di 50.000 euro è stata bocciata?
Perché era fissa e uguale per ogni violazione: non permetteva di adeguare l’importo alla gravità concreta del fatto, in contrasto con il principio di proporzionalità.
Vale anche per le sanzioni amministrative, non solo penali?
Sì. La Corte ha esteso il principio di proporzionalità e graduazione anche alle sanzioni amministrative pecuniarie, sulla base dell’art. 3 Cost.
Restano in vigore gli obblighi informativi sul gioco?
Sì. La Corte ha colpito la misura fissa della sanzione, non gli obblighi informativi a tutela contro la dipendenza dal gioco.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di eguaglianza, ragionevolezza e proporzionalità, fondamento della declaratoria di illegittimità della sanzione fissa.
- Art. 117 della Costituzione — al primo comma, in relazione alla Carta dei diritti UE, parametro della questione dichiarata inammissibile.
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