Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con l’ordinanza n. 154 del 2022 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato da alcuni deputati contro le sentenze del Consiglio di Stato sulla proroga delle concessioni balneari.
Di cosa si tratta
La proroga legislativa delle concessioni balneari è da anni al centro di un contenzioso che coinvolge il diritto dell’Unione europea, il quale impone procedure di gara per l’assegnazione dei beni demaniali. Con due note sentenze del novembre 2021, l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato — il massimo organo della giustizia amministrativa — ha affermato principi vincolanti sulla disapplicazione delle proroghe e ha indicato un termine entro cui le concessioni in essere avrebbero perso efficacia. Alcuni deputati hanno ritenuto che, così facendo, il Consiglio di Stato avesse invaso le prerogative del legislatore, dettando in sostanza regole che spettano al Parlamento, e hanno promosso un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Il tema riguarda il confine tra funzione giurisdizionale e funzione legislativa e i presupposti per agire in conflitto a difesa delle prerogative parlamentari.
La questione di legittimità costituzionale
Si trattava di un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promosso da sette deputati contro il Consiglio di Stato, in relazione alle sentenze dell’Adunanza plenaria n. 17 e n. 18 del 9 novembre 2021 sulla proroga delle concessioni balneari. I ricorrenti lamentavano la lesione della potestà normativa spettante ai parlamentari, nella parte in cui quelle pronunce enunciavano principi di diritto vincolanti per il legislatore.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Il giudizio si è quindi fermato alla fase di ammissibilità, senza esame del merito delle censure rivolte alle sentenze del Consiglio di Stato.
Il principio
Il singolo parlamentare (o un gruppo di parlamentari) non è legittimato, in via generale, a sollevare conflitto di attribuzione a difesa delle prerogative legislative dell’assemblea contro una decisione giurisdizionale: un ricorso privo dei necessari presupposti soggettivi e oggettivi è inammissibile.
Domande e risposte
Perché alcuni deputati hanno impugnato sentenze del Consiglio di Stato?
Perché ritenevano che, affermando principi vincolanti sulla proroga delle concessioni balneari, il giudice amministrativo avesse di fatto dettato regole spettanti al legislatore, ledendo le prerogative del Parlamento.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Perché mancavano i presupposti del conflitto tra poteri: lo strumento serve a difendere attribuzioni costituzionali, e singoli deputati non sono di regola legittimati a far valere in questa sede le prerogative dell’intera assemblea contro una decisione giurisdizionale.
La questione delle concessioni balneari resta irrisolta?
Su questo piano sì: la pronuncia non entra nel merito della proroga. Il tema continua a essere oggetto di interventi legislativi e di confronto con il diritto dell’Unione europea, che impone procedure competitive per l’assegnazione delle concessioni.
Norme collegate
- Art. 70 della Costituzione — Attribuisce la funzione legislativa alle Camere: sullo sfondo della rivendicazione delle prerogative parlamentari.
- Art. 117 della Costituzione — Il primo comma vincola la legislazione agli obblighi europei, rilevanti nella vicenda delle concessioni balneari.
Vedi anche
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.