Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con l’ordinanza n. 72/2023 la Corte costituzionale ha ordinato la restituzione degli atti al giudice di Vicenza, perché una riforma sopravvenuta aveva modificato il quadro normativo su cui si fondava la questione relativa a un reato in materia di immigrazione.
Di cosa si tratta
Quando, durante un giudizio costituzionale, entra in vigore una nuova legge che incide sulla materia (il cosiddetto ius superveniens), il quadro normativo può cambiare al punto da rendere necessario che il giudice riesamini la questione alla luce delle nuove regole. In questi casi la Corte non decide nel merito, ma restituisce gli atti al giudice che aveva sollevato la questione. Il caso riguardava l’art. 5, comma 8-bis, del testo unico sull’immigrazione, che punisce l’uso di documenti contraffatti per ottenere un titolo di soggiorno. Il giudice dell’udienza preliminare di Vicenza ne aveva dubitato la legittimità sotto il profilo della proporzionalità della pena e dell’accesso alla messa alla prova. Nel frattempo, però, una riforma (il d.lgs. n. 150 del 2022, cosiddetta riforma Cartabia) aveva modificato il quadro, rendendo accessibile per quel reato il rito della sospensione del procedimento con messa alla prova, uno strumento di mitigazione della pena. Questo cambiamento ha inciso profondamente sui presupposti della questione, imponendo un nuovo esame da parte del giudice.
La questione di legittimità costituzionale
Il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vicenza ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, comma 8-bis, del d.lgs. n. 286 del 1998 (testo unico sull’immigrazione), in riferimento agli artt. 3 e 27 della Costituzione, in materia di proporzionalità del trattamento sanzionatorio.
La decisione della Corte
La Corte ha ordinato la restituzione degli atti al giudice rimettente. Ha rilevato che, per effetto dello ius superveniens introdotto dalla riforma (d.lgs. n. 150 del 2022), era ora possibile fruire, per quel reato, del rito alternativo della sospensione del procedimento con messa alla prova, un’ulteriore possibilità di individualizzazione e mitigazione del trattamento sanzionatorio. Poiché questa modifica incideva profondamente sui presupposti delle censure, si rendeva necessaria una nuova valutazione, da parte del giudice, della rilevanza e della non manifesta infondatezza delle questioni.
Il principio
Quando una riforma sopravvenuta modifica il quadro normativo su cui si fonda una questione di legittimità costituzionale, incidendo sui presupposti delle censure, la Corte restituisce gli atti al giudice, che dovrà riesaminare la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione alla luce delle nuove regole.
Domande e risposte
Che cos’è lo ius superveniens?
È una legge nuova che entra in vigore mentre è in corso il giudizio costituzionale e che incide sulla materia oggetto della questione, modificando il quadro normativo di riferimento.
Perché la Corte ha restituito gli atti al giudice?
Perché una riforma sopravvenuta aveva cambiato i presupposti della questione: spetta ora al giudice valutare di nuovo se essa sia ancora rilevante e non manifestamente infondata alla luce delle nuove regole.
Che cos’è la messa alla prova?
È un rito alternativo che consente, per reati di minore gravità, di sospendere il processo affidando l’imputato a un programma di prova: se ha esito positivo, il reato si estingue. È uno strumento di mitigazione della pena.
La norma sull’immigrazione è stata annullata?
No. La Corte non si è pronunciata nel merito: ha rinviato la valutazione al giudice, alla luce della riforma sopravvenuta.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione – principio di eguaglianza e ragionevolezza, tra i parametri invocati.
- Art. 27 della Costituzione – finalità rieducativa della pena e proporzionalità.
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Vedi anche
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