Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 106/2023 la Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione sollevata da un giudice di pace su una norma di un regolamento europeo in materia di controllo della pesca, perché la Corte non può giudicare direttamente la legittimità costituzionale delle norme dell’Unione europea.

Di cosa si tratta

Il rapporto tra diritto italiano e diritto dell’Unione europea segue regole precise: le norme europee, come i regolamenti, si applicano direttamente negli Stati membri e il giudice nazionale che dubita della loro validità o interpretazione deve rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione europea, non alla Corte costituzionale. Nel caso in esame il Giudice di pace di Mantova, chiamato a decidere su sanzioni amministrative legate alla pesca, aveva sollevato davanti alla Corte costituzionale una questione su una disposizione di un regolamento di esecuzione dell’Unione europea, ritenendola in contrasto con il principio di ragionevolezza. Ma una norma europea non può essere sottoposta direttamente al giudizio di legittimità costituzionale come se fosse una legge italiana. La vicenda illustra il riparto di competenze tra la Corte costituzionale e la Corte di giustizia europea nella tutela dei diritti.

La questione di legittimità costituzionale

Il Giudice di pace di Mantova ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 67, paragrafo 5, del regolamento di esecuzione (UE) n. 404/2011 in materia di controllo della pesca, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, per asserita violazione del principio di ragionevolezza, nell’ambito di ricorsi contro ordinanze-ingiunzioni emesse dalla Capitaneria di porto.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione. Una disposizione di un regolamento dell’Unione europea non può essere oggetto diretto del giudizio di legittimità costituzionale: gli eventuali dubbi sulla validità o sull’interpretazione di una norma europea vanno proposti alla Corte di giustizia dell’Unione europea attraverso il rinvio pregiudiziale.

Il principio

Le norme dei regolamenti dell’Unione europea non possono essere sindacate direttamente dalla Corte costituzionale: il giudice che dubita della loro validità o interpretazione deve rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione europea, secondo il riparto di competenze tra i due ordinamenti.

Domande e risposte

Perché la Corte costituzionale non può giudicare un regolamento europeo?

Perché le norme europee appartengono a un ordinamento distinto. Il loro controllo spetta alla Corte di giustizia dell’Unione europea, alla quale il giudice nazionale si rivolge con il rinvio pregiudiziale.

Che cos’è il rinvio pregiudiziale?

È lo strumento con cui un giudice nazionale chiede alla Corte di giustizia europea di interpretare o valutare la validità di una norma dell’Unione, prima di decidere la causa. È la via corretta per i dubbi sul diritto europeo.

Il cittadino resta privo di tutela?

No: la tutela esiste, ma passa per il canale giusto. Il giudice di pace avrebbe dovuto rivolgersi alla Corte di giustizia europea, non alla Corte costituzionale, per i dubbi su quella norma europea.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →
Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.