Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 181 del 2023 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la legge sugli indennizzi nella parte in cui non riconosceva il diritto all’indennizzo a chi abbia riportato danni permanenti dalla vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV).

Di cosa si tratta

La legge n. 210 del 1992 riconosce un indennizzo a chi ha subito danni permanenti alla salute a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni o emoderivati. Si tratta di un sostegno economico distinto dal risarcimento, fondato sul principio di solidarietà verso chi, sottoponendosi a un trattamento sanitario anche nell’interesse collettivo, ha subito un danno. La vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV), che previene tumori come quello del collo dell’utero, è fortemente raccomandata e promossa dalle autorità sanitarie, pur non essendo formalmente “obbligatoria”. Una persona danneggiata da questa vaccinazione si è vista negare l’indennizzo proprio perché la legge lo riconosceva alle vaccinazioni obbligatorie. La Corte d’appello di Roma ha ritenuto irragionevole escludere chi ha subito danni da un vaccino raccomandato e promosso dallo Stato, e ha sollevato la questione davanti alla Corte costituzionale.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte d’appello di Roma ha impugnato l’art. 1, comma 1, della legge n. 210 del 1992, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, nella parte in cui non prevede il diritto all’indennizzo per chi abbia riportato danni permanenti a causa della vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV).

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge n. 210 del 1992, nella parte in cui non prevede il diritto a un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla stessa legge, a favore di chiunque abbia riportato lesioni o infermità, con menomazione permanente, a causa della vaccinazione contro il contagio da HPV. L’indennizzo viene così esteso anche a questi danneggiati.

Il principio

Quando lo Stato promuove e raccomanda attivamente una vaccinazione nell’interesse anche collettivo, il principio di solidarietà impone di indennizzare chi ne subisca un danno permanente, allo stesso modo di chi è danneggiato da una vaccinazione obbligatoria.

Domande e risposte

Perché l’indennizzo spetta anche se il vaccino non era obbligatorio?

Perché la Corte, in linea con la sua giurisprudenza, equipara le vaccinazioni fortemente raccomandate e promosse dallo Stato a quelle obbligatorie ai fini dell’indennizzo: in entrambi i casi vi è un interesse collettivo.

L’indennizzo è la stessa cosa del risarcimento?

No. L’indennizzo è un sostegno economico fondato sulla solidarietà, dovuto a prescindere da una colpa; il risarcimento presuppone invece una responsabilità per il danno.

Chi può chiedere l’indennizzo per il vaccino HPV?

Chi abbia riportato lesioni o infermità con menomazione permanente dell’integrità psico-fisica a causa di quella vaccinazione, alle condizioni e nei modi previsti dalla legge n. 210 del 1992.

La vaccinazione HPV resta raccomandata?

La sentenza riguarda solo l’indennizzo per i danni permanenti: non incide sulle indicazioni sanitarie, che continuano a raccomandare la vaccinazione per prevenire tumori.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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