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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 56/2024 la Corte costituzionale ha disposto la correzione di alcuni errori materiali contenuti nell’epigrafe e nel dispositivo della propria sentenza n. 21 del 2024.

Di cosa si tratta

Anche i provvedimenti della Corte costituzionale possono contenere errori puramente materiali: refusi, sviste nella formulazione, preposizioni errate che non incidono sul contenuto della decisione ma sulla sua corretta lettura. Quando ciò accade, la Corte può intervenire con un’apposita ordinanza di correzione, che non modifica la sostanza di quanto deciso ma ne rende il testo coerente e privo di sviste. In questo caso la correzione riguarda la precedente sentenza n. 21 del 2024: alcune espressioni nell’epigrafe e nel dispositivo, in particolare l’uso di preposizioni nelle locuzioni relative ad alcune imposte (imposta sui redditi, imposta regionale, IMU, IRAP), andavano rettificate per restituire il senso esatto del testo. Si tratta di un intervento di natura tecnica e formale, che non muta in alcun modo gli effetti della decisione corretta, ma garantisce l’esattezza e la chiarezza del provvedimento pubblicato.

La questione di legittimità costituzionale

Il provvedimento non decide una nuova questione di legittimità costituzionale, ma riguarda la correzione di errori materiali contenuti nella sentenza n. 21 del 2024, già pronunciata dalla Corte.

La decisione della Corte

La Corte ha disposto la correzione degli errori e delle omissioni materiali della sentenza n. 21 del 2024: nell’epigrafe, l’integrazione del riferimento alla camera di consiglio; nel dispositivo, la rettifica di alcune preposizioni nelle locuzioni relative alle imposte richiamate (imposta sui redditi, imposta regionale, IMU, IRAP). Si tratta di correzioni che non incidono sul contenuto della decisione.

Il principio

Gli errori puramente materiali contenuti nei provvedimenti della Corte possono essere corretti con apposita ordinanza, senza alterare la sostanza della decisione, al fine di garantire l’esattezza e la chiarezza del testo.

Domande e risposte

Questa ordinanza cambia la decisione della sentenza n. 21 del 2024?

No. Si limita a correggere errori materiali nel testo (epigrafe e dispositivo) senza incidere sul contenuto e sugli effetti della decisione.

Che cos’è la correzione di un errore materiale?

È l’intervento con cui si rettificano refusi o sviste formali in un provvedimento, senza modificarne la sostanza. Serve a rendere il testo corretto e coerente.

Perché la Corte adotta un provvedimento solo per i refusi?

Perché la pubblicazione di un atto giurisdizionale deve essere esatta: anche piccoli errori formali nel dispositivo vanno corretti con un provvedimento apposito, per evitare ambiguità nella lettura.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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