Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con l’ordinanza n. 161 del 2024 la Corte costituzionale ha sospeso il giudizio su una legge dell’Emilia-Romagna in materia di concessioni idroelettriche e ha rinviato alla Corte di giustizia dell’Unione europea alcune questioni interpretative del diritto UE.
Di cosa si tratta
La Regione Emilia-Romagna aveva previsto che, per le piccole derivazioni a uso idroelettrico, il concessionario che avesse ottenuto incentivi per la produzione di energia potesse vedere allineata la durata della concessione al periodo di incentivazione. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato questa norma, ritenendola in contrasto con i principi sulle concessioni e con il diritto dell’Unione europea, in particolare con la direttiva sui servizi (cosiddetta direttiva Bolkestein), che impone procedure di selezione e limiti alle proroghe delle concessioni di risorse scarse. Prima di decidere, la Corte costituzionale ha però ritenuto necessario chiarire se e come quella direttiva si applichi agli impianti di mera produzione di energia elettrica. Trattandosi di una questione di interpretazione del diritto UE, la Corte ha sospeso il proprio giudizio e si è rivolta alla Corte di giustizia dell’Unione europea con un rinvio pregiudiziale, lo strumento previsto dai Trattati per ottenere un’interpretazione vincolante.
La questione di legittimità costituzionale
Era impugnato l’art. 3 della legge della Regione Emilia-Romagna n. 17 del 2023, in materia di durata delle concessioni di piccole derivazioni a uso idroelettrico. La questione, sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri in via principale, coinvolgeva l’art. 117 della Costituzione e il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, in particolare la direttiva 2006/123/CE sui servizi nel mercato interno.
La decisione della Corte
La Corte non ha deciso nel merito: con ordinanza ha disposto il rinvio pregiudiziale, ai sensi dell’art. 267 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alla Corte di giustizia dell’Unione europea, chiedendole di chiarire se la direttiva sui servizi si applichi anche agli impianti di sola produzione di energia elettrica, come le piccole derivazioni idroelettriche. Il giudizio resta sospeso in attesa della risposta.
Il principio
Quando la decisione su una legge dipende dall’interpretazione del diritto dell’Unione europea, anche la Corte costituzionale può sospendere il giudizio e rivolgersi alla Corte di giustizia UE con un rinvio pregiudiziale, per ottenere un’interpretazione vincolante prima di pronunciarsi.
Domande e risposte
Che cos’è il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UE?
È lo strumento, previsto dall’art. 267 del Trattato sul funzionamento dell’UE, con cui un giudice nazionale chiede alla Corte di giustizia di interpretare il diritto dell’Unione, ottenendo una risposta vincolante.
Perché la Corte costituzionale non ha deciso subito?
Perché la legittimità della norma regionale dipende dall’interpretazione di una direttiva UE: senza chiarire prima il significato del diritto europeo non poteva pronunciarsi nel merito.
Cosa c’entra la direttiva sui servizi con le concessioni idroelettriche?
La direttiva limita le proroghe automatiche delle concessioni su risorse scarse e impone procedure di selezione: occorre però stabilire se si applichi anche agli impianti di sola produzione di energia, ed è ciò che la Corte ha chiesto.
Cosa succede ora al giudizio?
Resta sospeso: la Corte costituzionale riprenderà l’esame della questione dopo che la Corte di giustizia UE avrà risposto ai quesiti interpretativi.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — vincolo al rispetto degli obblighi derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.
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Vedi anche
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.