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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 207/2024 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco degli stipendi pubblici nella parte in cui colpiva anche gli scatti riconosciuti per invalidità di servizio del personale militare.

Di cosa si tratta

Per contenere la spesa pubblica, nel 2010 il legislatore aveva disposto un blocco degli automatismi stipendiali nel pubblico impiego, congelando per un periodo gli aumenti legati all’anzianità. Tra questi automatismi rientravano anche gli scatti riconosciuti per invalidità di servizio, cioè quelli previsti a favore dei militari che hanno subito una menomazione a causa del servizio prestato. Il Consiglio di Stato ha dubitato che fosse ragionevole estendere il blocco anche a questi scatti, che non hanno natura di semplice avanzamento per anzianità ma rispondono a una funzione di tutela. La Corte costituzionale è stata chiamata a verificare se il congelamento di questa specifica voce fosse compatibile con la Costituzione. Il tema riguarda il personale delle forze armate e, più in generale, la tutela di chi ha riportato un danno alla salute nello svolgimento del proprio dovere: misure di risparmio generalizzate non possono colpire indiscriminatamente benefici che hanno una ratio risarcitoria e di protezione.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnati l’art. 9, commi 1 e 21, del d.l. n. 78 del 2010 (convertito nella legge n. 122 del 2010) e altre disposizioni collegate, nella parte in cui non escludevano dal blocco gli scatti per invalidità di servizio previsti dal codice dell’ordinamento militare. La questione è stata sollevata dal Consiglio di Stato, sezione seconda; tra i parametri figurano gli artt. 3 e 38 della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 9, commi 1 e 21, del d.l. n. 78 del 2010, nella parte in cui non esclude dal proprio ambito di applicazione gli scatti per invalidità di servizio (art. 1801 del codice dell’ordinamento militare). Ha invece dichiarato inammissibili altre questioni collegate. Il blocco non poteva colpire benefici legati a una menomazione subita per il servizio.

Il principio

Le misure generali di contenimento della spesa pubblica non possono estendersi a benefici che hanno funzione di tutela e ristoro per chi ha subito un’invalidità a causa del servizio: in questi casi il congelamento è irragionevole.

Domande e risposte

Chi beneficia di questa decisione?

Il personale militare che ha diritto agli scatti per invalidità di servizio: tali scatti non possono essere congelati dal blocco degli automatismi stipendiali.

Perché questi scatti sono diversi dagli altri?

Perché non premiano la semplice anzianità, ma compensano una menomazione subita a causa del servizio: hanno una funzione di tutela che la Corte ha ritenuto incompatibile con un blocco indiscriminato.

Il blocco degli stipendi pubblici era illegittimo in sé?

No. La Corte non ha cancellato il blocco in generale, ma solo la sua applicazione agli scatti per invalidità di servizio; il resto della misura resta valido.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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