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Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

La lettera di compliance non è una multa né un atto impositivo: è una comunicazione con cui l’Agenzia delle Entrate segnala possibili anomalie e invita a correggerle spontaneamente. Non contiene una somma imposta né un termine perentorio, ma ignorarla espone al rischio di un vero accertamento con sanzioni piene. Regolarizzare per tempo con il ravvedimento operoso costa molto meno: le sanzioni si riducono tanto più quanto prima si interviene.

Che cos’è la lettera di compliance

Nell’ambito della promozione dell’adempimento spontaneo introdotta dall’art. 1, commi 634-636, della L. 190/2014, l’Agenzia delle Entrate incrocia i dati in suo possesso (anagrafe tributaria, comunicazioni di terzi, esterometro, dati finanziari) e invia comunicazioni che segnalano incoerenze rispetto a quanto dichiarato: redditi non indicati, locazioni non riportate, plusvalenze, dati esteri. L’obiettivo dichiarato non è sanzionare ma offrire la possibilità di correggere prima che si apra un procedimento di accertamento.

È fondamentale capire la natura dell’atto: non è un avviso di accertamento, non liquida un’imposta, non fissa un termine perentorio e non è impugnabile. È un invito, e proprio per questo lascia al contribuente la scelta su come reagire.

Lettera di compliance, avviso bonario e accertamento

Atto Natura Contiene un importo? Come si reagisce
Lettera di compliance Invito all’adempimento spontaneo No (segnala anomalie) Chiarimenti o ravvedimento operoso
Avviso bonario (36-bis) Esito controllo automatizzato Sì, con sanzione a 1/3 Pagare/rateizzare/segnalare in 60 gg
Avviso di accertamento Atto impositivo definitivo Sì, sanzioni piene Adesione/acquiescenza/ricorso in 60 gg

Cosa fare quando arriva

Come funziona il ravvedimento operoso

La sanzione si riduce a una frazione del minimo, tanto più piccola quanto prima si interviene. A titolo orientativo, per gli omessi o tardivi versamenti la riduzione va da 1/10 (regolarizzazione entro 30 giorni) a frazioni maggiori man mano che il tempo passa (1/9, 1/8, 1/7, fino a 1/6 o 1/5 dopo la constatazione). Attenzione: la riforma del sistema sanzionatorio (D.Lgs. 87/2024) ha ridisegnato sanzioni e relative frazioni per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024; per quelle anteriori restano le misure precedenti. Per questo, più che le percentuali, conta il principio: prima ci si ravvede, meno si paga. Gli importi esatti vanno calcolati sul minimo edittale della specifica violazione e in funzione della data in cui è stata commessa.

Il ravvedimento è precluso se nel frattempo è stato già notificato un avviso di accertamento o una comunicazione di irregolarità (avviso bonario) relativa alla stessa violazione; resta invece possibile, dopo la riforma, anche a seguito di alcuni controlli, in misura meno favorevole.

Cosa succede se la ignori

Ignorare la lettera non comporta sanzioni immediate (non c’è un termine perentorio), ma espone al rischio concreto di un successivo avviso di accertamento, con:

Per questo, salvo i casi in cui la segnalazione sia palesemente infondata, conviene quasi sempre attivarsi: o con chiarimenti, o con il ravvedimento.

Errori frequenti

Spunti pratici

Caso Tizio. Tizio riceve una lettera che segnala un canone di locazione non dichiarato. È vero: presenta dichiarazione integrativa e versa imposta, interessi e sanzione ridotta col ravvedimento, chiudendo a costo contenuto prima di qualsiasi accertamento.

Caso Caia. Caia riceve una segnalazione su un reddito da lavoro autonomo che però aveva già dichiarato in un altro quadro. Tramite CIVIS fornisce i chiarimenti: l’Agenzia archivia, nessun pagamento dovuto.

Caso Sempronio. Sempronio ignora la lettera. Un anno dopo riceve un avviso di accertamento sullo stesso reddito, con sanzioni piene: avrebbe risparmiato molto ravvedendosi subito.

Checklist alla ricezione:

Fonti normative

Guida informativa e divulgativa, non costituisce consulenza. Termini, percentuali di sanzione e modalità possono variare a seconda del periodo della violazione e degli aggiornamenti normativi: fa sempre fede il contenuto dell’atto ricevuto. Per la propria situazione è consigliabile rivolgersi a un professionista abilitato prima della scadenza dei termini.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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