← Torna a Accise — TU D.Lgs. 504/1995
Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Le disposizioni del Titolo III del T.U.A. (energia elettrica) si applicano anche alle addizionali dell'accisa sull'energia elettrica, quando per la loro applicazione sono previste le stesse modalità dell'accisa principale.
  • L'estensione riguarda tutto il Titolo III ad eccezione dell'art. 52, comma 3, norma specifica che rimane esclusa dall'ambito di applicazione delle addizionali.
  • La norma evita la duplicazione delle regole procedurali: soggetti obbligati, fatto generatore, dichiarazioni, pagamenti e accertamenti delle addizionali seguono il medesimo regime dell'accisa principale sull'energia elettrica.
  • Le addizionali rilevanti sono in particolare quelle regionali e locali eventualmente istituite con legge, che si affiancano all'accisa statale sull'energia elettrica.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 60 D.Lgs. 504/1995 — Addizionali dell’accisa

Testo unico delle accise (D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504)

1. Le disposizioni del presente titolo, ad eccezione di quanto disposto dall’articolo 52, comma 3, valgono anche per le addizionali dell’accisa sull’energia elettrica, quando per la loro applicazione sono previste le stesse modalità dell’accisa.

Commento

Le addizionali dell'accisa sull'energia elettrica: inquadramento

L'art. 60 del D.Lgs. 504/1995 chiude il Titolo III del T.U.A. — dedicato all'energia elettrica — con una disposizione di raccordo che estende l'applicazione delle norme del Titolo III alle addizionali dell'accisa sull'energia elettrica, ogniqualvolta la disciplina dell'addizionale preveda le stesse modalità applicative dell'accisa principale.

Le addizionali dell'accisa sull'energia elettrica sono prelievi aggiuntivi rispetto all'accisa statale, istituiti — o storicamente istituiti — da norme speciali a vantaggio di enti sub-statali (regioni, province, comuni) o per finalità particolari. Il sistema fiscale italiano ha conosciuto nel tempo diverse forme di addizionale sull'energia elettrica: alcune sono state abolite nel corso delle riforme fiscali, altre permangono in settori specifici o in forme residuali. La norma dell'art. 60 garantisce che, ogni qual volta tali addizionali sopravvivano o vengano istituite, la loro gestione amministrativa segua il medesimo binario procedurale dell'accisa principale, senza creare regimi paralleli e divergenti.

Il meccanismo del rinvio per relationem

La tecnica legislativa adottata dall'art. 60 è quella del rinvio per relationem: invece di ridisciplinare per le addizionali tutti gli aspetti procedurali (soggetti obbligati, fatto generatore, dichiarazioni, pagamenti, accertamenti, rimborsi, sanzioni), la norma estende automaticamente le disposizioni del Titolo III dell'accisa principale. In questo modo:

  • Il soggetto obbligato al pagamento dell'addizionale coincide con quello dell'accisa (il fornitore di energia elettrica o, in certi casi, il consumatore finale);
  • Il fatto generatore e il momento di esigibilità dell'addizionale seguono le stesse regole dell'accisa principale (fornitura a consumatori finali, autoconsumo, ecc.);
  • Le dichiarazioni e i pagamenti avvengono nelle medesime forme, con gli stessi termini e verso lo stesso soggetto riscossore (ADM — Agenzia delle dogane e dei monopoli);
  • L'accertamento e il potere di verifica dell'ADM si estendono anche alle addizionali, con i medesimi strumenti istruttori e le stesse procedure di contraddittorio;
  • Le sanzioni per omesso versamento, dichiarazione infedele o altri inadempimenti seguono lo stesso regime sanzionatorio dell'accisa principale.
L'eccezione: art. 52, comma 3

L'art. 60 fa espressamente salva l'eccezione dell'art. 52, comma 3 del T.U.A., che rimane escluso dall'estensione alle addizionali. L'art. 52 disciplina in modo analitico il fatto generatore e l'esigibilità dell'accisa sull'energia elettrica: il comma 3 contiene una disposizione specifica che per le sue caratteristiche particolari non è ritenuta compatibile o applicabile alle addizionali. La norma non estende questa specifica disposizione, mantenendo per quel profilo un regime autonomo per le addizionali (o semplicemente escludendo che quella norma si applichi ad esse).

Rilevanza pratica: le addizionali regionali e locali storiche

Nel sistema tributario italiano, l'addizionale provinciale e comunale sull'energia elettrica ha avuto per decenni una rilevanza molto concreta per le utenze domestiche e non domestiche. Con le riforme federaliste e la soppressione di alcune addizionali locali sull'energia elettrica (intervenuta per effetto di disposizioni normative successive), il campo di applicazione dell'art. 60 si è progressivamente ridotto. Tuttavia, la norma mantiene la propria rilevanza:

  • Per le addizionali regionali eventualmente istituite o mantenute da normativa speciale;
  • Per i periodi pregressi in cui le addizionali erano ancora in vigore (procedure di accertamento, rimborso e contenzioso relative ad annualità precedenti all'abolizione);
  • Come norma di principio applicabile ad eventuali future addizionali che il legislatore decidesse di istituire con previsione di applicazione «nelle stesse modalità dell'accisa».

I fornitori di energia elettrica che gestiscono la riscossione dell'accisa per conto dell'ADM devono tenere presenti le addizionali eventualmente ancora vigenti nella propria area geografica, incorporandole nella fatturazione ai consumatori finali e nei versamenti periodici all'Erario.

Coordinamento con la riscossione e la dichiarazione dell'accisa

Sul piano operativo, l'estensione delle norme del Titolo III alle addizionali significa che i fornitori di energia elettrica — soggetti passivi dell'accisa ex art. 53 T.U.A. — includono nella propria dichiarazione periodica anche le addizionali dovute, e le versano contestualmente all'accisa principale nel medesimo termine. L'ADM gestisce unitariamente la riscossione, l'accertamento e il contenzioso relativi all'accisa sull'energia elettrica e alle sue addizionali, evitando la frammentazione procedurale che si avrebbe se ciascuna addizionale avesse un regime autonomo.

Questa unificazione procedurale semplifica anche il rapporto con il consumatore finale, che riceve in fattura un'unica voce complessiva — o voci separate ma gestite in modo coordinato — per l'accisa e le eventuali addizionali, senza dover interagire con soggetti riscossori diversi per le diverse componenti del prelievo.

Sanzioni applicabili alle addizionali

Grazie al rinvio operato dall'art. 60, anche alle addizionali dell'accisa sull'energia elettrica si applicano le sanzioni previste dal Titolo III per le violazioni dell'accisa principale: omesso versamento, dichiarazione infedele, irregolarità contabili e simili. Il fornitore che omette di versare l'addizionale è soggetto alle stesse conseguenze dell'omesso versamento dell'accisa principale, con le relative sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, penali previste dal T.U.A.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Cosa sono le addizionali dell'accisa sull'energia elettrica?

Le addizionali sono prelievi aggiuntivi rispetto all'accisa statale sull'energia elettrica, storicamente istituiti a favore di enti sub-statali (regioni, province, comuni) o per finalità speciali. Nel tempo molte addizionali locali sono state soppresse dalle riforme fiscali, ma possono sussistere addizionali regionali o altre forme di prelievo aggiuntivo. L'art. 60 T.U.A. assicura che la loro gestione segua le medesime regole dell'accisa principale.

Chi è il soggetto obbligato al pagamento dell'addizionale dell'accisa sull'energia elettrica?

Per effetto del rinvio dell'art. 60 alle disposizioni del Titolo III del T.U.A., il soggetto obbligato all'addizionale coincide con quello dell'accisa principale: tipicamente il fornitore di energia elettrica (art. 53 T.U.A.), che la riscuote dai consumatori finali e la versa all'ADM. I termini, le modalità di dichiarazione e i versamenti seguono gli stessi schemi dell'accisa sull'energia elettrica.

Perché l'art. 52, comma 3 è escluso dal rinvio dell'art. 60?

L'art. 60 esclude espressamente l'art. 52, comma 3 dall'estensione alle addizionali. L'art. 52 disciplina il fatto generatore e l'esigibilità dell'accisa sull'energia elettrica e il suo comma 3 contiene una disposizione tecnica specifica che il legislatore ha ritenuto non applicabile o non compatibile con la natura delle addizionali. Per quel profilo specifico, le addizionali mantengono un regime autonomo o semplicemente non subiscono l'applicazione di quella norma.

Le sanzioni per omesso versamento si applicano anche alle addizionali?

Sì. Grazie al rinvio dell'art. 60, alle addizionali dell'accisa sull'energia elettrica si applicano le stesse sanzioni previste dal Titolo III per le violazioni dell'accisa principale: omesso versamento, dichiarazione infedele, irregolarità contabili. Il fornitore che non versa l'addizionale è soggetto alle medesime conseguenze dell'omesso versamento dell'accisa, incluse le eventuali sanzioni penali nei casi più gravi.

L'addizionale dell'accisa sull'energia elettrica deve essere indicata separatamente in fattura?

Sul piano fiscale e contabile, l'importante è che l'addizionale venga correttamente calcolata, dichiarata e versata all'ADM secondo le modalità dell'accisa principale. La modalità di indicazione in fattura al cliente finale (voce separata o inclusa nell'accisa complessiva) dipende dalla normativa sulla trasparenza delle bollette energetiche e dalle indicazioni dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), che possono prevedere una rappresentazione distinta delle componenti fiscali.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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