Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 116 Reg. (UE) 2023/1114 – Segnalazione delle violazioni e protezione delle persone segnalanti
Regolamento (UE) 2023/1114 del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 2023 relativo ai mercati delle cripto-attività (Markets in Crypto-Assets, MiCA)
La direttiva (UE) 2019/1937 si applica alle segnalazioni delle violazioni del presente regolamento e alla protezione delle persone che le segnalano.
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il rinvio alla direttiva whistleblowing: tecnica normativa e perimetro di applicazione
L'articolo 116 del MiCA adotta la tecnica del rinvio normativo dinamico alla direttiva (UE) 2019/1937, nota come direttiva whistleblowing o direttiva sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione. Anziché riprodurre ex novo una disciplina di protezione delle persone segnalanti, il legislatore europeo ricollega il MiCA al corpo normativo già esistente, con un effetto di coerenza sistematica dell'intero quadro di enforcement dell'Unione.
La direttiva 2019/1937 è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 24/2023, che ha introdotto significative modifiche all'impianto normativo nazionale sul whistleblowing, estendendo la tutela dal solo settore pubblico a quello privato e imponendo a enti con almeno cinquanta dipendenti l'attivazione di canali interni di segnalazione. Il richiamo dell'articolo 116 MiCA a questa direttiva significa che le stesse tutele si applicano alle segnalazioni di violazioni del MiCA, sia quando provengono dall'interno degli operatori regolamentati (dipendenti di CASP, emittenti di ART, emittenti di EMT) sia quando provengono dall'esterno (clienti, investitori, soggetti terzi che assistono a violazioni).
Chi è protetto: la nozione estesa di «persona segnalante»
La direttiva 2019/1937 - e di conseguenza l'articolo 116 MiCA - tutela una categoria ampia di soggetti, non limitata ai dipendenti in senso stretto. Sono protetti i lavoratori subordinati, i lavoratori autonomi, i collaboratori, i volontari, i tirocinanti, i consulenti esterni, i fornitori e qualsiasi soggetto che operi nel contesto lavorativo dell'organizzazione segnalante. Anche ex dipendenti che vengono a conoscenza di violazioni durante il rapporto lavorativo, ora cessato, beneficiano della protezione.
La protezione scatta indipendentemente dal fatto che la segnalazione si riveli poi fondata: è sufficiente che il segnalante avesse ragionevoli motivi per ritenere, al momento della segnalazione, che le informazioni fossero veritiere. Questo meccanismo è essenziale per non scoraggiare le segnalazioni in buona fede: imporre al segnalante di dimostrarsi certo della fondatezza prima di agire creerebbe un deterrente ingiustificato all'emersione delle violazioni.
I canali di segnalazione: interno, esterno e divulgazione pubblica
La disciplina richiamata dall'articolo 116 prevede tre livelli di segnalazione, da utilizzare in modo preferenzialmente sequenziale. Il primo livello è il canale interno: il segnalante dovrebbe in prima battuta utilizzare i meccanismi di segnalazione messi a disposizione dall'organizzazione in cui opera (CASP, emittente, intermediario). I CASP e gli emittenti con almeno cinquanta dipendenti sono obbligati ad attivare canali interni sicuri, riservati e accessibili.
Il secondo livello è il canale esterno alle autorità competenti: in Italia, per le violazioni del MiCA, l'autorità di riferimento è la Consob (per i profili di abusi di mercato, trasparenza e CASP) e, per i profili più strettamente bancari relativi agli emittenti di EMT, la Banca d'Italia. Queste autorità devono disporre di canali di segnalazione esterni dedicati, accessibili online, con garanzie di riservatezza per il segnalante.
Il terzo livello è la divulgazione pubblica, ammessa solo quando i canali interni ed esterni non hanno dato risposta adeguata entro i termini prescritti, o quando vi è un rischio imminente e grave per l'interesse pubblico. La divulgazione pubblica attraverso media, social network o piattaforme online è quindi un'extrema ratio, non un'opzione ordinaria.
Le protezioni contro le ritorsioni: contenuto e portata
Il cuore della tutela whistleblowing è il divieto di ritorsioni nei confronti del segnalante. La direttiva 2019/1937 definisce la ritorsione in modo ampio: include non solo il licenziamento, la riduzione della retribuzione o il demansionamento, ma anche misure più subdole come la mancata promozione, la pressione psicologica, l'esclusione da formazione o eventi, il trasferimento punitivo, i referral negativi, le segnalazioni alle autorità fiscali o professionali del segnalante. In caso di ritorsione, il segnalante ha diritto al risarcimento del danno e, se dipendente, può chiedere il reintegro.
Il meccanismo di tutela è rafforzato da un'inversione dell'onere della prova: se il segnalante dimostra di aver effettuato una segnalazione e di aver subito una misura sfavorevole, spetta all'organizzazione dimostrare che la misura non è causalmente collegata alla segnalazione. Questa inversione è particolarmente rilevante nei casi di licenziamento: il datore di lavoro deve provare che il recesso aveva altra causa.
Obblighi pratici per CASP e emittenti: l'attivazione del canale interno
Per i CASP e gli emittenti di ART o EMT con almeno cinquanta dipendenti, l'articolo 116 MiCA, in combinato con la direttiva 2019/1937 e il decreto legislativo 24/2023, impone l'attivazione di un canale interno di segnalazione. Il canale deve garantire la riservatezza dell'identità del segnalante, la separazione tra chi gestisce il canale e chi è potenzialmente oggetto della segnalazione (tipicamente il responsabile compliance o l'organo di vigilanza interno), la risposta al segnalante entro sette giorni dalla ricezione e un seguito alla segnalazione entro tre mesi.
La gestione del canale può essere affidata a una funzione interna dedicata (ufficio compliance) o a un soggetto esterno, purché siano garantite le condizioni di riservatezza e indipendenza. Molti CASP di dimensioni medie e grandi scelgono piattaforme digitali dedicate al whistleblowing che criptano le comunicazioni e consentono al segnalante di mantenere l'anonimato anche nel follow-up.
Coordinamento con le autorità di vigilanza MiCA
L'articolo 116 si inserisce in un sistema più ampio di enforcement del MiCA che include i poteri di indagine e sanzionatori delle autorità competenti (Titoli VIII e IX), i meccanismi di cooperazione tra autorità nazionali e con ABE ed ESMA, e la vigilanza diretta dell'ABE sugli emittenti di ART «significativi» (articolo 117 e seguenti). Le segnalazioni di violazioni del MiCA ricevute dall'autorità competente attraverso il canale esterno alimentano il processo di vigilanza: l'autorità deve analizzarle, procedere con accertamenti se del caso, e informare il segnalante dell'esito nei termini previsti dalla direttiva 2019/1937.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Un dipendente di un exchange può segnalare violazioni del MiCA in forma anonima?
Sì. La direttiva 2019/1937, richiamata dall'articolo 116 MiCA, prevede canali di segnalazione che garantiscono la riservatezza dell'identità del segnalante. I CASP e gli emittenti con almeno 50 dipendenti devono attivare canali interni che garantiscano questa riservatezza. Le autorità competenti nazionali dispongono anch'esse di canali esterni riservati. Le segnalazioni anonime possono essere accettate, ma le tutele contro le ritorsioni si applicano pienamente solo al segnalante identificato.
Cosa rischia un CASP che licenzia un dipendente dopo una sua segnalazione di violazioni MiCA?
Il licenziamento è presunto come ritorsione se avviene dopo una segnalazione protetta. L'inversione dell'onere della prova impone al CASP di dimostrare che il licenziamento era fondato su ragioni indipendenti dalla segnalazione. In mancanza di tale prova, il dipendente ha diritto al reintegro e al risarcimento del danno. Le sanzioni per ritorsioni possono essere comminate anche all'autorità competente che non protegge adeguatamente il segnalante.
Anche i clienti di un CASP possono fare segnalazioni di violazioni MiCA?
Sì. La direttiva 2019/1937 tutela non solo i dipendenti ma qualsiasi persona che segnali violazioni nel contesto di un'attività lavorativa o professionale. Un cliente che, nell'ambito della propria attività professionale, viene a conoscenza di violazioni MiCA da parte di un CASP, è un soggetto protetto. Per le segnalazioni esterne, il canale è l'autorità competente nazionale (in Italia: Consob per la maggior parte dei profili MiCA).
Quando è ammessa la divulgazione pubblica di violazioni MiCA?
La divulgazione pubblica (ai media, online, ecc.) è ammessa come extrema ratio dalla direttiva 2019/1937 solo quando i canali interni ed esterni non hanno fornito risposta adeguata entro i termini prescritti, o quando c'è un rischio imminente e grave per l'interesse pubblico. Chi divulga pubblicamente in questi casi mantiene le tutele. Chi divulga senza aver prima utilizzato i canali appropriati può perdere parte delle protezioni.
Un CASP con meno di 50 dipendenti deve attivare canali interni di segnalazione?
In base alla direttiva 2019/1937 e al decreto legislativo italiano 24/2023, l'obbligo di attivare canali interni di segnalazione riguarda gli enti del settore privato con almeno 50 dipendenti. I CASP con meno di 50 dipendenti non sono tenuti ad attivare canali interni, ma i loro dipendenti possono comunque segnalare violazioni del MiCA attraverso i canali esterni delle autorità competenti, con le stesse tutele previste dalla direttiva.