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Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'articolo 21 del DPR 487/1994 regola gli adempimenti organizzativi preliminari al concorso unico. Il Dipartimento della funzione pubblica organizza i concorsi unici, previa ricognizione del fabbisogno presso le amministrazioni interessate. Le amministrazioni pubbliche non possono assumere personale ricorrendo a procedure proprie se esistono graduatorie del concorso unico ancora vigenti: devono attingere a quelle graduatorie, pianificando le quote annuali di assunzioni, fino al loro esaurimento. Restano ferme le disposizioni del decreto legislativo 165/2001 sull'accesso ai ruoli dirigenziali e quelle relative al corso-concorso della Scuola nazionale dell'amministrazione, disciplinato dal DPR 16 aprile 2013, n. 70.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 21 DPR 487/1994 — Adempimenti per il concorso unico

Decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 — Regolamento sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi

1. I concorsi unici sono organizzati dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, previa ricognizione del fabbisogno presso le amministrazioni interessate.

2. Le amministrazioni pubbliche possono assumere personale solo attingendo alle nuove graduatorie di concorso predisposte presso il Dipartimento della funzione pubblica, fino al loro esaurimento, provvedendo a programmare le quote annuali di assunzioni. Restano ferme le disposizioni di cui all’ articolo 35, commi 3 e 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e quelle in materia di corso-concorso bandito dalla Scuola nazionale dell’amministrazione ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 70. articolo precedente articolo successivo

Commento

L'organizzazione accentrata: il Dipartimento come regia del concorso unico

Il comma 1 dell'articolo 21 attribuisce al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri la responsabilità organizzativa complessiva dei concorsi unici. Il termine «organizza» va inteso in senso lato: include la fase di ricognizione del fabbisogno presso le amministrazioni interessate, la definizione del bando, la nomina della commissione esaminatrice (con decreto del Presidente del Consiglio ai sensi dell'articolo 9, comma 6), la gestione delle prove tramite il Portale InPA e CINECA, e la pubblicazione della graduatoria finale. La ricognizione del fabbisogno è il presupposto logico e cronologico di tutto il procedimento: senza una mappatura accurata dei posti vacanti nelle amministrazioni interessate non è possibile dimensionare correttamente il concorso né definire le sedi e i profili da reclutare. La ricognizione coinvolge sia le amministrazioni statali sia, in via facoltativa, regioni ed enti locali che abbiano aderito.

L'obbligo di attingere alle graduatorie: la regola dell'«utilizzo prioritario»

Il comma 2 introduce una norma di carattere imperativo che incide significativamente sull'autonomia delle amministrazioni nella gestione del personale: le pubbliche amministrazioni «possono assumere personale solo attingendo alle nuove graduatorie di concorso predisposte presso il Dipartimento della funzione pubblica, fino al loro esaurimento». Questa regola crea un vincolo di utilizzo prioritario delle graduatorie del concorso unico: finché esse sono vigenti e capiente (ossia contengono idonei non ancora assunti), le amministrazioni non possono bandire concorsi autonomi per gli stessi profili. Il meccanismo elimina la possibilità di «aggirare» le graduatorie nazionali con procedure locali parallele, garantendo che l'investimento organizzativo del concorso unico sia pienamente valorizzato e che la platea dei candidati sia la più ampia possibile.

La programmazione delle quote annuali di assunzione

Il comma 2 aggiunge che le amministrazioni devono «provvedere a programmare le quote annuali di assunzioni». Questo obbligo di programmazione si raccorda con il sistema dei piani dei fabbisogni di personale previsto dall'articolo 6 del decreto legislativo 165/2001 e con i vincoli di finanza pubblica in materia di spese di personale. Le amministrazioni non possono quindi effettuare assunzioni dalla graduatoria del concorso unico in modo casuale o disorganizzato: devono preventivamente pianificare quante unità assumere in ciascun anno finanziario, nell'ambito delle autorizzazioni assuntive ricevute e dei limiti di spesa applicabili. La programmazione consente anche di anticipare eventuali esaurimenti della graduatoria, segnalando per tempo l'esigenza di indire una nuova procedura.

I limiti posti dalla riserva di legge: dirigenza e corso-concorso SNA

Il comma 2, nella sua seconda parte, fa espressamente salve due discipline speciali che operano in deroga al vincolo dell'utilizzo prioritario delle graduatorie del concorso unico. La prima riguarda le disposizioni dell'articolo 35, commi 3 e 6, del decreto legislativo 165/2001, che disciplinano le modalità di accesso ai ruoli dirigenziali di prima e seconda fascia: per questi profili l'accesso può avvenire anche tramite procedure diverse dal concorso unico ordinario, inclusi i concorsi per esami banditi dalle singole amministrazioni autorizzate e il corso-concorso. La seconda deroga riguarda il corso-concorso bandito dalla Scuola nazionale dell'amministrazione (SNA) ai sensi del regolamento di cui al DPR 16 aprile 2013, n. 70: questa procedura, che combina una selezione competitiva con un periodo di formazione intensiva presso la SNA, mantiene la propria autonomia rispetto al modello del concorso unico ordinario.

Conseguenze sanzionatorie del mancato utilizzo delle graduatorie

Il vincolo di utilizzo delle graduatorie del concorso unico non è privo di conseguenze in caso di violazione. Un'amministrazione che bandisse un concorso autonomo per un profilo già coperto da una graduatoria vigente e capiente del concorso unico si esporrebbe a censure da parte degli organi di controllo interno (OIV) e del Dipartimento della funzione pubblica, nonché a possibili ricorsi da parte degli idonei in graduatoria già esclusi in violazione del diritto all'assunzione prioritaria. In sede giurisdizionale il giudice amministrativo potrebbe annullare la procedura autonoma illegittimamente bandita e disporre l'assunzione attingendo alla graduatoria del concorso unico. Eventuali profili di responsabilità erariale potrebbero sorgere qualora dalla conduzione di procedure autonome parallele derivassero costi aggiuntivi ingiustificati per l'erario.

Rapporto con la vigenza biennale delle graduatorie

L'obbligo di attingere alle graduatorie del concorso unico «fino al loro esaurimento» va coordinato con la previsione dell'articolo 15, comma 7, che fissa la vigenza biennale delle graduatorie dalla data di approvazione. L'«esaurimento» può verificarsi in due modi: per scorrimento completo (tutti gli idonei sono stati chiamati e assunti) o per scadenza del termine biennale. In entrambi i casi le amministrazioni riacquistano la facoltà di avviare procedure autonome, nel rispetto dei principi generali del reclutamento pubblico. La vigenza biennale — che opera anche per le graduatorie del concorso unico — è quindi il limite temporale entro cui il vincolo di utilizzo prioritario esplica i suoi effetti.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Un'amministrazione può fare un suo concorso se c'è già una graduatoria del concorso unico?

No. Finché la graduatoria del concorso unico è vigente e capiente per quel profilo, le amministrazioni devono attingere a quella graduatoria e non possono avviare concorsi autonomi.

Cosa succede quando la graduatoria del concorso unico si esaurisce?

Le amministrazioni riacquistano la facoltà di bandire procedure proprie o di richiedere al Dipartimento l'indizione di un nuovo concorso unico.

Il corso-concorso della Scuola nazionale dell'amministrazione è soggetto alle stesse regole?

No. Il corso-concorso SNA disciplinato dal DPR 70/2013 mantiene la propria autonomia rispetto al sistema del concorso unico ordinario.

Le amministrazioni devono pianificare in anticipo le assunzioni dalla graduatoria del concorso unico?

Sì. Il comma 2 impone di programmare le quote annuali di assunzioni nel rispetto dei piani dei fabbisogni e dei vincoli finanziari.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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