← Torna a Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (DPR 495/1992)
Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • I comandi del sistema di lavoro degli attrezzi montati sulle macchine agricole non devono poter essere azionati involontariamente durante la marcia su strada.
  • Il sistema di lavoro deve poter essere bloccato nella posizione individuata per la marcia su strada in sede di visita e prova, con sistemi di sicurezza di efficace affidabilità.
  • La norma si applica a tutte le macchine agricole che circolano su strade pubbliche con attrezzi di lavoro montati, come arature, seminatrici, spandiletame o dispositivi idraulici sollevati.
  • Lo scopo è prevenire azionamenti accidentali che potrebbero abbassare o attivare gli attrezzi durante la marcia, con gravi rischi per la sicurezza stradale e per gli utenti della strada.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 269 DPR 495/1992 — Blocco dei comandi dei sistemi di lavoro degli attrezzi delle macchine agricole

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. I comandi del o dei sistemi di lavoro dei vari attrezzi non devono poter essere azionati involontariamente durante la marcia su strada delle macchine agricole.

2. Il sistema di lavoro, inoltre, deve poter essere bloccato con sistemi di sicura efficacia ed affidabilità, nella posizione individuata per la marcia su strada in sede di visita e prova.

In sintesi

  • I comandi del sistema di lavoro degli attrezzi montati sulle macchine agricole non devono poter essere azionati involontariamente durante la marcia su strada.
  • Il sistema di lavoro deve poter essere bloccato nella posizione individuata per la marcia su strada in sede di visita e prova, con sistemi di sicurezza di efficace affidabilità.
  • La norma si applica a tutte le macchine agricole che circolano su strade pubbliche con attrezzi di lavoro montati, come arature, seminatrici, spandiletame o dispositivi idraulici sollevati.
  • Lo scopo è prevenire azionamenti accidentali che potrebbero abbassare o attivare gli attrezzi durante la marcia, con gravi rischi per la sicurezza stradale e per gli utenti della strada.
Indice dei contenuti

La circolazione su strada delle macchine agricole: sicurezza degli attrezzi di lavoro

L'articolo 269 del DPR 495/1992 affronta una questione tecnica di sicurezza specifica delle macchine agricole quando circolano su strade pubbliche: il rischio che i sistemi di comando degli attrezzi di lavoro — aratri, seminatrici, erpici, barre falcianti, spandiletame, bracci idraulici — vengano azionati involontariamente durante il percorso su strada tra un fondo agricolo e l'altro, o tra l'azienda agricola e i campi.

La macchina agricola in marcia su strada è un veicolo speciale che, ai sensi del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), è soggetto a specifiche norme di circolazione. Le caratteristiche costruttive, compresa la sicurezza degli attrezzi, sono disciplinate dal regolamento attuativo di cui fa parte l'art. 269, che impone standard precisi per l'omologazione e la circolazione in sicurezza.

Il divieto di azionamento involontario durante la marcia

Il comma 1 stabilisce il principio fondamentale: i comandi dei sistemi di lavoro non devono poter essere azionati «involontariamente» durante la marcia su strada. L'avverbio è carico di significato tecnico e giuridico. La norma non vieta semplicemente di azionare i comandi durante la marcia — il che sarebbe una regola di comportamento per il conducente — ma impone che la configurazione costruttiva del veicolo sia tale da rendere impossibile o altamente improbabile l'azionamento accidentale.

Il rischio concreto che la norma mira a prevenire è quello di un attrezzo che, per una vibrazione, un sobbalzo su dosso stradale, o il contatto accidentale del conducente con la leva di comando, si abbassi improvvisamente durante la marcia su strada. Un erpice o un aratro che si abbassa durante la marcia può toccare l'asfalto, causare perdita di controllo del veicolo, o — in caso di macchina agricola in sosta — investire un passante o un altro utente della strada.

Il sistema di blocco in posizione di marcia

Il comma 2 specifica l'obbligo costruttivo che discende dal principio del comma 1: il sistema di lavoro deve poter essere bloccato nella posizione individuata per la marcia su strada in sede di visita e prova. Questa posizione è quella certificata in sede di omologazione o revisione del veicolo come sicura per il transito stradale — tipicamente l'attrezzo sollevato e ancorato meccanicamente.

Il blocco deve essere effettuato con sistemi di sicura efficacia ed affidabilità: la norma non prescrive un sistema tecnico specifico, ma introduce uno standard qualitativo che deve essere rispettato. Nella pratica costruttiva, il blocco in posizione di marcia può essere realizzato attraverso bulloni di bloccaggio meccanici, catene di sicurezza, dispositivi idraulici a portata bloccata, o sistemi elettronici di inibizione dei comandi. L'importante è che il sistema sia verificato e certificato come efficace in sede di visita e prova — il collaudo tecnico che precede l'omologazione del tipo di veicolo.

Il riferimento alla «visita e prova» implica che l'idoneità del sistema di blocco non è lasciata all'autovalutazione del costruttore o dell'operatore agricolo, ma deve essere verificata da un ente tecnico abilitato. In sede di revisione periodica del veicolo, la funzionalità dei sistemi di blocco degli attrezzi rientra tra i controlli che devono essere effettuati.

Profili di sicurezza stradale e responsabilità

La violazione delle prescrizioni dell'art. 269 può assumere rilevanza sia sul piano del diritto della circolazione stradale sia su quello della responsabilità civile e, nei casi di sinistro con lesioni, penale. Se un attrezzo di una macchina agricola si abbassa durante la marcia su strada per difetto o mancato utilizzo del sistema di blocco, il conducente e il proprietario del veicolo potrebbero essere chiamati a rispondere dei danni causati.

Dal punto di vista del diritto della circolazione, la macchina agricola che circola con attrezzi non adeguatamente bloccati potrebbe essere soggetta a contestazione per violazione delle norme tecniche sui requisiti costruttivi dei veicoli. Le sanzioni per la circolazione di veicoli non conformi ai requisiti tecnici sono previste dal Codice della Strada e possono includere, oltre alla sanzione pecuniaria, il fermo del veicolo fino alla regolarizzazione.

Applicazione pratica: le verifiche in azienda agricola

Per i conduttori di macchine agricole, la norma si traduce in obblighi operativi concreti da osservare ogni volta che ci si sposta su strada pubblica. Prima di iniziare la marcia su strada, l'operatore deve: sollevare l'attrezzo alla posizione di marcia certificata, attivare il blocco meccanico o idraulico previsto dal costruttore, verificare la stabilità del sistema prima di uscire sul tracciato stradale.

Nelle macchine moderne, questi sistemi sono spesso integrati con avvisi ottici o acustici che segnalano quando l'attrezzo non è in posizione di marcia o quando il blocco non è inserito. Nelle macchine più datate, la verifica del blocco è affidata esclusivamente alla diligenza del conducente, il che rende ancor più rilevante la formazione professionale dell'operatore agricolo.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.