Testo dell'articoloVigente
Art. 231 DPR 495/1992 – Particolari costruttivi del segnale mobile plurifunzionale di soccorso
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. I particolari costruttivi del segnale mobile plurifunzionale di soccorso, che è soggetto ad omologazione ai sensi dell'articolo 230, sono i seguenti: a) le facce esterne del dispositivo debbono avere dimensioni idonee a contenere le indicazioni previste; b) le facce interne del dispositivo sono utilizzate per riportare gli estremi di approvazione e le istruzioni per l'uso del dispositivo stesso; c) il dispositivo, di cui al comma 6 dell'articolo 230, deve essere alimentabile con la normale batteria dell'autoveicolo assorbendo una potenza non superiore a 30W alla tensione che la batteria stessa fornisce quando il motore, e quindi il generatore, è fermo; d) nel caso di cui alla lettera c), il segnalamento deve avere un comando che consenta di spegnerlo anche se collegato alla batteria ed un secondo comando, indipendente o meno dal primo, che consenta la commutazione della scritta che deve comparire sullo schermo. Il comando deve commutare contemporaneamente sia la scritta posteriore che quella anteriore (se prevista); e) il dispositivo deve avere un basamento idoneo a mantenerlo con gli schermi nella posizione d'impiego sul tratto orizzontale del tetto dell'autoveicolo fermo e deve essere tale da assicurare la stabilità del dispositivo sotto l'azione di un carico statico (simulante l'azione aerodinamica) non inferiore a 2 daN.
2. Le specifiche delle diciture, dei simboli e del materiale utilizzato nonché delle modalità di prova sono quelle indicate nell'appendice VI al presente titolo.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il segnale mobile plurifunzionale di soccorso: cos'è e a cosa serve
L'art. 231 del DPR 495/1992 disciplina i particolari costruttivi del segnale mobile plurifunzionale di soccorso, il dispositivo luminoso che i veicoli di soccorso (ambulanze, automediche, mezzi della protezione civile, ecc.) montano sul tetto per comunicare visivamente il tipo di servizio in atto o il pericolo in corso. La norma si inserisce nell'ambito dell'art. 230, che ne prevede l'omologazione ministeriale: solo i dispositivi che superano le prove e ricevono l'approvazione del Ministero competente possono essere legittimamente installati e utilizzati.
La funzione del dispositivo è duplice: da un lato informa gli altri utenti della strada sul tipo di emergenza in corso (soccorso sanitario, incidente, ecc.), permettendo loro di adottare comportamenti adeguati; dall'altro garantisce la visibilità del veicolo di soccorso anche in condizioni di traffico o di scarsa illuminazione.
Le facce del dispositivo: esterne e interne
Il comma 1 distingue tra le due tipologie di superfici del dispositivo. Le facce esterne - quelle rivolte verso il traffico - devono avere dimensioni idonee a contenere le indicazioni previste: si tratta delle scritte o dei simboli luminosi che comunicano il tipo di servizio (ad esempio «SOCCORSO», «POLIZIA», ecc.), visibili agli altri conducenti. Le facce interne - quelle non visibili dall'esterno - sono utilizzate per riportare gli estremi di approvazione del dispositivo (numero e data del decreto ministeriale) e le istruzioni per l'uso: in questo modo l'operatore può verificare rapidamente le modalità operative senza dover consultare documentazione separata.
L'alimentazione elettrica: il limite dei 30 W a motore fermo
Uno dei requisiti tecnici più specifici dell'art. 231 riguarda l'assorbimento elettrico del dispositivo quando è collegato alla batteria del veicolo. La norma fissa un limite massimo di 30 W alla tensione fornita dalla batteria a motore fermo (tipicamente 12 V per i veicoli leggeri, 24 V per i pesanti). Questo limite è fondamentale per garantire che il dispositivo non scarichi la batteria durante un intervento prolungato con motore spento, rischiando di mettere fuori uso il veicolo di soccorso stesso nel momento in cui è più necessario.
La specificazione «alla tensione che la batteria fornisce quando il motore è fermo» è tecnica ma significativa: a motore acceso, il generatore mantiene la tensione a livelli superiori (tipicamente 13,8-14,4 V); a motore fermo la batteria eroga la sua tensione a riposo, che può scendere anche sotto i 12 V nelle batterie usurate. Il limite di 30 W si riferisce quindi alla condizione più critica per il consumo energetico.
I comandi obbligatori: spegnimento e commutazione
Il dispositivo deve essere dotato di due comandi distinti:
Comando di spegnimento: deve consentire di spegnere il dispositivo anche quando è collegato alla batteria. Questo permette all'operatore di interrompere il segnalamento senza dover fisicamente disconnettere il cavo di alimentazione.
Comando di commutazione della scritta: consente di cambiare il messaggio visualizzato sugli schermi. Crucialmente, questo comando deve agire contemporaneamente sia sulla scritta posteriore che su quella anteriore (se prevista): l'uniformità del messaggio su tutte le facce visibili è essenziale per non generare confusione negli altri utenti della strada. I due comandi possono essere indipendenti oppure integrati in un unico sistema, purché svolgano entrambe le funzioni.
Il basamento: stabilità aerodinamica certificata
Il basamento del dispositivo deve mantenere il segnale nella posizione di impiego sul tetto pianeggiante del veicolo e deve resistere a un carico statico di almeno 2 daN (corrispondente a circa 2 kg-forza), che simula l'azione aerodinamica durante la marcia. Questa prescrizione garantisce che il dispositivo non si sposti, si inclini o - nel caso peggiore - si stacchi dal veicolo durante la circolazione a velocità elevate, evento che trasformerebbe il dispositivo stesso in un pericoloso proiettile per gli altri utenti della strada.
Le specifiche complete sui materiali, sulle diciture, sui simboli e sulle modalità di prova sono rinviate all'appendice VI del titolo di riferimento del regolamento, che rappresenta il documento tecnico di dettaglio per i costruttori e gli enti di omologazione.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Il segnale mobile plurifunzionale di soccorso deve essere omologato?
Sì. L'art. 231 si apre richiamando l'obbligo di omologazione previsto dall'art. 230 del regolamento. Solo i dispositivi che hanno ricevuto l'approvazione ministeriale possono essere installati e utilizzati sui veicoli di soccorso. Gli estremi di approvazione devono essere riportati sulle facce interne del dispositivo.
Quanta corrente può consumare il dispositivo quando il motore è spento?
Non più di 30 W alla tensione fornita dalla batteria a motore fermo. Questo limite è stabilito dall'art. 231 per garantire che il dispositivo non scarichi la batteria durante interventi prolungati con motore spento, mettendo fuori uso il veicolo di soccorso.
Il dispositivo deve avere un solo comando o più comandi?
Deve avere almeno un comando di spegnimento (che consenta di spegnere il dispositivo anche quando collegato alla batteria) e un comando di commutazione della scritta. I due comandi possono essere indipendenti o integrati. Il comando di commutazione deve agire contemporaneamente su tutte le scritte visibili (anteriore e posteriore).
Come deve essere il basamento del dispositivo?
Deve mantenere il dispositivo in posizione di impiego sul tetto pianeggiante del veicolo e resistere a un carico statico simulante l'azione aerodinamica di almeno 2 daN. Questo garantisce che il dispositivo non si sposti o si stacchi dal tetto durante la marcia.
Dove si trovano le specifiche tecniche dettagliate sui materiali e sulle prove?
Le specifiche complete su diciture, simboli, materiali e modalità di prova sono contenute nell'appendice VI al titolo di riferimento del DPR 495/1992. Questo documento tecnico è il riferimento per i costruttori e per gli enti che effettuano le prove di omologazione.