Testo dell'articoloVigente
Art. 169 DPR 495/1992 – Funzionamento degli impianti semaforici
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. Il funzionamento degli impianti semaforici a tempi fissi è vietato dalle ore 23.00 alle ore 7.00; è consentito per quelli comandati automaticamente dai veicoli, per quelli "a richiesta" azionati dai pedoni e per quelli coordinati o a più programmi, in cui sia previsto uno specifico programma notturno con durata ridotta del ciclo semaforico.
2. Allorchè si verificano particolari condizioni di circolazione, con flussi di traffico elevati, o presenza di sensi unici alternati, o lavori in corso e simili, è consentito il funzionamento degli impianti semaforici anche tra le ore 23.00 e le ore 7.00.
3. Durante i periodi di spegnimento, diurni o notturni, l'impianto semaforico deve essere posto a luci gialle lampeggianti. 4. L'impianto semaforico deve essere dotato di dispositivi che non consentano la contemporaneità di segnali in contrasto fra loro e che, in caso di blocco o di guasti, rendano automatico il passaggio dell'impianto a luci gialle lampeggianti.
In sintesi
Indice dei contenuti
Razionale tecnico e obiettivi della norma
L'art. 169 del DPR 495/1992 risponde a un'esigenza di equilibrio tra efficienza della regolazione del traffico e rispetto dell'utente stradale nelle ore di minor flusso. Un semaforo a tempi fissi che durante la notte alterna rosso e verde su una strada pressoché deserta genera attese inutili, incentiva il passaggio con il rosso e può addirittura aumentare la pericolosità inducendo comportamenti imprudenti (es. l'automobilista che, non vedendo nessun veicolo, «brucia» il semaforo). La norma raggiunge quindi un duplice obiettivo: tutela della sicurezza stradale e rispetto del principio di proporzionalità della regolazione pubblica.
La disposizione si inserisce nel quadro delle norme sulla segnaletica luminosa contenute nel DPR 495/1992 e si raccorda con le norme del Codice della Strada che prescrivono l'obbligo di osservare i segnali semaforici (art. 41 del Codice). Le violazioni delle indicazioni semaforiche comportano sanzioni previste dal Codice stesso, mentre il regolamento si occupa delle condizioni tecniche di funzionamento degli impianti.
Il divieto notturno e le sue eccezioni
Il comma 1 enuncia il divieto principale: il funzionamento degli impianti semaforici «a tempi fissi» - cioè con cicli predeterminati indipendenti dal traffico effettivo - è vietato dalle ore 23:00 alle ore 7:00. La fascia oraria copre l'intero arco notturno, corrispondente alle ore di traffico minimo, quando la regolazione automatica a cicli fissi diventa sproporzionata rispetto alle esigenze reali della circolazione.
Tre tipologie di impianti sono esonerate da questo divieto. La prima comprende i semafori comandati automaticamente dai veicoli: questi sensori riconoscono la presenza di un veicolo in attesa e modulano il ciclo semaforico di conseguenza, adattandosi alla domanda reale anche di notte. La seconda tipologia è quella dei semafori «a richiesta» azionati dai pedoni: il meccanismo è azionato dal pedone attraverso un pulsante, attivando il verde pedonale solo quando effettivamente necessario. La terza eccezione riguarda i semafori coordinati o a più programmi, che prevedono uno specifico programma notturno con durata ridotta del ciclo: in questo caso l'impianto rimane attivo ma con cicli più brevi e adattati al minor traffico, mantenendo la regolazione senza le inefficienze del ciclo fisso standard.
Il funzionamento in condizioni eccezionali di traffico notturno
Il comma 2 introduce una clausola di flessibilità per situazioni straordinarie: quando si verificano condizioni particolari - flussi di traffico elevati, sensi unici alternati, lavori in corso e simili - il funzionamento degli impianti è consentito anche tra le ore 23:00 e le 7:00. La norma ha il pregio di non irrigidire la regola assoluta del divieto notturno quando la realtà della circolazione richieda la presenza del semaforo. Si pensi a una notte di traffico intenso per eventi o manifestazioni, a un cantiere stradale che impone sensi unici alternati, o a una rotatoria temporaneamente sostituita da un semaforo per lavori: in tutti questi casi la deroga opera automaticamente al ricorrere delle condizioni oggettive.
La luce gialla lampeggiante: funzione e obbligatorietà
Il comma 3 prescrive che durante i periodi di spegnimento - siano essi notturni o diurni - l'impianto semaforico debba essere posto «a luci gialle lampeggianti». La luce gialla lampeggiante non ha il significato di un segnale semaforico ordinario (nel ciclo normale il giallo indica la transizione tra verde e rosso): nelle ore di spegnimento segnala invece che l'impianto non è operativo come regolatore del traffico e invita gli utenti della strada a procedere con attenzione, applicando le normali regole di precedenza. Non è quindi un «via libera», ma un avviso di situazione non regolata.
La prescrizione è importante perché uno spegnimento totale dell'impianto - senza alcun segnale luminoso - lascerebbe gli utenti nell'incertezza su cosa attendersi dall'intersezione, soprattutto in caso di guasto improvviso durante le ore diurne. Il giallo lampeggiante garantisce una visibilità minima dell'impianto anche nelle condizioni di funzionamento anomalo.
Requisiti di sicurezza tecnica: dispositivi anti-conflitto e fail-safe
Il comma 4 introduce i requisiti tecnici di sicurezza che ogni impianto semaforico deve rispettare. Due sono i dispositivi obbligatori. Il primo è il sistema anti-conflitto: l'impianto deve essere dotato di meccanismi che impediscano la contemporaneità di segnali in contrasto tra loro - il caso più pericoloso è quello in cui due direzioni di traffico in conflitto ricevessero contemporaneamente il verde, generando un incidente di collisione inevitabile. Il secondo è il dispositivo «fail-safe»: in caso di blocco o guasto, l'impianto deve passare automaticamente a luci gialle lampeggianti. Questo garantisce che un malfunzionamento non lasci mai l'intersezione senza alcun segnale visibile, ma la ponga automaticamente nello stato di minima regolazione (giallo lampeggiante), che è comunque più sicuro dell'assenza totale di segnalazione.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Cosa significa luce gialla lampeggiante al semaforo?
Nelle ore di spegnimento notturno o in caso di guasto, l'impianto passa a luce gialla lampeggiante: non è un segnale semaforico ordinario (che indica la transizione verde-rosso), ma un avviso che l'impianto non sta regolando il traffico. Il conducente deve comportarsi come in un incrocio non semaforizzato, applicando le normali regole di precedenza.
I semafori devono spegnersi di notte?
I semafori a tempi fissi devono cessare il funzionamento dalle 23:00 alle 7:00. Fanno eccezione i semafori comandati automaticamente dai veicoli, quelli a richiesta pedonale e quelli coordinati con un programma notturno a ciclo ridotto. In condizioni eccezionali (flusso elevato, lavori in corso, senso unico alternato) il funzionamento è consentito anche di notte.
Cosa succede se un semaforo si guasta?
L'art. 169, comma 4, impone che ogni impianto semaforico sia dotato di un dispositivo fail-safe che, in caso di blocco o guasto, attivi automaticamente il giallo lampeggiante. Questo garantisce che l'intersezione non rimanga mai priva di qualsiasi segnalazione luminosa, minimizzando i rischi di incidente.
Un semaforo può mostrare contemporaneamente verde su direzioni che si incrociano?
No: l'art. 169, comma 4, impone dispositivi tecnici che impediscano la contemporaneità di segnali in contrasto tra loro. È un requisito di sicurezza fondamentale, poiché segnali verdi contemporanei su direzioni in conflitto porterebbero inevitabilmente a collisioni.
Il semaforo pedonale a richiesta funziona anche di notte?
Sì. I semafori a richiesta azionati dai pedoni sono espressamente esentati dal divieto di funzionamento notturno previsto dall'art. 169, comma 1. L'impianto si attiva solo quando il pedone preme il pulsante, adattandosi alla domanda effettiva invece di seguire cicli fissi indipendenti dal traffico reale.