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Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Le lanterne semaforiche pedonali sono destinate esclusivamente alla regolazione degli attraversamenti pedonali semaforizzati e presentano tre luci: pedone rosso (attesa), pedone giallo (sgombero imminente), pedone verde (via libera), disposte verticalmente dall'alto verso il basso.
  • La sequenza di accensione è: verde → giallo → rosso; il giallo ha durata sufficiente a consentire ai pedoni di completare l'attraversamento prima che scatti il verde per i veicoli.
  • Le segnalazioni acustiche per le persone non vedenti, previste dall'art. 41 comma 5 del Codice della Strada, operano in tre fasi sincronizzate con le luci: impulsi lenti (60/min) per il verde, impulsi rapidi (120/min) per il giallo, silenzio per il rosso.
  • Le segnalazioni acustiche possono funzionare in modo continuo (ripetute ad ogni ciclo semaforico) o a chiamata (attivate dal pedone, si eseguono una sola volta al ciclo utile successivo).
  • Il livello sonoro deve essere tarato per ogni impianto in modo da essere percettibile senza disturbare l'ambiente circostante.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 162 DPR 495/1992 — Lanterne semaforiche pedonali

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Le lanterne semaforiche pedonali sono destinate esclusivamente alla regolazione degli attraversamenti pedonali semaforizzati; esse sono a tre luci con i seguenti simboli: a) pedone rosso su fondo circolare nero; la sagoma del pedone è in atteggiamento di attesa; b) pedone giallo su fondo circolare nero; la sagoma del pedone è in atteggiamento di attesa; c) pedone verde su fondo circolare nero; la sagoma del pedone è in atteggiamento di movimento.

2. La disposizione delle luci è verticale: pedone rosso in alto, pedone giallo al centro e pedone verde in basso (figg. II.454 e II.455).

3. La sequenza di accensione delle luci è la seguente: a) pedone verde, b) pedone giallo, c) pedone rosso.

4. Il tempo di sgombero dell'attraversamento pedonale è contrassegnato da un tempo di giallo di durata sufficiente ai pedoni per completare l'attraversamento, prima che abbia luogo l'accensione della luce verde per i veicoli in conflitto con essi.

5. Le segnalazioni acustiche per i non vedenti previste dall'articolo 41, comma 5, del codice, sono a tre fasi: a) emissione di un suono ad intermittenza con frequenza di 60 impulsi al minuto primo con significato di via libera, in sincrono con la luce verde; b) emissione di un suono ad intermittenza con frequenza di 120 impulsi al minuto primo con significato di arresto o di sgombero dell'area del passaggio pedonale se lo stesso è stato già impegnato, in sincrono con la luce gialla; c) assenza di suono con significato di arresto, in sincrono con la luce rossa.

6. Le segnalazioni di cui al comma 5 possono essere a funzionamento continuo o a chiamata. Nel primo caso la sequenza delle fasi si ripete ad ogni ciclo semaforico. Nel secondo si attua per una sola volta in corrispondenza del primo ciclo utile successivo alla chiamata.

7. Il livello delle emissioni sonore deve essere tarato per ogni impianto in maniera che, tenuto conto del livello sonoro di fondo, sia distintamente percettibile senza arrecare disturbo.

In sintesi

  • Le lanterne semaforiche pedonali sono destinate esclusivamente alla regolazione degli attraversamenti pedonali semaforizzati e presentano tre luci: pedone rosso (attesa), pedone giallo (sgombero imminente), pedone verde (via libera), disposte verticalmente dall'alto verso il basso.
  • La sequenza di accensione è: verde → giallo → rosso; il giallo ha durata sufficiente a consentire ai pedoni di completare l'attraversamento prima che scatti il verde per i veicoli.
  • Le segnalazioni acustiche per le persone non vedenti, previste dall'art. 41 comma 5 del Codice della Strada, operano in tre fasi sincronizzate con le luci: impulsi lenti (60/min) per il verde, impulsi rapidi (120/min) per il giallo, silenzio per il rosso.
  • Le segnalazioni acustiche possono funzionare in modo continuo (ripetute ad ogni ciclo semaforico) o a chiamata (attivate dal pedone, si eseguono una sola volta al ciclo utile successivo).
  • Il livello sonoro deve essere tarato per ogni impianto in modo da essere percettibile senza disturbare l'ambiente circostante.
Indice dei contenuti

Il ruolo delle lanterne semaforiche pedonali nel sistema della segnaletica

Le lanterne semaforiche pedonali sono uno strumento di sicurezza fondamentale per la protezione dei pedoni negli attraversamenti stradali. L'art. 162 del DPR 495/1992 ne disciplina le caratteristiche tecniche in attuazione delle norme del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), in particolare dell'art. 41 che regola i segnali semaforici in generale, e dell'art. 40 che stabilisce i principi della segnaletica stradale. La norma regolamentare traduce in specifiche tecniche operative il dettato del Codice, garantendo uniformità su tutto il territorio nazionale.

Il comma 1 chiarisce subito che queste lanterne sono destinate esclusivamente alla regolazione degli attraversamenti pedonali: non possono essere usate per regolare il traffico veicolare né per segnalare ciclovie (che hanno proprie lanterne semaforiche). Questa esclusività garantisce che il pedone riconosca immediatamente il segnale a lui destinato senza confonderlo con altri impianti.

I tre simboli e la disposizione verticale

La scelta dei simboli — sagome di pedone in attesa o in movimento — è il risultato di decenni di standardizzazione internazionale. Il simbolo grafico supera la barriera linguistica: funziona per il turista straniero, per il bambino, per chiunque non conosca le convenzioni cromatiche. I tre livelli esprimono:

Pedone rosso in alto: divieto di attraversare. La sagoma è ferma, in attesa. Il rosso in alto segue la stessa logica dei semafori veicolari (rosso sempre in alto), facilitando la comprensione intuitiva anche per chi non vede bene i colori.

Pedone giallo al centro: fase di sgombero. La sagoma è ancora ferma ma il segnale avverte che il verde sta per finire. Chi ha già iniziato l'attraversamento deve completarlo; chi non ha ancora iniziato deve attendere.

Pedone verde in basso: via libera. La sagoma è in movimento, cammina. Il verde in basso è la posizione meno prominente visivamente: il pedone, che si trova in basso rispetto al segnale, lo vede facilmente senza alzare lo sguardo in modo innaturale.

La sequenza di accensione e il tempo di sgombero

Il comma 3 stabilisce la sequenza: verde → giallo → rosso. Questa sequenza è diversa da quella dei semafori veicolari (rosso → verde senza giallo intermedio nei moderni impianti, oppure rosso-arancione → verde in alcuni sistemi). Per i pedoni, la fase gialla ha un ruolo cruciale: il comma 4 precisa che la sua durata deve essere «sufficiente ai pedoni per completare l'attraversamento prima che abbia luogo l'accensione della luce verde per i veicoli in conflitto».

Questo parametro — il tempo di sgombero — è dimensionato dalla norma in modo esplicito. Il progettista dell'impianto semaforico deve calcolare la larghezza dell'attraversamento e la velocità media di camminata di un pedone (le norme tecniche di settore usano generalmente 1,2 m/s per adulti in buona salute, con riduzioni per intersezioni frequentate da anziani o portatori di disabilità motorie). Il risultato è il numero minimo di secondi che la fase gialla deve durare. Prima che scatti il verde per i veicoli in conflitto devono essersi spenti i segnali di via libera pedonale e i pedoni devono aver avuto tempo di sgomberare.

Il rispetto di questo tempo è essenziale per la sicurezza: un'impostazione errata del ciclo che riduca il tempo di sgombero può causare situazioni in cui veicoli in svolta trovano pedoni ancora nell'attraversamento.

Le segnalazioni acustiche per le persone non vedenti

I commi 5, 6 e 7 disciplinano le segnalazioni acustiche previste dall'art. 41 comma 5 del Codice della Strada, che impone di garantire l'accessibilità dei segnali semaforici alle persone con disabilità visiva. Questa è una delle manifestazioni più concrete del principio di accessibilità universale nella segnaletica stradale.

Il sistema acustico utilizza tre fasi sincronizzate con le luci:

Impulsi lenti (60/min) in sincrono con il verde: «puoi attraversare». La frequenza bassa — un impulso al secondo — è facilmente distinguibile e non crea allarme.

Impulsi rapidi (120/min) in sincrono con il giallo: «sgombera l'attraversamento». Il raddoppio della frequenza comunica urgenza: se hai già iniziato, affrettati; se non hai iniziato, non partire.

Silenzio in sincrono con il rosso: «fermati, non attraversare». L'assenza di suono è essa stessa un segnale. Questa scelta tecnica evita la confusione tra il segnale di stop e la fase di via libera.

Funzionamento continuo o a chiamata: bilanciamento tra accessibilità e impatto ambientale

Il comma 6 introduce una distinzione operativa importante: le segnalazioni acustiche possono essere impostate in modalità continua o a chiamata.

In modalità continua, la sequenza acustica si ripete ad ogni ciclo semaforico: c'è sempre il suono, che ci sia o meno un pedone non vedente in attesa. Questa modalità è la più accessibile ma produce inquinamento acustico, soprattutto di notte in zone residenziali dove il traffico è scarso ma il semaforo cicla comunque.

In modalità a chiamata, il pedone attiva l'impianto premendo un pulsante (spesso integrato nel palo del semaforo): le segnalazioni acustiche si attivano per un solo ciclo utile a partire dalla chiamata, poi si disattivano. Questa modalità riduce il disturbo acustico ma richiede che il pedone non vedente sappia dove si trova il pulsante e riesca ad azionarlo.

Il comma 7 aggiunge un requisito di taratura: il livello sonoro deve essere adattato alle condizioni dell'impianto specifico, tenendo conto del «livello sonoro di fondo» dell'intersezione. In una rotatoria cittadina trafficata, il segnale dovrà essere più forte che in una traversa residenziale silenziosa. Questo requisito evita due problemi opposti: il segnale troppo debole, inudibile nel rumore del traffico, e il segnale eccessivamente potente, fonte di disturbo per i residenti.

Il raccordo con la normativa sull'accessibilità

L'art. 162 va letto insieme al D.P.R. 503/1996 (norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici) e alle linee guida del Ministero delle infrastrutture sull'accessibilità delle infrastrutture stradali. La segnalazione acustica è uno degli elementi della checklist che gli enti proprietari delle strade devono verificare in sede di progettazione e manutenzione degli impianti semaforici, con particolare attenzione ai percorsi pedonali nelle aree urbane ad alta frequentazione di persone con disabilità visiva.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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