Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 100 DPR 495/1992 – Segnale aeromobili

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Il segnale AEROMOBILI (fig. II.32) deve essere usato per presegnalare la possibilità di improvvisi e forti rumori od abbagliamenti, su strade in prossimità di aerodromi od aviosuperfici, dovuti ad aeromobili a bassa quota.

In sintesi

  • Il segnale AEROMOBILI (fig. II.32) avverte i conducenti della possibilità di improvvisi rumori forti o abbagliamenti causati da aeromobili a bassa quota.
  • Va installato su strade in prossimità di aerodromi o aviosuperfici dove il traffico aereo vola a quote ridotte.
  • Ha funzione di presegnalamento: non vieta nulla ma invita alla prudenza e alla massima attenzione.
  • Rientra nella categoria dei segnali di pericolo generici che segnalano situazioni non prevedibili dal conducente in condizioni normali.
Indice dei contenuti

Funzione e contesto del segnale aeromobili

L'art. 100 del DPR 495/1992 disciplina uno dei segnali di pericolo più particolari del codice della segnaletica stradale italiana: il segnale AEROMOBILI, rappresentato nella figura II.32 allegata al regolamento. Si tratta di un segnale di pericolo che, a differenza dei più comuni avvisi di curva pericolosa, incrocio o passaggio a livello, segnala una fonte di rischio esterna alla sede stradale ma capace di influenzare il comportamento del conducente e le condizioni di guida in modo subitaneo e imprevedibile.

La norma si inscrive nel sistema dei segnali di pericolo disciplinati dal Titolo II del DPR 495/1992 e richiama, come norma primaria di riferimento, l'art. 38 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), che stabilisce i principi generali sui segnali stradali. I segnali di pericolo hanno la funzione di preavvertire il conducente di situazioni anomale che richiedono attenzione elevata e velocità ridotta, anche quando non sia imposta una specifica limitazione numerica.

Dove si usa il segnale aeromobili

Il segnale è destinato a strade che transitano in prossimità di aerodromi o aviosuperfici, ossia strutture destinate all'atterraggio, al decollo e alla manovra di aeromobili, inclusi gli eliporti. La «bassa quota» è l'elemento determinante: gli aeromobili in fase di avvicinamento o di decollo volano a quote molto ridotte rispetto al piano campagna, talvolta pochi decine di metri, producendo effetti che possono influire sulla guida.

Due sono i fenomeni che la norma considera espressamente. Il primo è il rumore improvviso e di forte intensità: il passaggio di un aeromobile a reazione o di un elicottero a bassa quota genera un'ondata sonora improvvisa che può sorprendere e disorientare il conducente, inducendo reazioni istintive non controllate (sterzate brusche, frenate improvvise). Il secondo è l'abbagliamento: la riflessione della luce solare sulle superfici metalliche o sui parabrezza degli aeromobili può produrre lampeggi intensi che, in condizioni di luminosità favorevole, abbagliamento temporaneamente il conducente, determinando una breve perdita di visibilità.

Caratteristiche tecniche e posizionamento

Come tutti i segnali di pericolo, il segnale AEROMOBILI ha forma triangolare con sfondo bianco e bordo rosso, con il simbolo descrittivo del pericolo (un aeromobile in volo) al centro. Il termine «presegnalamento» usato dall'art. 100 indica che il segnale è posto a distanza dal punto di maggiore rischio - tipicamente prima dell'area di sorvolo più frequente - così da consentire al conducente di modulare la velocità e di essere psicologicamente preparato all'evenienza.

Le distanze di presegnalamento seguono i criteri generali fissati dal regolamento per i segnali di pericolo: su strade extraurbane principali e autostrade la distanza minima di avvistamento è maggiore rispetto alle strade urbane, in funzione della velocità di percorrenza. Nella pratica, il segnale è spesso integrato con un pannello integrativo che indica la distanza dal punto di pericolo («AERODROMO 500 m», ad esempio).

Effetti sul comportamento del conducente

Il segnale non impone una riduzione specifica della velocità né un divieto. Il suo effetto è comportamentale: il conducente avvertito è tenuto ad adeguare la velocità alle condizioni della strada e a mantenere una condizione di maggiore allerta. Qualora il passaggio di un aeromobile crei effettivamente difficoltà di guida (abbagliamento, rumore disorientante), il conducente che non abbia tenuto la dovuta prudenza - pur avendo visto il segnale - potrebbe incorrere in responsabilità per violazione dell'obbligo generale di adeguare la velocità alle circostanze, sancito dall'art. 141 del Codice della Strada.

Nella prassi quotidiana, le strade interessate sono tipicamente le strade di accesso agli aeroporti regionali, le viabilità che circondano gli aviosuperfici privati e i percorsi stradali nelle vicinanze di basi militari con attività di volo a bassa quota. In questi contesti, la segnaletica è normalmente coordinata con gli enti gestori dell'aeroporto e con l'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile).

Coordinamento con la normativa aeronautica

Il posizionamento del segnale non è autonomo ma deve tenere conto delle procedure di avvicinamento e decollo definite dai piani di volo strumentale (IFR) e visuale (VFR) dell'aerodromo, nonché delle servitù aeronautiche che gravano sulle aree limitrofe agli aeroporti ai sensi del codice della navigazione. In sostanza, l'ente proprietario della strada che voglia installare o rimuovere il segnale dovrebbe coordinare l'intervento con l'ente gestore dell'aerodromo, per verificare che le traiettorie di volo a bassa quota interessino effettivamente il tratto stradale in questione.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Cosa significa il segnale con l'aereo dipinto sul triangolo rosso?

È il segnale AEROMOBILI (art. 100 del Regolamento CdS): avverte che in quel tratto stradale, vicino a un aerodromo o aviosuperficie, possono verificarsi improvvisi rumori forti o abbagliamenti causati da aeromobili a bassa quota. Non vieta nulla, ma impone massima attenzione e velocità adeguata.

Il segnale aeromobili impone un limite di velocità specifico?

No. Come tutti i segnali di pericolo senza pannello integrativo numerico, indica una situazione di rischio che richiede di adeguare la velocità alle circostanze, secondo il principio generale dell'art. 141 del Codice della Strada. Non esiste un valore fisso imposto dal solo segnale.

Chi decide dove installare il segnale aeromobili?

L'ente proprietario della strada, in coordinamento con il gestore dell'aerodromo o dell'aviosuperficie e, se del caso, con l'ENAC. Il posizionamento deve tenere conto delle traiettorie di volo a bassa quota effettivamente interessanti quel tratto stradale.

Cosa rischio se ignoro il segnale aeromobili e ho un incidente?

Potresti essere ritenuto responsabile per non aver tenuto una velocità adeguata alle circostanze (art. 141 CdS). La presenza del segnale dimostra che il rischio era conoscibile: ignorarlo non esclude la tua responsabilità nell'ipotesi di un sinistro.

Il segnale aeromobili si trova anche in città?

Raramente. Si trova soprattutto su strade extraurbane nei pressi di aeroporti, aviosuperfici o basi militari con attività di volo. In ambito urbano è presente nelle vicinanze di eliporti ospedalieri o di polizia, dove gli elicotteri operano a quote molto basse.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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