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Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Per ogni segnale stradale deve essere garantito uno spazio di avvistamento libero da ostacoli che consenta al conducente di percepire il segnale, riconoscerlo, identificarne il significato e, se necessario, adeguare la condotta di guida prima di raggiungerlo.
  • Le distanze minime di avvistamento variano in base al tipo di strada: 150 m (pericolo) e 250 m (prescrizione) su autostrade ed extraurbane principali; 100/150 m su extraurbane secondarie e urbane di scorrimento; 50/80 m sulle altre strade.
  • Se lo spazio disponibile è inferiore di oltre il 20% al minimo previsto, il segnale deve essere anticipato da un segnale identico con apposito pannello integrativo (modello 1, art. 83).
  • La visibilità notturna è obbligatoria e può essere garantita con illuminazione propria, retroilluminazione per trasparenza o pellicole rifrangenti; tutti i segnali (salvo eccezioni esplicite) devono essere rifrangenti.
  • Le pellicole rifrangenti si distinguono in classe 1 (normale efficienza) e classe 2 (elevata efficienza); l'uso della classe 2 è obbligatorio per segnali di «dare precedenza», «fermarsi e dare precedenza», divieto di sorpasso e segnali permanenti di preavviso e direzione di nuova installazione.
  • Sullo stesso sostegno non possono coesistere segnali con caratteristiche di illuminazione o rifrangenza differenti.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 79 DPR 495/1992 — Visibilità dei segnali

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Per ciascun segnale deve essere garantito uno spazio di avvistamento tra il conducente ed il segnale stesso libero da ostacoli per una corretta visibilità. In tale spazio il conducente deve progressivamente poter percepire la presenza del segnale, riconoscerlo come segnale stradale, identificarne il significato e, nel caso di segnali sul posto, di cui al comma 2, attuare il comportamento richiesto.

2. Sono segnali sul posto quelli ubicati all'inizio della zona o del punto in cui è richiesto un determinato comportamento.

3. Le misure minime dello spazio di avvistamento dei segnali di pericolo e di prescrizione sono indicativamente le seguenti: Tipi di strade Segnali Segnali Autostrade e strade extraurbane principali m 150 m 250 Strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento (con velocità superiore a 50 km/h) m 100 m 150 Altre strade m 50 m 80 Le misure minime dello spazio di avvistamento dei segnali di indicazione sono riportate nei relativi articoli.

4. Nei casi di disponibilità di spazi di avvistamento inferiori di oltre il 20% di quelli minimi previsti dal comma 3, le misure possono ridursi, purché il segnale sia preceduto da altro identico integrato da apposito pannello modello 1, definito all'articolo

83. 5. Tutti i segnali devono essere percepibili e leggibili di notte come di giorno.

6. La visibilità notturna può essere assicurata con dispositivi di illuminazione propria per trasparenza o per rifrangenza con o senza luce portata dal segnale stesso. La rifrangenza è in genere ottenuta con l'impiego di idonee pellicole.

7. In ogni caso tutti i segnali, con eccezione di quelli aventi valore solo nelle ore diurne e di quelli con illuminazione propria, di cui gli articoli 156 e 157 ancorché posti in zona illuminata, devono essere rifrangenti in modo che appaiano di notte con le stesse forme, colori e simboli con cui appaiono di giorno.

8. Tutti i segnali devono essere realizzati in modo da consentire il loro avvistamento su ogni tipo di viabilità ed in qualsiasi condizione di esposizione e di illuminazione ambientale.

9. Le caratteristiche fotometriche, colorimetriche e di durata delle pellicole rifrangenti usate per i segnali stradali sono stabilite da apposito disciplinare approvato con decreto del Ministro dei lavori pubblici e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

10. Le pellicole rifrangenti sono a normale (classe 1) o ad elevata efficienza (classe 2) secondo i parametri e i valori stabiliti con il disciplinare di cui al comma

9. 11. La scelta del tipo di pellicola rifrangente deve essere effettuata dall'ente proprietario della strada in relazione all'importanza del segnale e del risalto da dare al messaggio ai fini della sicurezza, alla sua ubicazione ed altezza rispetto alla carreggiata, nonché ad altri fattori specifici quali la velocità locale predominante della strada, l'illuminazione esterna, le caratteristiche climatiche, il particolare posizionamento del segnale in relazione alle condizioni orografiche.

12. L'impiego delle pellicole rifrangenti ad elevata efficienza (classe 2) è obbligatorio nei casi in cui è esplicitamente previsto, e per i segnali: dare precedenza, fermarsi e dare precedenza, dare precedenza a destra, divieto di sorpasso, nonché per i segnali permanenti di preavviso e di direzione di nuova installazione. Il predetto impiego è facoltativo per gli altri segnali. Nel caso di gruppi segnaletici unitari di direzione, ai sensi dell'articolo 128, comma 8, la installazione di nuovi cartelli nel medesimo gruppo non comporta la sostituzione dell'intero gruppo, che può permanere fino alla scadenza della sua vita utile.

13. Sullo stesso sostegno non devono essere posti segnali con caratteristiche di illuminazione o di rifrangenza differenti fra loro.

Commento

Lo spazio di avvistamento: il concetto fondamentale

L'articolo 79 del DPR 495/1992 fissa i requisiti tecnici che garantiscono l'efficacia pratica di ogni segnale stradale. Il fulcro della norma è il concetto di spazio di avvistamento: la distanza libera da ostacoli che deve intercorrere tra il conducente e il segnale al momento in cui questi lo inquadra per la prima volta nel suo campo visivo. Tale spazio deve essere sufficiente a permettere una sequenza cognitiva completa: percezione, riconoscimento, identificazione del significato e, nei segnali «sul posto» (cioè ubicati esattamente dove è richiesta l'azione), attuazione del comportamento prescritto.

La distinzione tra segnali «di preavviso» e segnali «sul posto» è operativamente rilevante. I segnali di preavviso sono posti a distanza dall'evento cui si riferiscono (es. preavviso di curva, di incrocio, di semaforo) e lasciano al conducente un margine di risposta più ampio. I segnali sul posto si trovano al punto esatto in cui l'azione è richiesta (es. lo stop a un incrocio, il segnale di divieto di sosta all'inizio di una zona vietata) e richiedono pertanto uno spazio di avvistamento proporzionato alla velocità della strada.

Le distanze minime di avvistamento: la tabella e la sua logica

Il comma 3 fissa distanze minime differenziate per tipo di strada e per categoria di segnale (pericolo vs prescrizione), riflettendo la relazione diretta tra velocità di percorrenza e spazio di frenata necessario. Su autostrade e strade extraurbane principali (dove le velocità sono più elevate), le misure minime sono 150 m per i segnali di pericolo e 250 m per quelli di prescrizione. Su strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento con velocità superiore a 50 km/h, i valori scendono a 100 m e 150 m. Per tutte le altre strade, sono sufficienti 50 m e 80 m.

Questi valori sono definiti «indicativamente», il che lascia un margine di adattamento tecnico, ma non giustifica distanze significativamente inferiori senza adottare le misure compensative previste dal comma 4. La ratio è chiara: un segnale non avvistabile in tempo è un segnale inutile, o peggio, pericoloso perché può indurre brusche frenate o manovre improvvise.

Lo spazio insufficiente: il rimedio del doppio segnale

Non sempre è fisicamente possibile rispettare le distanze minime: una curva cieca, un edificio, una vegetazione fitta o la geometria dell'incrocio possono ridurre lo spazio disponibile. Il comma 4 prevede la soluzione: se lo spazio di avvistamento è inferiore di oltre il 20% al minimo regolamentare, il segnale deve essere preceduto da un segnale identico integrato dal pannello modello 1 (pannello di avanzamento, disciplinato all'art. 83 del regolamento), che avverte il conducente con congruo anticipo.

Questa previsione ha rilevanza anche sul piano della responsabilità degli enti proprietari delle strade: il mancato posizionamento del doppio segnale in presenza di uno spazio di avvistamento insufficiente può configurare una responsabilità per omessa manutenzione o inadeguata segnalazione, rilevante nelle controversie per danni da incidente stradale.

Visibilità notturna: l'obbligo di rifrangenza

I commi da 5 a 13 disciplinano in dettaglio le caratteristiche di visibilità notturna, che costituiscono un requisito imprescindibile per l'efficacia della segnaletica. Il comma 7 fissa la regola generale: tutti i segnali (con le sole eccezioni dei segnali operativi solo di giorno e di quelli con illuminazione propria) devono essere rifrangenti, in modo da apparire di notte con le stesse forme, colori e simboli con cui appaiono di giorno.

Il termine «rifrangente» indica la proprietà del materiale di restituire al conducente la luce dei fari, rendendosi visibile senza illuminazione esterna. Le pellicole rifrangenti si distinguono in due classi: la classe 1 (normale efficienza) e la classe 2 (elevata efficienza). Quest'ultima garantisce una retroriflessione superiore, visibile a distanze maggiori e in condizioni ambientali più difficili (pioggia, nebbia, illuminazione pubblica ridotta).

Obbligo di classe 2 e scelta dell'ente proprietario

Il comma 12 elenca i segnali per i quali l'uso della classe 2 è obbligatorio: «dare precedenza», «fermarsi e dare precedenza», «dare precedenza a destra», «divieto di sorpasso», nonché i segnali permanenti di preavviso e direzione di nuova installazione. La scelta del legislatore regolamentare riflette la criticità di questi segnali: ignorare uno stop, un dare la precedenza o un divieto di sorpasso sono le cause più frequenti di incidenti gravi. La classe 2 garantisce che anche in condizioni di visibilità ridotta questi segnali siano percepibili con il massimo anticipo possibile.

Per gli altri segnali, la scelta della classe di pellicola spetta all'ente proprietario della strada, che deve valutare l'importanza del segnale, la velocità locale, l'illuminazione esterna, le caratteristiche climatiche e l'esposizione geografica del sito (comma 11). Si tratta di una discrezionalità tecnica vincolata ai parametri elencati, non di una libertà arbitraria.

Il comma 13 aggiunge un requisito di coerenza: su uno stesso sostegno non possono coesistere segnali con caratteristiche di rifrangenza diverse, per evitare che la diversa luminosità notturna crei confusione nella lettura del gruppo segnaletico.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Cosa si intende per 'spazio di avvistamento' di un segnale stradale?

È la distanza libera da ostacoli che deve esistere tra il conducente e il segnale quando lo inquadra per la prima volta. Deve essere sufficiente a percepire il segnale, riconoscerlo, capirne il significato e, per i segnali sul posto, compiere l'azione richiesta (frenata, arresto, cambio corsia) prima di raggiungerlo. Le misure minime variano da 50 a 250 m secondo il tipo di strada.

Cosa deve fare l'ente stradale se lo spazio di avvistamento è insufficiente?

Se lo spazio disponibile è inferiore di oltre il 20% al minimo regolamentare, il segnale deve essere anticipato da un segnale identico integrato dal pannello modello 1, che allerta il conducente con il dovuto anticipo. La mancata adozione di questa misura può costituire una lacuna manutentiva rilevante ai fini della responsabilità civile dell'ente in caso di incidente.

Tutti i segnali stradali devono essere visibili di notte?

Sì, con le sole eccezioni dei segnali operativi soltanto nelle ore diurne e di quelli dotati di illuminazione propria. Tutti gli altri devono essere realizzati con pellicole rifrangenti, in modo da apparire di notte con le stesse forme, colori e simboli che presentano di giorno, grazie alla riflessione della luce dei fari dei veicoli.

Quando è obbligatorio l'uso di pellicole rifrangenti di classe 2 (elevata efficienza)?

L'uso della classe 2 è obbligatorio per i segnali di dare precedenza, fermarsi e dare precedenza, dare precedenza a destra, divieto di sorpasso, e per tutti i segnali permanenti di preavviso e direzione di nuova installazione. Per gli altri segnali, la scelta della classe spetta all'ente proprietario in base a velocità, illuminazione e caratteristiche del sito.

Si possono mettere segnali con pellicole di classe diversa sullo stesso palo?

No. L'art. 79, comma 13 vieta espressamente di installare sullo stesso sostegno segnali con caratteristiche di illuminazione o rifrangenza differenti. La coerenza è necessaria per evitare che la diversa luminosità notturna dei segnali crei confusione nella lettura del messaggio e riduca l'efficacia della segnaletica.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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