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Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Le aree e i fabbricati destinati alla manutenzione della rete viaria devono essere posizionati lungo il tracciato in modo da garantire tempestività ed efficienza degli interventi.
  • Le stazioni di esazione del pedaggio sono definite come aree multifunzionali: svolgono attività di riscossione, informazione, vendita dei mezzi di pagamento e assistenza all'utenza.
  • L'accesso ai servizi delle stazioni di esazione deve essere organizzato in modo da non interferire con la normale circolazione dei veicoli sulla carreggiata.
  • Il comma 1 originario conteneva ulteriori disposizioni sulle distanze, successivamente soppresse dal DPR 16 settembre 1996, n. 610.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 63 DPR 495/1992 — Aree e fabbricati di manutenzione e di esercizio della rete viaria

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Le aree e i fabbricati destinati alla manutenzione e all'esercizio della rete viaria devono essere ubicati in posizione tale, lungo il tracciato, da garantire la tempestività e l'efficienza degli interventi di esercizio e di manutenzione. PERIODO SOPPRESSO DAL D.P.R. 16 SETTEMBRE 1996, N. 610. 2. Le stazioni destinate alle operazioni di esazione del pedaggio si configurano come aree nelle quali sono svolte le attività di esazione, di informazione, di vendita dei mezzi di pagamento del pedaggio e di assistenza all'utenza. L'accesso ai servizi deve essere realizzato in modo da non interferire con la circolazione dei veicoli.

Commento

Funzione e collocazione delle infrastrutture di manutenzione stradale

L'art. 63 del DPR 495/1992 disciplina i requisiti localizzativi delle aree e dei fabbricati che gli enti proprietari delle strade destinano alle attività di manutenzione e di esercizio della rete viaria. La norma esprime un principio operativo essenziale: le strutture di supporto alla rete (cantieri fissi, depositi di materiali, sedi di squadre di pronto intervento, centri di controllo) devono essere collocate in posizione funzionale lungo il tracciato, in modo da garantire la tempestività degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione e l'efficienza della gestione della viabilità.

La tempestività degli interventi non è solo un obiettivo organizzativo interno dell'ente: incide direttamente sulla sicurezza stradale, poiché la rapida rimozione di ostacoli, il ripristino della segnaletica danneggiata o l'intervento sulle pavimentazioni degradate riducono i rischi per gli utenti. In questo senso, l'art. 63 si collega al più ampio sistema di obblighi dell'ente proprietario della strada — espressamente richiamati dagli artt. 14 e 40 del Codice — in materia di manutenzione e vigilanza sulla rete.

La soppressione parziale del comma 1 e il significato residuo

Il testo attuale del comma 1 reca la nota «PERIODO SOPPRESSO DAL D.P.R. 16 SETTEMBRE 1996, N. 610». Tale soppressione ha eliminato le disposizioni originarie relative alle distanze minime e ai criteri specifici di ubicazione dei fabbricati lungo le diverse tipologie di strada. La norma residua mantiene il principio-guida della localizzazione funzionale, lasciando agli enti proprietari la concreta determinazione della dislocazione ottimale delle strutture in relazione alla lunghezza della rete, alla distribuzione del traffico e alle caratteristiche morfologiche del tracciato.

Nella prassi, gli enti gestori — ANAS per la rete nazionale, le regioni per le strade regionali, le province e i comuni per le rispettive competenze — pianificano la dislocazione dei centri di manutenzione attraverso strumenti di programmazione pluriennale, tenendo conto dei tempi medi di intervento e dei livelli di servizio definiti nei capitolati e nei contratti di programma.

Le stazioni di esazione del pedaggio: natura e organizzazione

Il comma 2 introduce una definizione normativa precisa delle stazioni di esazione del pedaggio, qualificandole come aree nelle quali sono svolte congiuntamente le seguenti attività: esazione del pedaggio in senso stretto, informazione all'utenza sui percorsi e sullo stato della viabilità, vendita dei mezzi di pagamento (abbonamenti, viacard, tessere telepass e analoghi strumenti), assistenza ai conducenti in difficoltà.

Questa definizione plurifunzionale riflette l'evoluzione del concetto di casello autostradale: da semplice punto di riscossione a punto di contatto integrato tra il gestore e l'utente della rete. In tale prospettiva, le stazioni di esazione assumono anche una funzione di presidio della sicurezza, in quanto punto di raccordo per le comunicazioni di emergenza e per la distribuzione di informazioni sul traffico in tempo reale.

Il requisito della non interferenza con la circolazione

La disposizione conclusiva del comma 2 — «l'accesso ai servizi deve essere realizzato in modo da non interferire con la circolazione dei veicoli» — costituisce un vincolo progettuale cogente per la progettazione e l'adeguamento delle stazioni. In concreto, ciò implica che le code ai caselli, i percorsi interni alle aree di servizio e gli accessi alle strutture ausiliarie (bar, uffici, aree sosta) debbano essere configurati in modo da non creare turbative al flusso veicolare sulle corsie di esazione e, a monte, sulle corsie di decelerazione della carreggiata autostradale.

Il rispetto di questo requisito è verificato in sede di approvazione dei progetti di nuova costruzione o di ristrutturazione delle stazioni da parte dell'ente proprietario e dell'autorità competente al rilascio delle concessioni autostradali. Le norme tecniche di settore — emanate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti — specificano i criteri geometrici e di capacità che le corsie di esazione devono soddisfare per mantenere fluide le operazioni di riscossione ed evitare code che si riverberino sulla carreggiata principale.

Rapporto con il Codice della Strada e con la normativa di settore

L'art. 63 del regolamento si inserisce nel contesto normativo delineato dagli artt. 2 (classificazione delle strade), 14 (obblighi dell'ente proprietario) e 25 (attraversamenti e pertinenze) del Codice della Strada. Le stazioni di esazione, in quanto pertinenze dell'infrastruttura autostradale, soggiacciono alle disposizioni del Codice in materia di distanze di sicurezza, segnaletica di avvicinamento e norme di comportamento degli utenti in prossimità delle barriere. Le sanzioni per comportamenti scorretti in corsia di esazione — come il mancato arresto, l'inversione di marcia o il transito non autorizzato — trovano il proprio fondamento nelle disposizioni del Codice, non nel presente articolo del regolamento.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Cosa prevede l'art. 63 per le infrastrutture di manutenzione stradale?

Stabilisce che le aree e i fabbricati di manutenzione devono essere ubicati lungo il tracciato in posizione tale da garantire la tempestività e l'efficienza degli interventi. Non fissa distanze specifiche (la parte relativa era stata soppressa nel 1996), lasciando la concreta pianificazione agli enti proprietari.

Cosa si intende per 'stazione di esazione del pedaggio' secondo il regolamento?

Il regolamento definisce le stazioni di esazione come aree multifunzionali in cui si svolgono attività di riscossione del pedaggio, informazione all'utenza, vendita dei mezzi di pagamento e assistenza. Non sono semplici caselli, ma punti di servizio integrati.

Perché l'accesso ai servizi delle stazioni non deve interferire con la circolazione?

Perché le code o i movimenti anomali generati dai servizi accessori (bar, parcheggi, sportelli) non devono riversarsi sulle corsie di esazione o, peggio, sulla carreggiata autostradale principale, creando situazioni di pericolo per gli utenti in transito.

Chi controlla che le stazioni di esazione rispettino questi requisiti?

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella sua funzione di vigilanza sulle concessioni autostradali, verifica che i progetti di nuova costruzione o ristrutturazione rispettino i criteri tecnici e il principio di non interferenza con la circolazione.

Quali sono gli obblighi dell'ente proprietario della strada collegati a questo articolo?

L'art. 63 va letto in combinato con l'art. 14 del Codice della Strada, che pone in capo all'ente proprietario obblighi generali di manutenzione, vigilanza e pronto intervento. La corretta localizzazione delle strutture di manutenzione è uno degli strumenti attraverso cui l'ente assolve tali obblighi.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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