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La guida
Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Editoria Libraria
Il contratto a tempo parziale consente di ridurre l’orario rispetto al tempo pieno mantenendo tutte le tutele del lavoro subordinato, riproporzionate alla durata della prestazione. Forma scritta, lavoro supplementare, trasformazione e diritto di precedenza ne sono i punti chiave, regolati dal D.Lgs. 81/2015 e dal CCNL di settore.
Il contratto part-time richiede forma scritta con indicazione di durata e collocazione dell’orario. Il lavoro supplementare e le clausole elastiche operano nei limiti di legge e di CCNL; il trattamento è riproporzionato; la trasformazione FT/PT è volontaria e opera il diritto di precedenza al tempo pieno (D.Lgs. 81/2015).
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Le forme del part-time
Il tempo parziale può articolarsi in tre forme, a seconda di come la riduzione dell’orario si distribuisce nel tempo. La distinzione rileva soprattutto per l’applicazione del lavoro supplementare e delle clausole elastiche.
| Forma | Come si articola l’orario | Esempio |
|---|---|---|
| Orizzontale | Riduzione dell’orario giornaliero, su tutti i giorni lavorativi | 4 ore al giorno, dal lunedì al venerdì |
| Verticale | Orario pieno ma solo in alcuni giorni, settimane o mesi | Tre giornate intere a settimana |
| Misto | Combinazione di orizzontale e verticale | Alcuni giorni pieni e altri a orario ridotto |
Lavoro supplementare e clausole elastiche
Anche dove il part-time è meno diffuso, la sua gestione passa per due istituti che la legge disegna e il CCNL completa.
Lavoro supplementare
È la prestazione resa oltre l’orario part-time concordato, entro il limite del tempo pieno. Il D.Lgs. 81/2015 ne ammette il ricorso e rimette al CCNL la disciplina: il datore può chiedere supplementare fino al 25% delle ore medie settimanali concordate, con maggiorazione del 15% della retribuzione oraria globale di fatto (comprensiva dell’incidenza sugli istituti indiretti e differiti); il lavoratore può rifiutare per comprovate esigenze lavorative, di salute, familiari o di formazione professionale. È cosa diversa dallo straordinario, che presuppone il superamento del tempo pieno.
Clausole elastiche
Permettono di variare la collocazione dell’orario o di aumentarne la durata; richiedono l’accordo scritto del lavoratore e un preavviso di 2 giorni; la durata può aumentare fino al 25% della normale prestazione annua a tempo parziale; ogni modifica dà diritto a una maggiorazione del 15% della retribuzione oraria globale di fatto (art. 26 CCNL). Il rifiuto di sottoscriverle non può giustificare il licenziamento.
Tutele per categorie protette
Studenti, lavoratori con patologie oncologiche, genitori di figli piccoli e titolari di permessi L. 104 godono di facoltà rafforzate di revoca o non adesione alle clausole elastiche e, in alcuni casi, di un diritto alla trasformazione del rapporto.
Trattamento e principio di non discriminazione
Il lavoratore part-time non può ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al collega a tempo pieno comparabile: ha gli stessi diritti, riproporzionati alla minore durata della prestazione (art. 7, D.Lgs. 81/2015). Sono riproporzionati, tra l’altro, la retribuzione, le ferie, le mensilità aggiuntive e il TFR; restano invece pieni i diritti non frazionabili (ad esempio le tutele in materia di salute e sicurezza). Anche l’anzianità di servizio si calcola per intero, come per un rapporto a tempo pieno.
Trasformazione del rapporto e diritto di precedenza
Il passaggio da tempo pieno a part-time, e viceversa, è volontario: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il rifiuto del lavoratore di trasformare il rapporto non costituisce giustificato motivo di licenziamento.
La legge tutela inoltre alcune situazioni: chi è affetto da patologie oncologiche o gravi, i genitori di figli piccoli e chi assiste familiari con L. 104 hanno priorità o un vero e proprio diritto alla trasformazione in part-time. Specularmente, il lavoratore che ha trasformato il rapporto da tempo pieno e indeterminato in part-time ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per le stesse mansioni o di pari livello e categoria legale (art. 26 CCNL). Il lavoratore può inoltre chiedere, una sola volta, in luogo del congedo parentale, il part-time con riduzione d’orario non superiore al 50%: l’azienda deve provvedere entro 15 giorni.
Casi pratici
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Domande frequenti
Il contratto part-time deve essere scritto?
Che differenza c’è tra lavoro supplementare e straordinario?
Ferie e tredicesima del part-time sono dimezzate?
Da part-time ho diritto a tornare a tempo pieno?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi contrattuali, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.
Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 81/2015). Limiti, maggiorazioni e clausole elastiche sono quelli dell’art. 26, lett. a), del CCNL grafici editoriali del 19 gennaio 2021.