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La guida
Livelli, qualifiche e mansioni nel CCNL Editoria Libraria
Le case editrici di libri impiegano figure professionali assai diverse: chi lavora sul testo giorno per giorno (editor, redattore, correttore di bozze), chi gestisce i rapporti con agenti e autori esteri (rights manager), chi si occupa della distribuzione e del commerciale, chi presidia la contabilità delle royalties. Il CCNL Editoria Libraria classifica queste professioni in livelli che definiscono diritti, minimi salariali e tutele in caso di modifica delle mansioni.
Il CCNL Editoria Libraria classifica i lavoratori in livelli che vanno dal profilo di ingresso ai quadri, distinguendo le figure redazionali (editor, capo redattore, responsabile editoriale) da quelle amministrative e tecniche. L’inquadramento determina il minimo tabellare, gli scatti di anzianità e le tutele in caso di modifica delle mansioni. Il demansionamento è vietato dall’art. 2103 c.c. salvo le eccezioni tassative introdotte dal d.lgs. 81/2015.
- Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
- Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
La classificazione del personale: logica e struttura
Il sistema di classificazione del personale nel CCNL Editoria Libraria si basa sulle declaratorie: descrizioni sintetiche delle caratteristiche proprie di ciascun livello (grado di autonomia, complessità delle mansioni, responsabilità verso terzi e verso l’azienda). Ogni livello raggruppa più profili professionali (esemplificazioni) che il contratto elenca a titolo indicativo, non esaustivo.
| Livello editori | Corrispondente categoria 2014 (grafici) | Gruppo per prova e preavviso |
|---|---|---|
| Q (Quadro) | Q | gruppo A |
| 1 | AS (A Super) | gruppo A |
| 2 (livello baricentrico) | A | gruppo A |
| 3 | B1S e B1 | gruppo B |
| 4 | B2 | gruppo B |
| 5 | B3 | gruppo B |
| 6 | C1 e C2 | gruppo C |
| 7 | D1 e D2 | gruppo C |
| 8 | E | operai (Parte II) o impiegati di livello più basso |
Il livello 1 è il più alto tra gli impiegati e il livello 8 il più basso: i minimi decrescono dal Quadro al livello 8 (si veda la tabella dei minimi). Quando le mansioni cambiano, l’art. 39 prevede che nel passaggio di qualifica l’anzianità conti per preavviso, ferie e trattamento di malattia e che gli scatti maturati restino utili entro i limiti dell’art. 9 Parte III. Ai Quadri si applica la normativa degli impiegati di gruppo A (livelli 1 e 2).
L’inquadramento corretto dipende dalle mansioni effettivamente svolte, non dal titolo attribuito informalmente dall’azienda. Un lavoratore chiamato «editor» ma assegnato a compiti di segreteria dovrà essere inquadrato in base alle mansioni reali; viceversa, un dipendente chiamato «assistente» ma che svolge in via prevalente attività di coordinamento editoriale ha diritto a rivendicare l’inquadramento corrispondente.
Figure professionali tipiche e loro posizione contrattuale
Il settore editoriale librario presenta una varietà di profili che si distribuiscono lungo la griglia contrattuale. Di seguito una mappatura indicativa delle figure più comuni:
| Area funzionale | Profilo | Caratteristiche della mansione |
|---|---|---|
| Redazione / Editoriale | Assistente editoriale / redattore junior | Supporto al processo redazionale, verifica delle bozze, ricerca iconografica, aggiornamento archivi; mansioni sotto supervisione diretta |
| Redazione / Editoriale | Redattore / editor | Cura autonoma del testo (revisione, editing, rapporto con autori e traduttori); gestione di titoli assegnati nell’ambito di una collana |
| Redazione / Editoriale | Capo redattore | Coordinamento di un’unità redazionale, supervisione degli editor, interlocuzione con i responsabili di collana o di linea editoriale |
| Diritti | Addetto ai diritti / rights manager | Gestione dei contratti di licenza con agenti e editori esteri, monitoraggio delle scadenze, calcolo e rendicontazione delle royalties agli autori |
| Commerciale / Marketing | Addetto al marketing editoriale | Promozione dei titoli, relazioni con la stampa e i media, organizzazione di eventi (presentazioni, fiere del libro) |
| Amministrazione | Impiegato amministrativo / contabile royalties | Contabilità generale, fatturazione, calcolo delle royalties, rendicontazione periodica agli autori |
| Produzione | Responsabile di produzione | Gestione del processo di stampa, rapporti con tipografie e fornitori, controllo dei costi di produzione |
| Apicale | Quadro / responsabile di funzione | Gestione di un’unità organizzativa o di una funzione aziendale strategica (es. direttore editoriale, responsabile dei diritti, responsabile commerciale) |
Le denominazioni aziendali («editor», «content manager», «acquisitions editor», ecc.) non coincidono necessariamente con il livello contrattuale. Fa testo la declaratoria del CCNL, non il job title.
La figura del redattore dipendente: specificità del settore
Il redattore dipendente è la figura-cardine del settore editoriale librario e presenta caratteristiche che lo distinguono da altri profili impiegatizi. Alcune specificità da tenere presenti:
Autonomia professionale e subordinazione
Il redattore esercita un’attività intellettuale ad alto contenuto creativo e valutativo (selezione, editing, sviluppo di un manoscritto), ma all’interno di un vincolo di subordinazione: rispetta gli indirizzi editoriali del datore, lavora negli spazi e negli orari definiti dall’azienda (o in regime di smart working disciplinato dall’accordo aziendale) e non sopporta il rischio economico del prodotto editoriale.
Rapporti con autori, traduttori e agenti
Il redattore dipendente può negoziare condizioni contrattuali con autori e agenti, ma per conto del datore e nell’ambito delle deleghe ricevute. L’eventuale diritto d’autore sull’opera redazionale creata nell’esercizio delle mansioni spetta in via generale al datore ai sensi dell’art. 12-bis della l. 633/1941 (legge sul diritto d’autore), salvo diverso accordo scritto.
Riservatezza e proprietà intellettuale
I dipendenti delle case editrici sono spesso vincolati da obblighi di riservatezza sulle opere in lavorazione, sui contratti con gli autori e sui piani editoriali. Tali obblighi derivano dal dovere di fedeltà ex art. 2105 c.c. e possono essere rafforzati da clausole contrattuali specifiche, purche nei limiti della libera determinazione professionale del lavoratore.
Modifica delle mansioni: i limiti del jus variandi
L’art. 2103 c.c., come riformulato dal d.lgs. 81/2015, regola il potere del datore di modificare unilateralmente le mansioni del lavoratore. Il principio è la tutela del livello di inquadramento: il datore può assegnare mansioni equivalenti o superiori, ma non inferiori, salvo eccezioni tassative.
Assegnazione a mansioni superiori
Se il lavoratore è assegnato a mansioni di livello superiore ha diritto al trattamento corrispondente all’attività svolta, e l’assegnazione diventa definitiva dopo 30 giorni per i periodi continuativi o 60 giorni per quelli non continuativi (art. 38 Parte I del CCNL), salvo il caso di sostituzione di un dipendente assente con diritto alla conservazione del posto. Il periodo di formazione in affiancamento a categorie più elevate non vale come assegnazione a mansioni superiori.
Demansionamento concordato
Il demansionamento (assegnazione a mansioni inferiori) è ammesso solo in tre ipotesi tassative ex art. 2103, co. 2-4, c.c.:
- modifica degli assetti organizzativi aziendali che incide sulla posizione del lavoratore;
- accordo in sede protetta (sindacato o ITL) per conservare il posto di lavoro;
- accordo in sede protetta come misura alternativa al licenziamento.
Fuori da queste ipotesi, il demansionamento unilaterale è illegittimo e può essere impugnato dinanzi al giudice del lavoro entro i termini di prescrizione ordinari.
Inquadramento dei lavoratori con contratto a termine e somministrazione
I lavoratori assunti con contratto a termine o tramite agenzia di somministrazione devono ricevere lo stesso inquadramento e lo stesso trattamento economico dei lavoratori a tempo indeterminato che svolgono le stesse mansioni (principio di non discriminazione, d.lgs. 81/2015 e d.lgs. 276/2003). Nel settore editoriale è frequente il ricorso a contratti a termine per la fase di lancio di un catalogo, per le fiere del libro o per la gestione di picchi produttivi stagionali (es. uscite autunnali).
Il lavoratore a termine ha diritto alla stessa formazione, allo stesso accesso ai servizi aziendali e alle stesse informazioni sui posti vacanti a tempo indeterminato del lavoratore stabile di pari livello.
Casi pratici
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Domande frequenti
Chi sono i «redattori» ai sensi del CCNL Editoria Libraria?
Un editor può essere adibito a mansioni amministrative senza il suo consenso?
Cosa sono le mansioni equivalenti nel settore editoriale?
I quadri dell’editoria libraria hanno tutele specifiche?
Come si contesta un inquadramento ritenuto errato?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi contrattuali, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono basate sul CCNL per i dipendenti delle aziende grafiche ed affini e delle aziende editoriali. Per le declaratorie dei singoli profili si veda il testo del CCNL grafici editoriali (Parte V bis), qui letto nella versione del 19 gennaio 2021. Per situazioni specifiche ci si rivolga a un consulente del lavoro o alle organizzazioni sindacali firmatarie (SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL).