Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 63 L. 184/1983 – Modifica del capo II del titolo VIII del codice civile

Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

L'intitolazione del capo II del titolo VIII del libro I del codice civile è sostituita dalla seguente: "Delle forme dell'adozione di persone di maggiore età".

In sintesi

  • L'art. 63 L. 184/1983 sostituisce l'intitolazione del capo II del titolo VIII del libro I del codice civile.
  • La nuova rubrica e' "Delle forme dell'adozione di persone di maggiore eta'".
  • E' una norma di coordinamento conseguente alla riforma dell'adozione operata dalla legge.
  • Distingue nettamente l'adozione dei minori (disciplinata dalla legge speciale) dall'adozione di maggiorenni (rimasta nel codice civile).
  • Segna il passaggio a un sistema a doppio binario dell'istituto adottivo.
Indice dei contenuti

L'art. 63 della legge 4 maggio 1983, n. 184 e' una disposizione di coordinamento che, pur nella sua brevita', segna un passaggio sistematico fondamentale nel diritto di famiglia italiano. Esso sostituisce l'intitolazione del capo II del titolo VIII del libro I del codice civile con la nuova rubrica "Delle forme dell'adozione di persone di maggiore eta'". Dietro questa modifica apparentemente formale si cela la riorganizzazione complessiva dell'istituto dell'adozione, che con la riforma del 1983 assume una struttura a doppio binario.

Il significato di una modifica di rubrica

Le rubriche degli articoli e dei capi non hanno di per se' valore precettivo, ma svolgono una funzione orientativa essenziale: indicano l'oggetto della disciplina e guidano l'interprete nella collocazione sistematica delle norme. Modificare l'intitolazione di un capo significa ridefinirne il perimetro. Con l'art. 63, il legislatore chiarisce che il capo II del titolo VIII del codice civile non disciplina più l'adozione in generale, ma soltanto l'adozione di persone maggiorenni. E' il riflesso codicistico di una scelta di fondo: estrarre dal codice la disciplina dell'adozione dei minori e affidarla a una legge speciale.

Il sistema a doppio binario introdotto dalla riforma

Prima della riforma, il codice civile conteneva la disciplina generale dell'adozione. La legge n. 184 del 1983 ha ridisegnato la materia distinguendo due figure profondamente diverse. Da un lato l'adozione dei minori, ispirata al principio del preminente interesse del minore e finalizzata a garantirgli una famiglia: questa e' la cosiddetta adozione legittimante, che recide i legami con la famiglia di origine e inserisce il minore a pieno titolo nella famiglia adottiva. Dall'altro l'adozione di persone maggiori di eta', che persegue finalita' diverse, prevalentemente di trasmissione del nome e del patrimonio, e che non recide i rapporti con la famiglia di origine dell'adottato. L'art. 63 e' la cerniera che, sul piano del codice civile, sancisce questa biforcazione.

Le caratteristiche dell'adozione di maggiorenni

L'adozione di persone maggiori di eta', cui la nuova rubrica fa riferimento, conserva i tratti tradizionali dell'istituto. Richiede il consenso dell'adottante e dell'adottando, presuppone una differenza di eta' adeguata tra le parti e attribuisce all'adottato il cognome dell'adottante, anteponendolo o, secondo i criteri di legge, componendolo con il proprio. L'adottato non perde i diritti e i doveri verso la propria famiglia di origine: a differenza dell'adozione del minore, non si crea una sostituzione del rapporto familiare, ma un legame aggiuntivo. E' un istituto che risponde a esigenze di continuita' personale e patrimoniale più che di protezione.

Il rapporto con l'adozione dei minori

La distinzione operata dall'art. 63 non e' meramente classificatoria: ha conseguenze pratiche rilevanti. Le due adozioni seguono procedimenti diversi - quella del minore davanti al tribunale per i minorenni, quella del maggiorenne secondo le regole del codice civile - producono effetti distinti sui rapporti familiari e successori e rispondono a presupposti differenti. Confondere i due piani e' un errore frequente: la rubrica novellata serve proprio a ricordare che la disciplina codicistica residua riguarda esclusivamente i maggiorenni.

La collocazione nella riforma del 1983

La legge n. 184 del 1983, intitolata al diritto del minore a una famiglia, ha rappresentato una svolta culturale prima ancora che normativa, spostando il baricentro dell'adozione dall'interesse degli adulti a quello del minore. Le disposizioni di coordinamento come l'art. 63 sono lo strumento tecnico con cui questa riforma e' stata armonizzata con il preesistente impianto del codice civile, evitando sovrapposizioni e antinomie. Senza tali norme di raccordo, la coesistenza tra legge speciale e codice avrebbe generato incertezze interpretative.

Indicazioni operative

Per chi affronta una questione in materia di adozione, l'art. 63 e' un promemoria sistematico: l'adozione disciplinata dal capo II del titolo VIII del codice civile e' soltanto quella dei maggiorenni; per i minori occorre rivolgersi alla legge n. 184 del 1983. Individuare correttamente il binario applicabile e' il primo passo, perché procedura, presupposti ed effetti divergono in modo sostanziale. La rubrica novellata e' la prima indicazione di rotta.

Gli effetti dell'adozione di maggiorenni sui rapporti familiari

La rubrica novellata dall'art. 63, circoscrivendo la disciplina codicistica all'adozione dei maggiorenni, rinvia a un insieme di effetti peculiari. L'adottato assume il cognome dell'adottante anteponendolo al proprio e instaura con lui un rapporto di filiazione adottiva, ma senza acquisire rapporti di parentela con la famiglia dell'adottante né perdere quelli con la propria famiglia di origine. Si configura così un legame essenzialmente bilaterale tra adottante e adottato. Questa caratteristica distingue radicalmente l'istituto dall'adozione del minore, che invece inserisce pienamente l'adottato nella famiglia adottiva recidendo i precedenti vincoli.

Profili successori dell'adozione di persone maggiori di eta'

Un aspetto di grande rilievo pratico riguarda la successione. L'adottato maggiorenne acquista diritti successori nei confronti dell'adottante, divenendone successibile; non acquista invece, di regola, diritti verso i parenti dell'adottante. Specularmente, l'adottante non succede all'adottato. La conservazione dei rapporti con la famiglia di origine comporta che l'adottato mantenga anche i diritti successori verso i propri congiunti naturali. La corretta comprensione di questo assetto e' essenziale per chi affronti la pianificazione successoria o la ricostruzione dell'asse ereditario in presenza di un'adozione di maggiorenne, fattispecie cui la rubrica novellata dall'art. 63 fa espresso riferimento.

La continuita' con la tradizione e le esigenze attuali

L'adozione di persone maggiori di eta', cui l'art. 63 riserva il capo codicistico, affonda le radici nella tradizione giuridica più antica, in cui l'adozione serviva soprattutto a perpetuare il nome e a regolare la trasmissione del patrimonio. Pur conservando questa impostazione, l'istituto risponde oggi anche a esigenze di consolidamento di legami affettivi già esistenti, come nel caso dell'adozione del figlio del coniuge divenuto maggiorenne. La rubrica novellata, separando nettamente questo istituto dall'adozione del minore, consente di leggerne le finalita' senza confonderle con quelle, profondamente diverse, della tutela del minore privo di un ambiente familiare idoneo. La distinzione sistematica voluta dalla riforma e', anche sotto questo profilo, una garanzia di chiarezza.

Casi pratici

Caso 1: l'adozione del figlio del coniuge già adulto

Tizio desidera adottare il figlio maggiorenne della propria moglie per trasmettergli il cognome e inserirlo nella linea successoria. La fattispecie ricade nell'adozione di persone maggiori di eta' disciplinata dal capo richiamato dall'art. 63: l'adottato conservera' i rapporti con la famiglia di origine e assumera' il cognome dell'adottante secondo i criteri di legge.

Caso 2: il binario sbagliato

Caio si rivolge al tribunale per i minorenni per adottare una persona ormai maggiorenne. La rubrica novellata dall'art. 63 chiarisce che la disciplina applicabile e' quella codicistica dell'adozione dei maggiorenni, con procedimento diverso. Il caso illustra l'utilita' della corretta individuazione del binario.

Domande frequenti

Cosa fa l'art. 63 della legge 184 del 1983?

Sostituisce l'intitolazione del capo II del titolo VIII del libro I del codice civile con la rubrica 'Delle forme dell'adozione di persone di maggiore eta'', delimitando la disciplina codicistica all'adozione dei maggiorenni.

Perche' e' importante modificare una semplice rubrica?

Perche' la rubrica orienta l'interprete sull'oggetto della disciplina: la modifica segnala che il codice civile, dopo la riforma, regola solo l'adozione dei maggiorenni, mentre quella dei minori e' affidata alla legge speciale.

Qual e' la differenza tra adozione del minore e del maggiorenne?

L'adozione del minore e' legittimante, recide i legami con la famiglia di origine ed e' finalizzata all'interesse del minore; quella del maggiorenne non recide quei legami e risponde a esigenze di nome e patrimonio.

L'adottato maggiorenne perde i rapporti con la famiglia di origine?

No. Nell'adozione di persone maggiori di eta' l'adottato conserva diritti e doveri verso la propria famiglia di origine: si crea un legame aggiuntivo, non sostitutivo.

Davanti a quale giudice si svolge l'adozione del maggiorenne?

L'adozione di maggiorenni segue le regole del codice civile, con un procedimento distinto da quello dell'adozione dei minori, riservato al tribunale per i minorenni.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Fonti consultate: 1 fonte verificate
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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