Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 7 L. 219/2017 – Clausola di invarianza finanziaria
Testo vigente – Legge 22 dicembre 2017, n. 219 (aggiornato da Normattiva)
1. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono all'attuazione delle disposizioni della presente legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'art. 7 della legge 219/2017 stabilisce che tutto ciò che la legge prevede in tema di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento deve essere realizzato dalle pubbliche amministrazioni con le risorse già disponibili, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Che cos'è una clausola di invarianza finanziaria
La clausola di invarianza finanziaria - detta anche clausola di neutralità finanziaria - è una disposizione ricorrente nella tecnica legislativa italiana. Con essa il legislatore dichiara che l'attuazione di una nuova legge non genera spese aggiuntive a carico del bilancio dello Stato o degli enti pubblici, perché le amministrazioni coinvolte vi faranno fronte riorganizzando le risorse di cui già dispongono. Si tratta di una formula quasi di stile, che però assolve una funzione precisa: consentire l'approvazione della legge senza dover individuare una copertura finanziaria specifica.
Il fondamento costituzionale
La ragione di queste clausole risiede nell'articolo 81 della Costituzione, che impone a ogni legge di provvedere alla copertura dei nuovi o maggiori oneri che essa determina. Quando il legislatore ritiene che una riforma possa essere attuata «a saldi invariati» - cioè senza incrementare la spesa pubblica - inserisce la clausola di invarianza, attestando l'assenza di oneri e dispensandosi così dall'indicare nuove entrate o tagli compensativi. La Ragioneria generale dello Stato verifica la plausibilità di tale attestazione nel corso dell'esame parlamentare.
Cosa significa in concreto per il Servizio sanitario
Nel caso della legge sul biotestamento, le «amministrazioni pubbliche interessate» sono soprattutto le aziende sanitarie, le Regioni, i Comuni (per la raccolta delle DAT) e il Ministero della salute. La clausola impone loro di assorbire nelle attività ordinarie gli adempimenti introdotti dalla legge: la raccolta del consenso informato, la conservazione delle disposizioni anticipate di trattamento, l'informazione ai pazienti, il coinvolgimento nelle cure palliative. Non sono previsti finanziamenti dedicati: tutto deve avvenire nell'ambito delle dotazioni esistenti di personale, strutture e bilancio.
Il dibattito sulla sostenibilità
La clausola ha sollevato critiche da parte di chi osserva che alcuni obiettivi della legge - la diffusione effettiva delle DAT, la formazione del personale, il potenziamento delle cure palliative richiamate dall'art. 2 - difficilmente si realizzano senza investimenti. La previsione di una banca dati nazionale delle DAT, istituita successivamente, ha richiesto a sua volta risorse organizzative. Resta fermo, in ogni caso, che la clausola incide sul piano dei mezzi e dell'organizzazione, non su quello dei diritti: le facoltà riconosciute alla persona dagli articoli da 1 a 5 restano pienamente esigibili a prescindere dalle disponibilità di bilancio.
Casi pratici
Caso 1: l'azienda sanitaria e i nuovi adempimenti
Una ASL deve organizzare la raccolta e la conservazione delle disposizioni anticipate di trattamento dei propri assistiti. In forza dell'art. 7 non riceve un finanziamento ad hoc: deve individuare al proprio interno il personale e gli strumenti per gestire l'attività, riorganizzando i flussi esistenti. La clausola di invarianza non sospende l'obbligo, ma impone di realizzarlo con le risorse disponibili.
Caso 2: il cittadino e l'esigibilità del diritto
Tizio intende depositare le proprie DAT presso il Comune di residenza. L'ufficio non potrebbe rifiutare il servizio adducendo la mancanza di fondi dedicati: i diritti riconosciuti dalla legge restano esigibili indipendentemente dalla clausola di invarianza, che riguarda i rapporti finanziari interni alle amministrazioni e non la posizione del cittadino.
Domande frequenti
Che cosa significa «clausola di invarianza finanziaria»?
Significa che l'attuazione della legge non deve comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: le amministrazioni interessate vi provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente.
Perché molte leggi contengono una clausola del genere?
Per rispettare l'art. 81 della Costituzione, che impone la copertura finanziaria di ogni nuovo onere. Dichiarando l'invarianza, il legislatore attesta che la riforma può essere attuata senza spesa aggiuntiva e non deve indicare nuove coperture.
La clausola limita i diritti del paziente?
No. Ha natura contabile e riguarda i mezzi con cui le amministrazioni attuano la legge. I diritti sostanziali - consenso informato, rifiuto delle cure, DAT, pianificazione condivisa - restano pienamente riconosciuti ed esigibili.
Chi sono le «amministrazioni pubbliche interessate»?
Soprattutto le aziende sanitarie, le Regioni, i Comuni che raccolgono le DAT e il Ministero della salute, che devono attuare la legge nell'ambito delle proprie dotazioni ordinarie.
Una ASL può rifiutare un adempimento per mancanza di fondi?
No: la clausola non sospende gli obblighi previsti dalla legge, ma impone di realizzarli con le risorse esistenti. Il cittadino conserva il diritto di accedere ai servizi previsti.
Fonti consultate: 1 fonte verificate