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La guida

CCNL Formazione Professionale

TFR e fine rapporto nel CCNL Formazione Professionale Enti

Come si calcola il trattamento di fine rapporto, quando si può anticipare, come funziona la destinazione al fondo Previfonder e cosa riceve il lavoratore alla cessazione del rapporto.

In sintesi

Il TFR nel CCNL Formazione Professionale è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e dalla l. 297/1982. Si accantona ogni anno una quota pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5 (circa il 7,41%). È rivalutato annualmente (75% inflazione ISTAT + 1,5%). Può essere destinato al fondo Previfonder (contributo datoriale 2%). L’anticipazione è possibile dopo 8 anni di servizio per specifiche esigenze.

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Dati contrattuali e normativi

Parti datoriali
FORMA · CENFOP
Parti sindacali
FLC-CGIL · CISL Scuola · UIL Scuola RUA · SNALS-CONFSAL
Base normativa TFR
Art. 2120 c.c., L. 297/1982
Fondo previdenza complementare
Previfonder (contributo datoriale 2%)

Tabella riepilogativa

TFR: maturazione indicativa per livello – CCNL Formazione Professionale (minimi settembre 2025)
Livello Retribuzione annua lorda (×13) TFR annuo lordo (÷13,5) TFR dopo 10 anni (indicativo)
I 21.268 € 1.575 € ~16.900 €
III 23.850 € 1.767 € ~18.950 €
V 26.749 € 1.981 € ~21.240 €
VII 31.728 € 2.350 € ~25.200 €
IX 41.896 € 3.103 € ~33.250 €

Nota: i valori dopo 10 anni includono la rivalutazione annuale (75% ISTAT + 1,5%, su base storica media). Il TFR effettivo dipende dall’inflazione reale e dalla retribuzione effettiva percepita (che include anche tredicesima, straordinari ed eventuali superminimi). Importi lordi al lordo dell’imposta sostitutiva del 17%.

Come si calcola il TFR: la formula di legge

Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 del codice civile. La formula di accantonamento è la seguente:

  • Quota annua da accantonare = retribuzione annua utile ai fini TFR / 13,5;
  • La retribuzione utile comprende: tutte le voci della retribuzione in godimento, compresa la tredicesima mensilità, ma escluse le voci aventi carattere di rimborso spese;
  • Il divisore 13,5 è fisso per legge (non modificabile dal CCNL);
  • La quota annua si accanfona nel conto individuale TFR del lavoratore.

A fine anno il TFR già accantonato viene rivalutato della misura pari al 75% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, più un tasso fisso dell’1,5% (art. 2120, comma 4, c.c.).

Destinazione del TFR: azienda o Previfonder

Dalla l. 296/2006 (legge Finanziaria 2007), i nuovi lavoratori assunti hanno 6 mesi di tempo dalla prima assunzione per scegliere se:

  • Mantenere il TFR in azienda: il datore lo accanfona internamente (o lo versa al Fondo di Tesoreria INPS per le aziende sopra 49 dipendenti);
  • Destinarlo a un fondo di previdenza complementare: nel settore della formazione professionale il fondo di riferimento è Previfonder, costituito nel 2026 per i lavoratori a cui si applica il CCNL AGIDAE.

Se il lavoratore non esprime la scelta entro 6 mesi (silenzio-assenso), il TFR viene destinato per default al fondo complementare di riferimento del settore. Il CCNL prevede che il datore di lavoro contribuisca a Previfonder con il 2% della retribuzione, indipendentemente dalla scelta del lavoratore sul TFR. La contribuzione datoriale al fondo è un beneficio aggiuntivo rispetto al TFR.

L’anticipazione del TFR

Il lavoratore può richiedere un’anticipazione del TFR maturato nei seguenti casi (art. 2120 c.c.):

  • Acquisto o restauro della prima casa di abitazione per sé o per i figli;
  • Spese sanitarie straordinarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche;
  • Per fruire dei congedi parentali o formativi previsti dalla legge;
  • Per far fronte ad altre cause previste dalla legge.

La richiesta può essere presentata dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, una sola volta nell’arco del rapporto. L’anticipazione non può superare il 70% del TFR maturato. La domanda va presentata per iscritto con la documentazione giustificativa.

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Il TFR alla cessazione del rapporto

Alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa, il lavoratore ha diritto alla liquidazione del TFR maturato. Il TFR è assoggettato a tassazione separata (IRPEF con aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito, calcolata dall’Agenzia delle Entrate). L’aliquota applicata è solitamente inferiore a quella ordinaria, rendendo il TFR uno strumento di risparmio fiscalmente favorevole.

Casi pratici

Tizio – Formatore al livello V dopo 5 anni di servizio
Tizio è formatore al livello V con 5 anni di anzianità. La sua retribuzione annua ai fini TFR è circa 26.749 € (minimo × 13). La quota annua di TFR è 26.749 / 13,5 = 1.981 €. Dopo 5 anni (con rivalutazione annua media del 2,5%) ha accumulato indicativamente 10.400 € lordi di TFR. Può presentare domanda di anticipazione solo dopo 8 anni (non ancora maturati).
Caia – Coordinatrice al livello VII che aderisce a Previfonder
Caia aderisce a Previfonder destinando il proprio TFR futuro al fondo. Il datore contribuisce automaticamente il 2% della retribuzione (circa 634 €/anno aggiuntivi). Caia sceglie di versare anche un contributo volontario pari al 2% (ulteriori 634 €/anno). La somma dei contributi (TFR + datore 2% + volontario 2%) si accumula nel fondo con rendimenti di mercato. Al pensionamento, Caia potrà scegliere tra rendita, capitale o combinazione dei due.
Sempronio – Impiegato al livello III che acquista casa dopo 8 anni
Sempronio ha 9 anni di servizio e ha maturato circa 16.000 € di TFR. Vuole acquistare la prima casa con un mutuo e richiede all’ente un’anticipazione del 70% del TFR maturato: 16.000 × 0,70 = 11.200 €. Presenta la documentazione del preliminare di compravendita. L’ente eroga l’anticipazione entro 60 giorni dalla richiesta. L’importo sarà detratto dal TFR finale alla cessazione del rapporto.

Quanto TFR hai maturato?

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Domande frequenti

Come si calcola il TFR nel CCNL Formazione Professionale?
Il TFR si calcola dividendo la retribuzione annua lorda (compresa la tredicesima) per 13,5. La quota annua è rivalutata ogni anno del 75% dell’inflazione ISTAT più 1,5% (art. 2120 c.c.).
Quando si riceve il TFR nel CCNL Formazione Professionale?
Il TFR è corrisposto alla cessazione del rapporto di lavoro, qualunque ne sia la causa. La liquidazione deve avvenire entro il giorno di cessazione o nel cedolino del mese successivo.
È possibile anticipare il TFR nel CCNL Formazione Professionale?
Sì, dopo almeno 8 anni di servizio, per acquisto prima casa, spese mediche straordinarie o congedo parentale/formativo. L’anticipazione non può superare il 70% del TFR maturato e è consentita una sola volta.
Cosa è Previfonder e come funziona?
Previfonder è il fondo di previdenza complementare per i lavoratori del settore AGIDAE (inclusa la formazione professionale). Il datore contribuisce con il 2% della retribuzione. Il lavoratore può destinare il TFR futuro al fondo e aggiungere contributi volontari. È uno strumento per costruire una pensione complementare con vantaggi fiscali.
Se lascio il lavoro dopo pochi mesi perdo il TFR?
No. Il TFR matura dal primo giorno di rapporto e spetta sempre, indipendentemente dalla durata del servizio e dalla causa della cessazione.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima, premi e fondo incentivi.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Formazione Professionale 2024-2027 (firma del 1° marzo 2024). Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e dalla l. 297/1982 (istituti di legge). Previfonder è il fondo di previdenza complementare di settore (informazioni aggiornate a maggio 2026). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS-CONFSAL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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