Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Formazione Professionale

TFR e fine rapporto nel CCNL Formazione Professionale Enti

Come si calcola il trattamento di fine rapporto, quando si può anticipare, come funziona la destinazione al fondo Previfonder e cosa riceve il lavoratore alla cessazione del rapporto.

In sintesi

Il TFR nel CCNL Formazione Professionale è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e dalla l. 297/1982. Si accantona ogni anno una quota pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5 (circa il 7,41%). È rivalutato annualmente (75% inflazione ISTAT + 1,5%). Può essere destinato al fondo Previfonder (contributo datoriale 2%). L’anticipazione è possibile dopo 8 anni di servizio per specifiche esigenze.

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Dati contrattuali e normativi

Parti datoriali
FORMA · CENFOP
Parti sindacali
FLC-CGIL · CISL Scuola · UIL Scuola RUA · SNALS-CONFSAL
Base normativa TFR
Art. 2120 c.c., L. 297/1982
Fondo previdenza complementare
Previfonder (contributo datoriale 2%)

Tabella riepilogativa

TFR: maturazione indicativa per livello – CCNL Formazione Professionale (minimi settembre 2025)
Livello Retribuzione annua lorda (×13) TFR annuo lordo (÷13,5) TFR dopo 10 anni (indicativo)
I 21.268 € 1.575 € ~16.900 €
III 23.850 € 1.767 € ~18.950 €
V 26.749 € 1.981 € ~21.240 €
VII 31.728 € 2.350 € ~25.200 €
IX 41.896 € 3.103 € ~33.250 €

Nota: i valori dopo 10 anni includono la rivalutazione annuale (75% ISTAT + 1,5%, su base storica media). Il TFR effettivo dipende dall’inflazione reale e dalla retribuzione effettiva percepita (che include anche tredicesima, straordinari ed eventuali superminimi). Importi lordi al lordo dell’imposta sostitutiva del 17%.

Come si calcola il TFR: la formula di legge

Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 del codice civile. La formula di accantonamento è la seguente:

  • Quota annua da accantonare = retribuzione annua utile ai fini TFR / 13,5;
  • La retribuzione utile comprende: tutte le voci della retribuzione in godimento, compresa la tredicesima mensilità, ma escluse le voci aventi carattere di rimborso spese;
  • Il divisore 13,5 è fisso per legge (non modificabile dal CCNL);
  • La quota annua si accanfona nel conto individuale TFR del lavoratore.

A fine anno il TFR già accantonato viene rivalutato della misura pari al 75% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, più un tasso fisso dell’1,5% (art. 2120, comma 4, c.c.).

Destinazione del TFR: azienda o Previfonder

Dalla l. 296/2006 (legge Finanziaria 2007), i nuovi lavoratori assunti hanno 6 mesi di tempo dalla prima assunzione per scegliere se:

  • Mantenere il TFR in azienda: il datore lo accanfona internamente (o lo versa al Fondo di Tesoreria INPS per le aziende sopra 49 dipendenti);
  • Destinarlo a un fondo di previdenza complementare: nel settore della formazione professionale il fondo di riferimento è Previfonder, costituito nel 2026 per i lavoratori a cui si applica il CCNL AGIDAE.

Se il lavoratore non esprime la scelta entro 6 mesi (silenzio-assenso), il TFR viene destinato per default al fondo complementare di riferimento del settore. Il CCNL prevede che il datore di lavoro contribuisca a Previfonder con il 2% della retribuzione, indipendentemente dalla scelta del lavoratore sul TFR. La contribuzione datoriale al fondo è un beneficio aggiuntivo rispetto al TFR.

L’anticipazione del TFR

Il lavoratore può richiedere un’anticipazione del TFR maturato nei seguenti casi (art. 2120 c.c.):

  • Acquisto o restauro della prima casa di abitazione per sé o per i figli;
  • Spese sanitarie straordinarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche;
  • Per fruire dei congedi parentali o formativi previsti dalla legge;
  • Per far fronte ad altre cause previste dalla legge.

La richiesta può essere presentata dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, una sola volta nell’arco del rapporto. L’anticipazione non può superare il 70% del TFR maturato. La domanda va presentata per iscritto con la documentazione giustificativa.

Il TFR alla cessazione del rapporto

Alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa, il lavoratore ha diritto alla liquidazione del TFR maturato. Il TFR è assoggettato a tassazione separata (IRPEF con aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito, calcolata dall’Agenzia delle Entrate). L’aliquota applicata è solitamente inferiore a quella ordinaria, rendendo il TFR uno strumento di risparmio fiscalmente favorevole.

Casi pratici

Tizio – Formatore al livello V dopo 5 anni di servizio
Tizio è formatore al livello V con 5 anni di anzianità. La sua retribuzione annua ai fini TFR è circa 26.749 € (minimo × 13). La quota annua di TFR è 26.749 / 13,5 = 1.981 €. Dopo 5 anni (con rivalutazione annua media del 2,5%) ha accumulato indicativamente 10.400 € lordi di TFR. Può presentare domanda di anticipazione solo dopo 8 anni (non ancora maturati).
Caia – Coordinatrice al livello VII che aderisce a Previfonder
Caia aderisce a Previfonder destinando il proprio TFR futuro al fondo. Il datore contribuisce automaticamente il 2% della retribuzione (circa 634 €/anno aggiuntivi). Caia sceglie di versare anche un contributo volontario pari al 2% (ulteriori 634 €/anno). La somma dei contributi (TFR + datore 2% + volontario 2%) si accumula nel fondo con rendimenti di mercato. Al pensionamento, Caia potrà scegliere tra rendita, capitale o combinazione dei due.
Sempronio – Impiegato al livello III che acquista casa dopo 8 anni
Sempronio ha 9 anni di servizio e ha maturato circa 16.000 € di TFR. Vuole acquistare la prima casa con un mutuo e richiede all’ente un’anticipazione del 70% del TFR maturato: 16.000 × 0,70 = 11.200 €. Presenta la documentazione del preliminare di compravendita. L’ente eroga l’anticipazione entro 60 giorni dalla richiesta. L’importo sarà detratto dal TFR finale alla cessazione del rapporto.

Quanto TFR hai maturato?

Calcola il TFR netto: accantonamento annuo, rivalutazione ISTAT e tassazione separata, partendo dalla retribuzione del tuo CCNL.

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Domande frequenti

Come si calcola il TFR nel CCNL Formazione Professionale?
Il TFR si calcola dividendo la retribuzione annua lorda (compresa la tredicesima) per 13,5. La quota annua è rivalutata ogni anno del 75% dell’inflazione ISTAT più 1,5% (art. 2120 c.c.).
Quando si riceve il TFR nel CCNL Formazione Professionale?
Il TFR è corrisposto alla cessazione del rapporto di lavoro, qualunque ne sia la causa. La liquidazione deve avvenire entro il giorno di cessazione o nel cedolino del mese successivo.
È possibile anticipare il TFR nel CCNL Formazione Professionale?
Sì, dopo almeno 8 anni di servizio, per acquisto prima casa, spese mediche straordinarie o congedo parentale/formativo. L’anticipazione non può superare il 70% del TFR maturato e è consentita una sola volta.
Cosa è Previfonder e come funziona?
Previfonder è il fondo di previdenza complementare per i lavoratori del settore AGIDAE (inclusa la formazione professionale). Il datore contribuisce con il 2% della retribuzione. Il lavoratore può destinare il TFR futuro al fondo e aggiungere contributi volontari. È uno strumento per costruire una pensione complementare con vantaggi fiscali.
Se lascio il lavoro dopo pochi mesi perdo il TFR?
No. Il TFR matura dal primo giorno di rapporto e spetta sempre, indipendentemente dalla durata del servizio e dalla causa della cessazione.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima, premi e fondo incentivi.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Formazione Professionale 2024-2027 (firma del 1° marzo 2024). Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e dalla l. 297/1982 (istituti di legge). Previfonder è il fondo di previdenza complementare di settore (informazioni aggiornate a maggio 2026). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS-CONFSAL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il TFR (art. 2120 c.c., L. 297/1982) si accantona ogni anno dividendo la retribuzione utile per 13,5.
  • Il fondo accantonato si rivaluta annualmente con un tasso fisso dell'1,5% più il 75% dell'aumento ISTAT dei prezzi.
  • Il lavoratore può destinare il TFR a una forma di previdenza complementare in alternativa al mantenimento in azienda.
  • L'anticipazione e' possibile, a certe condizioni di anzianita' e per causali tipiche (sanita', acquisto prima casa).
  • Le aliquote di rivalutazione effettive e i contributi ai fondi seguono i dati ufficiali aggiornati.
Indice dei contenuti

Nel settore della formazione professionale, fatto di enti accreditati, progetti finanziati e personale docente e amministrativo, il trattamento di fine rapporto e' spesso la voce più rilevante che il lavoratore matura nel tempo. La sua disciplina, ancorata all'art. 2120 c.c. e alla legge 297/1982, e' tecnica ma conoscibile: capire come si accantona, come si rivaluta e quando si può anticipare aiuta a programmare scelte importanti.

La natura e la funzione del TFR

Il TFR e' una forma di retribuzione differita: una quota del compenso che, anziche' essere erogata mese per mese, viene accantonata e corrisposta alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa. La sua funzione e' offrire al lavoratore un sostegno economico nel passaggio da un'occupazione all'altra o all'uscita dal mercato del lavoro. Proprio per questa funzione previdenziale il legislatore lo circonda di garanzie, fino a prevedere l'intervento di un Fondo pubblico in caso di insolvenza del datore.

Come si calcola l'accantonamento annuo

Il meccanismo dell'art. 2120 c.c. e' lineare: per ciascun anno di servizio si accantona una quota pari alla retribuzione utile dell'anno divisa per 13,5. La retribuzione utile comprende, salvo diversa previsione collettiva, tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto, comprese le mensilita' aggiuntive. Per i periodi inferiori all'anno la quota si proporziona ai mesi; le frazioni di mese pari o superiori a quindici giorni si computano come mese intero.

La rivalutazione del fondo

Il TFR accantonato non resta fermo: si rivaluta ogni anno, al 31 dicembre, applicando un coefficiente composto da una parte fissa dell'1,5% e da una parte variabile pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo proteggela somma dall'erosione inflazionistica, sia pure parzialmente. Il coefficiente effettivo di ciascun anno dipende dall'inflazione registrata e va letto sui dati ufficiali aggiornati pubblicati periodicamente.

La destinazione alla previdenza complementare

Il lavoratore può scegliere di lasciare il TFR in azienda oppure di destinarlo a una forma di previdenza complementare, come un fondo pensione di settore. La scelta, una volta effettuata verso la previdenza complementare, e' di norma irreversibile. Conferire il TFR a un fondo significa rinunciare alla rivalutazione di legge in cambio del rendimento del fondo, potenzialmente più alto ma non garantito, spesso accompagnato da un contributo aggiuntivo a carico del datore previsto dalla contrattazione.

L'anticipazione del TFR

La legge consente di chiedere un'anticipazione del TFR maturato, di norma dopo un'anzianita' minima di servizio e per causali tipiche: spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per se' o per i figli, fruizione di congedi. L'anticipazione e' contenuta entro una percentuale del maturato e può essere richiesta una sola volta nel corso del rapporto, salvo migliori previsioni contrattuali. Il datore deve soddisfare le richieste entro i limiti annui fissati dalla legge in rapporto al numero di dipendenti.

La liquidazione alla cessazione

Alla fine del rapporto il TFR maturato e rivalutato viene liquidato al lavoratore, al netto dell'eventuale anticipazione già percepita e con la tassazione separata propria di questo istituto. Nei casi di insolvenza del datore interviene il Fondo di garanzia gestito dall'INPS. La corretta ricostruzione del montante, anno per anno, e' essenziale: errori di accantonamento o di rivalutazione si traducono in differenze che emergono proprio al momento della liquidazione.

Domande frequenti

Come si calcola il TFR ogni anno?

Si accantona la retribuzione utile dell'anno divisa per 13,5 (art. 2120 c.c.), proporzionando per i periodi inferiori all'anno.

Il TFR si rivaluta?

Si'. Ogni anno si applica un coefficiente pari all'1,5% fisso piu' il 75% dell'aumento ISTAT dei prezzi; il valore effettivo segue i dati ufficiali aggiornati.

Posso destinare il TFR a un fondo pensione?

Si'. Puoi lasciarlo in azienda o conferirlo alla previdenza complementare; questa seconda scelta e' di norma irreversibile.

Quando posso chiedere un'anticipazione?

Di norma dopo una certa anzianita' di servizio e per causali tipiche come spese sanitarie o acquisto della prima casa, entro i limiti di legge.

Cosa succede se l'ente non paga il TFR?

In caso di insolvenza del datore interviene il Fondo di garanzia gestito dall'INPS, che liquida il TFR maturato.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.