Indice
- L'art. 42-bis disciplina la cosiddetta acquisizione sanante: l'autorità che utilizza senza titolo un bene per scopi di interesse pubblico può acquisirlo al proprio patrimonio indisponibile.
- L'acquisto avviene con un apposito provvedimento, non retroattivo, previa valutazione comparativa degli interessi in conflitto.
- Al proprietario spetta un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale.
- Ha sostituito il previgente art. 43, dichiarato incostituzionale; la Corte costituzionale ne ha confermato la legittimità.
- Le controversie appartengono alla giurisdizione amministrativa.
Testo dell'articoloVigente
Art. 42-bis T.U. Espropriazione — Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico
D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità
1. Valutati gli interessi in conflitto, l’autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico, modificato in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, può disporre che esso sia acquisito, non retroattivamente, al suo patrimonio indisponibile e che al proprietario sia corrisposto un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, quest’ultimo forfetariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene.
2. Il provvedimento di acquisizione può essere adottato anche quando sia stato annullato l’atto da cui sia sorto il vincolo preordinato all’esproprio, l’atto che abbia dichiarato la pubblica utilità di un’opera o il decreto di esproprio. Il provvedimento di acquisizione può essere adottato anche durante la pendenza di un giudizio per l’annullamento degli atti di cui al primo periodo del presente comma, se l’amministrazione che ha adottato l’atto impugnato lo ritira. In tali casi, le somme eventualmente già erogate al proprietario a titolo di indennizzo, maggiorate dell’interesse legale, sono detratte da quelle dovute ai sensi del presente articolo.
3. Salvi i casi in cui la legge disponga altrimenti, l’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale di cui al comma 1 è determinato in misura corrispondente al valore venale del bene utilizzato per scopi di pubblica utilità e, se l’occupazione riguarda un terreno edificabile, sulla base delle disposizioni dell’articolo 37, commi 3, 4, 5, 6 e 7. Per il periodo di occupazione senza titolo è computato a titolo risarcitorio, se dagli atti del procedimento non risulta la prova di una diversa entità del danno, l’interesse del cinque per cento annuo sul valore determinato ai sensi del presente comma.
4. Il provvedimento di acquisizione, recante l’indicazione delle circostanze che hanno condotto alla indebita utilizzazione dell’area e se possibile la data dalla quale essa ha avuto inizio, è specificamente motivato in riferimento alle attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico che ne giustificano l’emanazione, valutate comparativamente con i contrapposti interessi privati ed evidenziando l’assenza di ragionevoli alternative alla sua adozione; nell’atto è liquidato l’indennizzo di cui al comma 1 e ne è disposto il pagamento entro il termine di trenta giorni. L’atto è notificato al proprietario e comporta il passaggio del diritto di proprietà sotto condizione sospensiva del pagamento delle somme dovute ai sensi del comma 1, ovvero del loro deposito effettuato ai sensi dell’articolo 20, comma 14; è soggetto a trascrizione presso la conservatoria dei registri immobiliari a cura dell’amministrazione procedente ed è trasmesso in copia all’ufficio istituito ai sensi dell’articolo 14, comma 2.
5. Se le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 4 sono applicate quando un terreno sia stato utilizzato per finalità di edilizia residenziale pubblica, agevolata o convenzionata, ovvero quando si tratta di terreno destinato a essere attribuito per finalità di interesse pubblico in uso speciale a soggetti privati, il provvedimento è di competenza dell’autorità che ha occupato il terreno e la liquidazione forfetaria dell’indennizzo per il pregiudizio non patrimoniale è pari al venti per cento del valore venale del bene.
6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, in quanto compatibili, anche quando è imposta una servitù e il bene continua a essere utilizzato dal proprietario o dal titolare di un altro diritto reale; in tal caso l’autorità amministrativa, con oneri a carico dei soggetti beneficiari, può procedere all’eventuale acquisizione del diritto di servitù al patrimonio dei soggetti, privati o pubblici, titolari di concessioni, autorizzazioni o licenze o che svolgono servizi di interesse pubblico nei settori dei trasporti, telecomunicazioni, acqua o energia.
7. L’autorità che emana il provvedimento di acquisizione di cui al presente articolo né dà comunicazione, entro trenta giorni, alla Corte dei conti mediante trasmissione di copia integrale.
8. Le disposizioni del presente articolo trovano altresì applicazione ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore ed anche se vi è già stato un provvedimento di acquisizione successivamente ritirato o annullato, ma deve essere comunque rinnovata la valutazione di attualità e prevalenza dell’interesse pubblico a disporre l’acquisizione; in tal caso, le somme già erogate al proprietario, maggiorate dell’interesse legale, sono detratte da quelle dovute ai sensi del presente articolo.
Stesso numero, altri codici
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- Art. 42 bis Codice Civile: Trasformazione, fusione e scissione
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Commento
Oggetto e ratio
L'art. 42-bis offre all'amministrazione uno strumento per regolarizzare le situazioni in cui un bene immobile privato è stato utilizzato per scopi di interesse pubblico in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o di dichiarazione di pubblica utilità. La norma intende ricondurre a legalità tali utilizzazioni, evitando l'illecito permanente e assicurando al privato un ristoro adeguato.
I presupposti dell'acquisizione
L'acquisizione presuppone l'utilizzazione di fatto del bene modificato per scopi di interesse pubblico e una valutazione attuale e comparativa degli interessi in conflitto, da cui emerga l'eccezionale prevalenza dell'interesse pubblico e l'assenza di ragionevoli alternative alla sua acquisizione. La motivazione del provvedimento deve dare conto di questa ponderazione.
Il provvedimento di acquisizione
L'acquisto della proprietà avviene con un atto formale dell'autorità, che dispone l'acquisizione al patrimonio indisponibile. L'effetto è espressamente non retroattivo: la proprietà passa all'amministrazione dal momento del provvedimento, non dalla data della precedente occupazione. Questo è uno degli elementi che distinguono l'attuale istituto dalle figure pretorie del passato.
L'indennizzo
Al proprietario è dovuto un indennizzo comprensivo del valore venale del bene per il pregiudizio patrimoniale, oltre a una somma a titolo di pregiudizio non patrimoniale; è inoltre previsto il ristoro per il periodo di occupazione senza titolo. La quantificazione del ristoro è parte integrante del provvedimento di acquisizione.
Il rapporto con il previgente art. 43
L'art. 42-bis ha sostituito l'art. 43, che era stato dichiarato costituzionalmente illegittimo. La Corte costituzionale ha successivamente ritenuto il nuovo istituto compatibile con la Costituzione e con la Convenzione europea, valorizzandone la non retroattività, la rinnovata valutazione degli interessi e la completezza dell'indennizzo. Si tratta dunque dello strumento oggi vigente per le utilizzazioni senza titolo.
Profili di tutela
Le controversie relative all'acquisizione sanante appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo, trattandosi di esercizio di un potere autoritativo. Il privato può contestare davanti al TAR i vizi del provvedimento (ad esempio il difetto della valutazione comparativa o della motivazione), oltre a far valere le proprie ragioni sulla congruità dell'indennizzo nei limiti della giurisdizione amministrativa sulla materia.
Pronunce della Corte Costituzionale
Sentenza n. 71/2015
Non fondatezza
La Corte ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 42-bis t.u., ritenendo l'istituto dell'acquisizione sanante compatibile con la Costituzione e con la CEDU, a differenza del previgente art. 43. Ha valorizzato il carattere non retroattivo dell'acquisto, la rinnovata e specifica valutazione degli interessi in conflitto da parte dell'amministrazione e l'obbligo di un indennizzo comprensivo del valore venale del bene e del pregiudizio non patrimoniale.
Casi pratici
Caso 1: Strada costruita senza esproprio
Il Comune ha realizzato una strada sul terreno di Tizio senza completare l'esproprio. Per regolarizzare, adotta un provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis, motivando la prevalenza dell'interesse pubblico e liquidando l'indennizzo.
Caso 2: Indennizzo patrimoniale e non patrimoniale
Caio, proprietario di un fondo occupato senza titolo, ottiene con l'acquisizione un indennizzo pari al valore venale del bene, una somma per il pregiudizio non patrimoniale e il ristoro per il periodo di occupazione.
Caso 3: Impugnazione del provvedimento
Sempronio impugna davanti al TAR il provvedimento di acquisizione del suo terreno, lamentando l'assenza di un'effettiva valutazione comparativa degli interessi e il difetto di motivazione sull'assenza di alternative.
Domande frequenti
Che cos'è l'acquisizione sanante?
È l'istituto, previsto dall'art. 42-bis, con cui l'amministrazione che utilizza senza titolo un bene per scopi di interesse pubblico può acquisirlo al proprio patrimonio indisponibile con apposito provvedimento e indennizzo.
L'acquisizione ha effetto retroattivo?
No. L'acquisto della proprietà avviene dal momento del provvedimento e non dalla data della precedente occupazione: l'effetto è espressamente non retroattivo.
Quale indennizzo spetta al proprietario?
Un indennizzo comprensivo del valore venale del bene per il pregiudizio patrimoniale, di una somma per il pregiudizio non patrimoniale e del ristoro per il periodo di occupazione senza titolo.
Quale giudice è competente?
Le controversie sull'acquisizione sanante appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo (TAR e Consiglio di Stato).
Vedi anche