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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 33 disciplina l'esproprio di parte di un bene unitario.
  • L'indennità tiene conto del deprezzamento della parte residua.
  • Se la parte residua diventa inservibile, il proprietario può chiedere l'esproprio totale.
  • Si valuta il bene come un'unità economica e funzionale.
  • Tutela il proprietario dal pregiudizio sulla porzione non espropriata.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 33 T.U. Espropriazione — Espropriazione parziale di un bene unitario

D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità

1. Nel caso di esproprio parziale di un bene unitario, il valore della parte espropriata è determinato tenendo conto della relativa diminuzione di valore.

2. Se dall’esecuzione dell’opera deriva un vantaggio immediato e speciale alla parte non espropriata del bene, dalla somma relativa al valore della parte espropriata è detratto l’importo corrispondente al medesimo vantaggio.

3. Non si applica la riduzione di cui al comma 2, qualora essa risulti superiore ad un quarto della indennità dovuta ed il proprietario abbandoni l’intero bene. L’espropriante può non accettare l’abbandono, qualora corrisponda una somma non inferiore ai tre quarti dell’indennità dovuta. In ogni caso l’indennità dovuta dall’espropriante non può essere inferiore alla metà di quella che gli spetterebbe ai sensi del comma 1.

Commento

Oggetto e ratio

L'art. 33 affronta il caso dell'espropriazione parziale, in cui solo una porzione di un bene unitario è oggetto di esproprio. La norma evita che il proprietario subisca un pregiudizio non compensato sulla parte che gli resta: il bene è considerato nella sua unità economica e funzionale, e l'indennità deve riflettere l'effettivo sacrificio complessivo, non solo il valore della porzione ablata.

Il bene unitario

Per bene unitario si intende un compendio che, pur potendo essere frazionato, costituisce un'unità sul piano economico e funzionale, come un fondo destinato a una determinata coltura o un'area asservita a un fabbricato. L'espropriazione di una parte incide inevitabilmente sull'utilità complessiva del bene.

Il deprezzamento della parte residua

Nella determinazione dell'indennità si tiene conto non solo del valore della parte espropriata, ma anche del deprezzamento che subisce la parte residua a causa del distacco. Se la porzione che resta al proprietario perde valore o utilità per effetto dell'esproprio, tale diminuzione concorre a formare l'indennità dovuta.

L'eventuale incremento di valore

Specularmente, ove la realizzazione dell'opera determini un vantaggio specifico e diretto per la parte residua, la legge consente di tenerne conto secondo i criteri previsti, in modo che l'indennità rifletta l'effettivo saldo tra pregiudizio e beneficio per il proprietario.

La richiesta di esproprio totale

Quando, per effetto dell'espropriazione parziale, la parte residua diviene inservibile o non più utilizzabile secondo la sua destinazione, il proprietario può chiedere che l'espropriazione si estenda all'intero bene. La norma evita che il privato rimanga titolare di un relitto privo di reale utilità.

La valutazione complessiva

La stima dell'indennità nell'espropriazione parziale richiede una valutazione complessiva, che consideri il bene prima e dopo il distacco. È un'operazione tecnica delicata, spesso affidata a una consulenza, in cui assumono rilievo la destinazione del bene, la sua conformazione e l'incidenza dell'opera sulla parte residua.

Profili pratici e tutela

Per il proprietario è importante far valere il deprezzamento della parte residua, che può incrementare significativamente l'indennità, e valutare l'opportunità di chiedere l'esproprio totale se il relitto è inservibile. Le contestazioni sulla quantificazione, compreso il calcolo del deprezzamento, si propongono con l'opposizione alla stima davanti alla Corte d'appello, anche tramite consulenza tecnica.

Casi pratici

Caso 1: Deprezzamento del residuo

Espropriata una striscia del fondo di Tizio per una strada, la parte residua perde accessibilità: l'indennità tiene conto anche di tale deprezzamento.

Caso 2: Residuo inservibile

Dopo l'esproprio parziale, la porzione che resta a Caio è troppo piccola per essere coltivata: Caio chiede l'espropriazione totale del bene.

Caso 3: Contestazione del calcolo

Sempronio ritiene che il deprezzamento della parte residua sia stato sottostimato e propone opposizione alla stima.

Domande frequenti

Come si calcola l'indennità in caso di esproprio parziale?

Tenendo conto del valore della parte espropriata e del deprezzamento della parte residua dovuto al distacco.

Posso chiedere l'esproprio dell'intero bene?

Sì, quando la parte residua diventa inservibile o non più utilizzabile secondo la sua destinazione.

Si considera anche un eventuale vantaggio per il residuo?

Sì: ove l'opera arrechi un beneficio specifico alla parte residua, se ne può tenere conto secondo i criteri di legge.

Come contesto la stima del deprezzamento?

Con l'opposizione alla stima davanti alla Corte d'appello, anche tramite consulenza tecnica.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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