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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Norma abolitiva: l'art. 1275 dispone la soppressione della Cassa depositi della gente di mare con l'entrata in vigore del codice della navigazione nel 1942.
  • Liquidazione: le modalità di liquidazione della Cassa erano stabilite di concerto dai Ministri competenti (comunicazioni e finanze), oggi Ministro dei trasporti e della navigazione e Ministro del tesoro.
  • Funzione storica della Cassa: l'ente gestiva i depositi (valori e somme) appartenenti alla gente di mare, svolgendo una funzione di tutela e custodia del peculio marittimo.
  • Ratio: il legislatore del 1942 ha ritenuto che le funzioni svolte dalla Cassa fossero assorbibili dalle strutture ministeriali ordinarie e dagli istituti di credito, rendendo superfluo un ente separato.
  • Aggiornamento delle denominazioni ministeriali: il testo riporta le note di aggiornamento, riflettendo le successive riorganizzazioni del Governo che hanno modificato la denominazione dei ministeri competenti.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1275 Codice della Navigazione — Soppressione della Cassa depositi della gente di mare

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Con l’entrata in vigore del codice è soppressa la Cassa depositi della gente di mare. Il ministro [per le comunicazioni] (1) di concerto con quello [per le finanze] (2), stabilisce le norme per la liquidazione della cassa. (1) Ora Ministro dei trasporti e della navigazione. (2) Ora Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.

Commento

Natura e funzione della Cassa depositi della gente di mare

La Cassa depositi della gente di mare era un istituto preesistente al Codice della navigazione del 1942, nato per soddisfare un'esigenza specifica del lavoro marittimo: la gente di mare — marinai, ufficiali di coperta, macchinisti — che si imbarcava per lunghi periodi lasciava spesso in deposito somme di denaro, oggetti di valore e documenti. La Cassa svolgeva una funzione custodiale e protettiva, tutelando il personale marittimo da eventuali abusi o dispersioni del proprio peculio durante i periodi di imbarco. Si inseriva in un più ampio sistema di protezione sociale del lavoratore del mare, che nel diritto italiano del primo Novecento trovava espressione in vari istituti speciali.

La soppressione con l'entrata in vigore del codice

L'art. 1275 stabilisce con nettezza che la Cassa è soppressa al momento stesso dell'entrata in vigore del codice. Non si tratta di un'abrogazione differita né di una messa in liquidazione preventiva: la soppressione è immediata e coincide con la data di vigenza del codice. Questa tecnica legislativa era comune nelle grandi codificazioni del periodo: il nuovo testo unico assorbiva le funzioni degli istituti preesistenti, sopprimendoli di diritto. In questo caso il legislatore ha evidentemente ritenuto che le funzioni della Cassa fossero divenute ridondanti rispetto al sistema previdenziale e bancario nel frattempo sviluppatosi, ovvero che potessero essere assunte dai normali canali amministrativi del Ministero.

Il procedimento di liquidazione

La norma rimette al concerto ministeriale la determinazione delle modalità di liquidazione. Il Ministro per le comunicazioni (oggi dei trasporti e della navigazione) e il Ministro per le finanze (oggi del tesoro, del bilancio e della programmazione economica) erano incaricati di emanare le norme necessarie per definire la sorte dei depositi, la restituzione ai legittimi titolari, la destinazione dell'eventuale residuo attivo e la sistemazione del personale della Cassa. Il riferimento al concerto riflette la duplice natura della materia: amministrativa-marittima da un lato, finanziaria dall'altro. La liquidazione doveva avvenire con garanzia di tutela dei soggetti depositanti, ossia dei marittimi o dei loro aventi causa.

Aggiornamento delle denominazioni ministeriali

Le note a pie' di testo dell'articolo segnalano il mutamento delle denominazioni ministeriali avvenuto negli anni successivi al 1942. Il Ministero per le comunicazioni — competente in materia di marina mercantile e navigazione — è stato successivamente denominato Ministero dei trasporti e della navigazione, poi ulteriormente riorganizzato. Analogamente, il Ministero per le finanze è confluito nel Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, e successivamente nel Ministero dell'economia e delle finanze (MEF). Tali aggiornamenti non incidono sulla sostanza della norma, già esaurita nei suoi effetti applicativi; documentano però la vitalità formale dell'articolo come testimonianza storica delle strutture ministeriali del 1942.

Rilevanza attuale e carattere esaurito della norma

L'art. 1275 è una norma di cui gli effetti si sono completamente esauriti: la Cassa è stata soppressa e liquidata, e non esiste più alcun rapporto giuridico attivo riconducibile ad essa. Il suo valore è oggi esclusivamente storico-giuridico: testimonia come il codice del 1942 si sia occupato non solo di dettare discipline sostanziali, ma anche di assorbire e liquidare ordinatamente l'apparato istituzionale preesistente, garantendo continuità nella tutela dei diritti dei lavoratori del mare già costituiti.

Casi pratici

Caso 1: Tizio cerca di recuperare i propri depositi dalla Cassa soppressa

Tizio, marinaio imbarcato dal 1938, aveva depositato i propri risparmi presso la Cassa depositi della gente di mare. Con la soppressione della Cassa nel 1942, Tizio deve rivolgersi agli uffici incaricati della liquidazione, individuati dal decreto ministeriale adottato di concerto, per ottenere la restituzione delle somme depositate.

Caso 2: Caio, erede di un marittimo, rivendica il deposito

Caio è erede di un ufficiale di coperta deceduto nel 1941, il quale aveva lasciato in deposito presso la Cassa strumenti nautici e una somma in denaro. A seguito della soppressione della Cassa, Caio deve presentare domanda alle autorità di liquidazione, allegando la documentazione successoria, per ottenere il riconoscimento e la restituzione dei valori depositati.

Caso 3: Sempronio, impiegato della Cassa, affronta il trasferimento di funzioni

Sempronio è un funzionario amministrativo della Cassa depositi della gente di mare. Con la soppressione dell'ente, Sempronio è interessato dalle norme di liquidazione emanate di concerto dai Ministri competenti, che determinano la sua collocazione nel ruolo ministeriale ordinario o la risoluzione del rapporto di lavoro con le tutele previste dall'ordinamento.

Domande frequenti

Che cos'era la Cassa depositi della gente di mare?

Era un istituto che custodiva somme di denaro e valori appartenenti al personale marittimo (marinai e ufficiali) durante i periodi di imbarco, svolgendo una funzione di tutela del peculio dei lavoratori del mare.

Quando è stata soppressa la Cassa?

La Cassa è stata soppressa con l'entrata in vigore del Codice della navigazione nel 1942, per effetto dell'art. 1275, senza necessità di ulteriori atti esecutivi per la soppressione stessa.

Chi stabiliva le modalità di liquidazione della Cassa?

Le modalità erano stabilite di concerto dal Ministro per le comunicazioni e dal Ministro per le finanze, oggi rispettivamente Ministro dei trasporti e della navigazione e Ministro del MEF.

I marittimi con somme depositate perdevano i propri diritti con la soppressione?

No: la liquidazione ordinata imposta dalla norma garantiva la restituzione ai depositanti o ai loro aventi causa, nel rispetto dei diritti già costituiti prima dell'entrata in vigore del codice.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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