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Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 69 T.U. Stupefacenti — Obbligo di trasmissione di dati e di segnalazioni

D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 — Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

Soppresso da: Decreto-legge del 30/12/2005 n. 272 Articolo 4 ter et vicies

1. Gli enti e le imprese che producono, fabbricano o commerciano all'ingrosso sostanze indicate nella tabella VI di cui all'articolo 14 debbono comunicare ogni anno al Ministero della sanita' i dati relativi alla produzione, alla fabbricazione ed al commercio, nonche' alla destinazione specifica delle sostanze.

2. Chiunque non ottemperi alle disposizioni di cui al comma 1 e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila a lire un milione.

3. I direttori delle cliniche, degli ospedali, delle case di cura, dei laboratori di ricerca debbono comunicare tempestivamente al Ministero della sanita' gli effetti dannosi eventualmente cagionati dalle sostanze innanzi menzionate ed in particolare i fenomeni di assuefazione e di farmacodipenza. Uguale obbligo spetta ai sanitari, anche non addetti a cliniche, ospedali o case di cura. Nelle segnalazioni al Ministero della sanita' deve essere omessa la menzione del nome della persona curata. (*) Articolo abrogato dall'art. 4-vicies ter, comma 24, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2006, n.

49. Successivamente, la Corte costituzionale, con sentenza 12-25 febbraio 2014, n. 32 (Gazz. Uff. 5 marzo 2014, n. 11 Prima serie speciale), ha dichiarato, tra l'altro, l'illegittimità costituzionale del suddetto art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n.

272. Con decorrenza 21 marzo 2014 il presente articolo, ai sensi del comma 24, articolo 1 del decreto legge 20 marzo 2014 n. 36 è stato abrogato. Torna al sommario

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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Commento

L'art. 69 del D.P.R. 309/1990 costituiva un presidio informativo a doppio binario. Il primo binario era di natura commerciale-statistica: i produttori, i fabbricanti e i grossisti di sostanze indicate nella tabella VI (precursori e sostanze di minore pericolosità) erano tenuti a comunicare ogni anno al Ministero della sanità i volumi di produzione, fabbricazione, commercio e la destinazione specifica delle sostanze. L'inosservanza era punita con sanzione amministrativa pecuniaria (da lire 100.000 a lire 1.000.000). Il secondo binario era di vigilanza clinica: direttori di strutture sanitarie e singoli medici erano obbligati a segnalare tempestivamente al Ministero gli effetti dannosi riscontrati, con particolare riguardo ai fenomeni di assuefazione e farmacodipendenza, mantenendo l'anonimato del paziente.

La norma è stata soppressa dall'art. 4-vicies ter, comma 24, del D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (c.d. riforma Fini-Giovanardi), convertito con L. 21 febbraio 2006, n. 49. A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 32 del 25 febbraio 2014 — che ha dichiarato incostituzionale la norma abrogatrice della riforma Fini-Giovanardi per eccesso di delega — l'art. 1 del D.L. 20 marzo 2014, n. 36 ha comunque confermato l'abrogazione dell'art. 69 con decorrenza 21 marzo 2014, stabilizzando definitivamente la soppressione. I flussi informativi già previsti dalla norma sono stati riassorbiti da disposizioni regolamentari settoriali e dal sistema nazionale di farmacovigilanza.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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