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Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il sindaco è obbligato a rilasciare la carta d'identità ai residenti o domiciliati nel comune, secondo il modello ministeriale.
  • La durata ordinaria è di dieci anni; per i minori sotto i tre anni vale tre anni, tra tre e diciotto anni vale cinque anni.
  • Le carte d'identità elettroniche devono contenere le impronte digitali del titolare, salvo esenzione per i minori di dodici anni.
  • Il documento può riportare il consenso o diniego alla donazione di organi, con trasmissione dei dati al Sistema informativo trapianti.
  • La carta d'identità è valida per l'espatrio negli Stati UE e nei Paesi con accordi internazionali, salvo che sussistano condizioni che legittimano il diniego del passaporto.
  • Per i minori di quattordici anni l'uso ai fini dell'espatrio è condizionato all'accompagnamento da un genitore o all'affidamento documentale a un adulto designato.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 3 TULPS

R.D. 18 giugno 1931, n. 773 — Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

Il sindaco è tenuto a rilasciare alle persone aventi nel comune la loro residenza o la loro dimora una carta d'identità conforme al modello stabilito dal Ministero dell'interno.

La carta di identità ha durata di dieci anni e deve essere munita della fotografia della persona a cui si riferisce. Per i minori di età inferiore a tre anni, la validità della carta d'identità è di tre anni; per i minori di età compresa fra tre e diciotto anni, la validità è di cinque anni. Le carte di identità di cui all' articolo 7-vicies ter del decreto legge 31 gennaio 2005, n. 7 , convertito con modificazioni dalla legge 31 marzo 2005, n. 43 , e successive modifiche ed integrazioni, devono essere munite anche delle impronte digitali della persona a cui si riferiscono. Sono esentati dall'obbligo di rilevamento delle impronte digitali i minori di età inferiore a dodici anni.(91)(104)

La carta d'identità può altresì contenere l'indicazione del consenso ovvero del diniego della persona cui si riferisce a donare i propri organi in caso di morte. I comuni trasmettono i dati relativi al consenso o al diniego alla donazione degli organi al Sistema informativo trapianti, di cui all' articolo 7, comma 2, della legge 1 aprile 1999, n. 91 .

La carta d'identità è titolo valido per l'espatrio anche per motivi di lavoro negli Stati membri dell'Unione europea e in quelli con i quali vigono, comunque, particolari accordi internazionali. , salvo che sussista una condizione che legittima il diniego o il ritiro del passaporto. Sulla carta d'identità che non è titolo valido per l'espatrio è apposta l'annotazione: "Documento non valido ai fini dell'espatrio"

La carta di identità valida per l'espatrio rilasciata ai minori di età inferiore agli anni quattordici può riportare, a richiesta, il nome dei genitori o di chi ne fa le veci. L'uso della carta d'identità ai fini dell'espatrio dei minori di anni quattordici è subordinato alla condizione che essi viaggino in compagnia di uno dei genitori o di chi ne fa le veci, o che venga menzionato, in una dichiarazione rilasciata da chi può dare l'assenso o l'autorizzazione, il nome della persona, dell'ente o della compagnia di trasporto a cui i minori medesimi sono affidati. Tale dichiarazione è convalidata dalla questura o dalle autorità consolari in caso di rilascio all'estero.

A decorrere dal 1 gennaio 1999 sulla carta d'identità deve essere indicata la data di scadenza.

Commento

Ratio e collocazione sistematica

L'art. 3 TULPS disciplina la carta d'identità come strumento fondamentale di identificazione personale e come documento di viaggio nell'area europea. La norma, profondamente modificata nel tempo rispetto al testo originario del 1931, si inserisce in un quadro normativo stratificato che comprende il D.L. n. 7/2005 (convertito dalla L. n. 43/2005) sulla carta d'identità elettronica e le successive modifiche introdotte dall'Agenda digitale italiana.

Il fondamento della norma risiede nell'esigenza di garantire a ogni persona residente o domiciliata in un comune italiano uno strumento sicuro di identificazione, indispensabile tanto nei rapporti con la pubblica amministrazione quanto nella mobilità internazionale. Il diritto al rilascio ha natura di diritto soggettivo: il sindaco non gode di discrezionalità, ma è tenuto a rilasciare il documento a chiunque abbia i requisiti di residenza o dimora nel comune.

Soggetti legittimati e modalità di richiesta

La carta d'identità è rilasciata ai residenti o ai domiciliati nel comune. I residenti sono coloro iscritti all'anagrafe comunale; i «dimora» (termine oggi meno utilizzato) sono coloro che si trovano stabilmente nel comune senza avervi la residenza anagrafica. La richiesta deve essere presentata all'ufficio anagrafe del comune competente, corredandosi di fotografia recente, documento precedente o denuncia di smarrimento, e — per le carte elettroniche — con il rilevamento delle impronte digitali.

Durata e rinnovo

Il regime di durata introdotto dalla norma distingue tre fasce: ordinaria (dieci anni per i maggiorenni), minori tra tre e diciotto anni (cinque anni) e minori sotto i tre anni (tre anni). La scadenza anticipata nei casi dei minori tiene conto della rapida evoluzione dei tratti somatici, che renderebbe il documento poco affidabile ai fini del riconoscimento dopo un lungo periodo.

La data di scadenza deve essere indicata sul documento a decorrere dal 1° gennaio 1999, in attuazione dell'obbligo di trasparenza verso il titolare e gli enti verificatori. Il rinnovo può essere richiesto nei sei mesi antecedenti la scadenza.

Carta d'identità elettronica e impronte digitali

Le carte d'identità di cui al D.L. n. 7/2005 devono contenere le impronte digitali del titolare, memorizzate sul chip elettronico incorporato. L'obbligo non si applica ai minori di dodici anni, per i quali il rilevamento è considerato sproporzionato in rapporto alla rapida variazione delle impronte in età pediatrica. La gestione e il trattamento dei dati biometrici sono soggetti alla disciplina del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. n. 196/2003 e successive modifiche).

Consenso alla donazione di organi

Il comma relativo alla donazione di organi rappresenta un'importante innovazione di politica sanitaria integrata nel documento di identità. Il titolare può esprimere sul documento il consenso o il diniego alla donazione di organi in caso di morte. I dati così raccoltl sono trasmessi dai comuni al Sistema informativo trapianti, gestito dal Centro Nazionale Trapianti, in attuazione della L. 1° aprile 1999, n. 91. Si tratta di una manifestazione di volontà accessoria al documento, non incidente sulla sua validità, revocabile in qualsiasi momento.

Validità per l'espatrio

La carta d'identità vale come documento di viaggio negli Stati membri dell'Unione europea e in quelli con i quali l'Italia ha stipulato accordi bilaterali o multilaterali. Questa funzione di passaporto semplificato intra-UE deriva dagli accordi di Schengen e dalle successive norme dell'Unione sulla libertà di circolazione (Direttiva 2004/38/CE).

Il documento non è valido per l'espatrio quando sussistono le condizioni che legittimerebbero il diniego o il ritiro del passaporto (situazioni previste dalla L. n. 1185/1967). In tal caso la carta d'identità reca l'annotazione «Documento non valido ai fini dell'espatrio».

Minori e circolazione internazionale

Per i minori di quattordici anni, l'uso della carta d'identità per l'espatrio è soggetto a condizioni di tutela specifiche: il minore deve viaggiare con un genitore o chi ne fa le veci, oppure deve esistere una dichiarazione convalidata dalla questura o da un consolato che individui il soggetto adulto o l'ente di trasporto a cui il minore è affidato. Questa disciplina, allineata alla Convenzione dell'Aja sulle responsabilità genitoriali, mira a prevenire sottrazione internazionale di minori.

Casi pratici

Caso 1: Rinnovo della carta d'identità e aggiornamento dati

Caia, residente a Milano, si accorge che la sua carta d'identità è scaduta da tre mesi. Si reca all'ufficio anagrafe del comune presentando una fotografia recente e il vecchio documento scaduto. L'addetto verifica i dati anagrafici nel sistema e rileva che Caia ha cambiato indirizzo dopo il matrimonio senza aggiornare la residenza. L'impiegata la informa che può procedere al contestuale aggiornamento dell'indirizzo anagrafico e al rilascio della nuova carta. Caia esprime sul documento il consenso alla donazione di organi, e i dati vengono trasmessi al Sistema informativo trapianti ai sensi dell'art. 3 TULPS.

Caso 2: Espatrio di un minore in viaggio scolastico

La classe di Sempronio, tredicenne, organizza un viaggio scolastico in Spagna. I genitori devono predisporre la documentazione per l'espatrio del minore. Poiché Sempronio non viaggia con un genitore ma con gli insegnanti, il padre si reca in questura e ottiene la convalida di una dichiarazione che indica il nome dell'insegnante responsabile e la compagnia aerea. La carta d'identità valida per l'espatrio di Sempronio, rilasciata meno di cinque anni prima, costituisce il documento di viaggio, e la questura appone il timbro di convalida sulla dichiarazione integrativa.

Caso 3: Diniego di validità per l'espatrio e annotazione sul documento

Tizio è soggetto a misura cautelare che vieta l'allontanamento dal territorio nazionale. All'atto del rinnovo della carta d'identità, il comune riceve comunicazione dalla questura dell'esistenza di tale misura. La nuova carta viene rilasciata regolarmente ma con l'annotazione «Documento non valido ai fini dell'espatrio» in ottemperanza all'art. 3 TULPS. Tizio può comunque utilizzare il documento per tutti gli altri scopi di identificazione sul territorio italiano, ma dovrà attendere la cessazione della misura cautelare per ottenere un documento spendibile all'estero.

Domande frequenti

Il comune può rifiutarsi di rilasciarmi la carta d'identità?

No, salvo casi eccezionali previsti dalla legge. Il rilascio è un obbligo del sindaco per i residenti o domiciliati nel comune. Il rifiuto ingiustificato è impugnabile davanti al giudice amministrativo.

Quanto dura la carta d'identità per un adulto?

Dieci anni. Per i minori la durata è ridotta: tre anni per chi ha meno di tre anni, cinque anni per chi ha tra tre e diciotto anni, in considerazione del cambiamento dei tratti somatici nel tempo.

Posso usare la carta d'identità per viaggiare all'estero?

Sì, negli Stati UE e nei Paesi con accordi internazionali. Non è possibile se sul documento è apposta l'annotazione 'non valido ai fini dell'espatrio', che viene aggiunta quando sussistono le condizioni che legittimerebbero il diniego del passaporto.

Devo obbligatoriamente dare le impronte digitali per la carta d'identità elettronica?

Sì, per i titolari di dodici anni o più. I minori di dodici anni sono esentati dall'obbligo di rilevamento delle impronte digitali.

Come si registra il consenso alla donazione di organi sulla carta d'identità?

Al momento del rilascio o del rinnovo, è possibile indicare il consenso o il diniego alla donazione di organi. I dati vengono trasmessi dai comuni al Sistema informativo trapianti. È una scelta volontaria, revocabile in qualsiasi momento.

Un minore può viaggiare all'estero da solo con la carta d'identità?

I minori di quattordici anni devono viaggiare con un genitore o essere affidati a un adulto designato con apposita dichiarazione convalidata dalla questura. I minori tra quattordici e diciotto anni possono viaggiare autonomamente con la carta d'identità valida per l'espatrio.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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