Testo dell'articoloVigente
Il TFR del giornalista dipendente si calcola secondo le regole generali dell’art. 2120 c.c.: retribuzione annua divisa per 13,5, rivalutata annualmente dell’1,5% fisso piu il 75% dell’inflazione. Il TFR maturato dal 2007 puo essere destinato al fondo pensione complementare o al Fondo Tesoreria INPS. Il CNLG non prevede indennita aggiuntive specifiche rispetto alla legge.
Tabella riepilogativa
| Elemento | Regola |
|---|---|
| Quota annua di accantonamento | Retribuzione utile annua / 13,5 |
| Rivalutazione annua (31 dicembre) | 1,5% fisso + 75% aumento indice ISTAT prezzi consumo |
| Imposta sostitutiva sulla rivalutazione | 17% sulla rivalutazione maturata ogni anno |
| Destinazione TFR (aziende > 50 dip.) | Obbligatoriamente al Fondo Tesoreria INPS, salvo scelta esplicita del fondo pensione |
| Destinazione TFR (aziende ≤ 50 dip.) | Mantenuto in azienda o conferito al fondo pensione per scelta del lavoratore |
| Tassazione alla liquidazione | Tassazione separata (aliquota media IRPEF 5 anni precedenti) |
| Anticipazione TFR | Fino al 70% del maturato dopo 8 anni di servizio (motivi tassativi) |
Calcolo della quota annua di TFR
Ogni anno di servizio il datore accantona una quota di TFR pari alla retribuzione utile annua divisa per 13,5. La retribuzione utile include il minimo tabellare, la tredicesima (proporzionalmente), gli scatti di anzianita e le indennita continuative come quella di funzione. Sono escluse le voci occasionali (straordinario, rimborsi spese, premi una tantum).
Al 31 dicembre di ogni anno il fondo TFR viene rivalutato dell’1,5% fisso piu il 75% della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo (media dei 12 mesi). Sull’importo della rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva del 17%.
Destinazione del TFR: fondo pensione o tesoreria INPS
Dal 1° gennaio 2007, i giornalisti assunti da editori con piu di 50 dipendenti devono destinare il TFR annuo al Fondo Tesoreria INPS, salvo esplicita scelta di conferirlo a un fondo pensione complementare. Per i datori con meno di 50 dipendenti, il TFR rimane in azienda se il lavoratore non esercita la scelta.
Il fondo pensione complementare di riferimento per i giornalisti e il fondo Casagit/FIEG (per la parte previdenziale integrativa) o fondi aperti di mercato, a seconda delle scelte individuali.
Anticipazione e liquidazione del TFR
Il giornalista puo richiedere un’anticipazione del TFR fino al 70% del maturato dopo almeno 8 anni di servizio, per motivi tassativi: acquisto prima casa, spese sanitarie straordinarie, congedi parentali. L’anticipazione e concessa una sola volta.
Alla cessazione del rapporto (per qualsiasi causa), il TFR accumulato viene liquidato e tassato con tassazione separata: l’aliquota e la media delle IRPEF degli ultimi 5 anni di reddito, applicata all’importo del TFR. Spesso si traduce in un’aliquota inferiore a quella marginale del contribuente.
Casi pratici
Domande frequenti
Come si calcola il TFR del giornalista?
Il TFR del giornalista va al Fondo Tesoreria INPS?
Quando si puo chiedere l'anticipazione del TFR?
Come viene tassato il TFR?
Il TFR e compreso nel calcolo della pensione INPS?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi mensili per qualifica e anzianita, preavviso, dimissioni e licenziamento del giornalista dipendente, ferie, permessi retribuiti e festivita del giornalista dipendente, maternita, paternita e congedi parentali del giornalista dipendente, malattia, infortunio e periodo di comporto del giornalista dipendente e orario di lavoro, riposi settimanali e lavoro festivo del giornalista.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Giornalisti. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il trattamento di fine rapporto del giornalista dipendente non è un istituto a sé: poggia sull'impianto generale dell'art. 2120 c.c., la norma che disciplina il TFR per la generalità dei lavoratori subordinati. Il contratto di categoria interviene su aspetti accessori (modalità di calcolo della retribuzione utile, anticipazioni, tempistiche di liquidazione), ma la struttura del diritto resta quella di legge. Conoscere il meccanismo aiuta a leggere correttamente la busta paga e, soprattutto, il prospetto di liquidazione al momento della cessazione.
La logica dell'accantonamento annuo
Per ogni anno di servizio matura una quota pari alla retribuzione utile divisa per 13,5. È il cuore dell'art. 2120 c.c.: una porzione di retribuzione viene 'messa da parte' e restituita alla fine del rapporto. La nozione di retribuzione utile comprende, salvo diversa previsione contrattuale, tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto a titolo non occasionale; il contratto può specificarne il perimetro per le voci tipiche del lavoro redazionale.
Rivalutazione e tenuta del valore nel tempo
Le quote già accantonate non restano ferme: al 31 dicembre di ogni anno si rivalutano con un coefficiente composto da una parte fissa dell'1,5% e da una parte variabile pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. È il meccanismo che protegge il capitale dall'erosione inflattiva senza agganciarlo integralmente all'inflazione.
Il prelievo fiscale: capitale e rivalutazione
Occorre distinguere due piani. La quota capitale del TFR è soggetta a tassazione separata, calcolata con l'aliquota media degli anni di accantonamento. La sola rivalutazione annua sconta invece un'imposta sostitutiva, applicata anno per anno. Sono due binari fiscali distinti che convivono nello stesso istituto.
Dove va a finire il TFR maturando
Dal 2007 il lavoratore sceglie la destinazione del TFR che matura: lasciarlo in azienda, conferirlo alla previdenza complementare, o - nelle imprese sopra una certa soglia dimensionale - vederlo affluire al Fondo Tesoreria gestito dall'INPS. La scelta incide su rendimento atteso, liquidabilità e trattamento fiscale delle future prestazioni: è una decisione previdenziale, non solo amministrativa.
Anticipazioni in costanza di rapporto
L'art. 2120 c.c. consente al lavoratore di chiedere, a determinate condizioni di anzianità e per causali tipiche (spese sanitarie, acquisto della prima casa, congedi), un'anticipazione del TFR maturato. La contrattazione può ampliare le causali o le percentuali, ma il diritto minimo resta quello di legge.
Cessazione del rapporto e liquidazione
Alla fine del rapporto - per dimissioni, licenziamento o pensionamento - il TFR è liquidato a prescindere dalla causa di cessazione: è una retribuzione differita, non un premio condizionato alla 'buona uscita'. Per gli importi puntuali, la retribuzione utile e le eventuali voci aggiuntive vanno sempre verificati sulle tabelle del CCNL giornalistico vigente al momento della liquidazione.
Domande frequenti
Come si calcola in concreto la quota annua di TFR?
Si prende la retribuzione utile dell'anno e la si divide per 13,5. Il risultato è la quota accantonata per quell'anno, che poi si rivaluta al 31 dicembre.
Quanto vale la rivalutazione annua del TFR?
È un coefficiente composto da una parte fissa dell'1,5% e da una parte pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo rispetto a dicembre dell'anno precedente.
Il giornalista può chiedere un anticipo del TFR?
Sì, alle condizioni dell'art. 2120 c.c.: anzianità minima e causali tipiche come spese sanitarie o acquisto della prima casa. Il contratto può prevedere condizioni di maggior favore.
Il TFR spetta anche in caso di dimissioni?
Sì. Il TFR è retribuzione differita e va corrisposto qualunque sia la causa di cessazione del rapporto, comprese le dimissioni volontarie.
Conviene lasciare il TFR in azienda o destinarlo al fondo pensione?
Dipende da rendimento atteso, propensione al rischio ed esigenze di liquidità. È una scelta previdenziale personale: vanno valutati costi, rendimenti storici e fiscalità delle prestazioni del fondo.