Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

CCNL Metalmeccanici Industria

In sintesi

Il preavviso nel CCNL Metalmeccanici Industria dipende dal livello e dall’anzianità di servizio ed è lo stesso per licenziamento e dimissioni. Va da 10 giorni (livelli D1, D2 e C1 fino a 5 anni) a 4 mesi (livelli B2, B3 e A1 oltre 10 anni); i livelli C2, C3 e B1 stanno nel mezzo, da 1 mese e 15 giorni a 2 mesi e 15 giorni. Decorre dal giorno successivo alla comunicazione. In caso di mancato rispetto è dovuta l’indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo non lavorato.

Dati contrattuali

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Parti firmatarie
Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
Ultimo rinnovo
22 novembre 2025
Vigenza
1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
Platea
~1,5 milioni

Quanti giorni di preavviso per livello

Termini di preavviso per livello e anzianità di servizio (art. 1)
Livelli Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
D1, D2, C1 10 giorni 20 giorni 1 mese
C2, C3, B1 1 mese e 15 giorni 2 mesi 2 mesi e 15 giorni
B2, B3, A1 2 mesi 3 mesi 4 mesi

La stessa tabella vale per il licenziamento e per le dimissioni. I termini si contano di calendario: decorrono dal giorno in cui l’altra parte riceve la comunicazione e il preavviso si calcola dal giorno successivo. Per sapere a quale riga appartieni guarda il livello in busta paga; la corrispondenza con le vecchie categorie è nella scheda sui livelli del CCNL Metalmeccanici.

Indennità di mancato preavviso: quante mensilità

Chi non rispetta il preavviso deve all’altra parte un’indennità che il contratto esprime in mensilità di retribuzione:

Indennità sostitutiva del preavviso (art. 1)
Livelli Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
D1, D2, C1 0,33 mensilità 0,67 mensilità 1 mensilità
C2, C3, B1 1,5 mensilità 2 mensilità 2,5 mensilità
B2, B3, A1 2 mensilità 3 mensilità 4 mensilità

Quando si applica il preavviso

Il preavviso è dovuto in caso di:

  • Licenziamento intimato dal datore di lavoro (escluso licenziamento per giusta causa).
  • Dimissioni presentate dal lavoratore (escluse dimissioni per giusta causa, es. mancato pagamento della retribuzione).
  • Recesso al superamento del periodo di comporto per malattia.

Il preavviso non si applica in caso di: recesso durante il periodo di prova, licenziamento per giusta causa, dimissioni per giusta causa, cessazione naturale del rapporto a termine.

Decorrenza e modalità

Il preavviso decorre dal giorno successivo alla comunicazione (non si conta il giorno della consegna). La comunicazione può avvenire con:

  • lettera raccomandata A/R
  • consegna a mano con firma di ricezione
  • PEC (se il lavoratore ne dispone)

Questo vale per il licenziamento. Le dimissioni invece, salvo eccezioni (ad esempio durante il periodo di prova o con convalida in sede protetta), si presentano con la procedura telematica del Ministero del lavoro (D.Lgs. 151/2015); il CCNL consente anche la convalida in azienda se il lavoratore è assistito da un componente della RSU. In caso di licenziamento, durante il preavviso l’azienda concede permessi per cercare un nuovo lavoro, con durata e distribuzione stabilite dalla direzione.

Durante il preavviso il lavoratore resta in servizio e percepisce la retribuzione normale, comprese ferie e ROL eventualmente da fruire.

Indennità sostitutiva del preavviso

Se il datore di lavoro intima un licenziamento immediato (senza far lavorare il preavviso), deve corrispondere al lavoratore una indennità sostitutiva pari alla retribuzione che sarebbe stata percepita nel periodo di preavviso (compresi ratei di 13ª, ferie, ROL).

Se invece sono le dimissioni senza preavviso da parte del lavoratore, sarà il datore di lavoro a trattenere dalla liquidazione finale l’importo corrispondente al preavviso non lavorato.

L’indennità sostitutiva è imponibile fiscalmente e previdenzialmente come retribuzione ordinaria.

Esempio di calcolo

Tizio è inquadrato C3 con 7 anni di anzianità e il minimo di giugno 2026 (2.211,43 € al mese). Le sue dimissioni arrivano all’azienda il 1° marzo 2026.

  • Livello C3, anzianità oltre 5 e fino a 10 anni: preavviso di 2 mesi.
  • Il preavviso si calcola dal 2 marzo e termina il 1° maggio 2026.
  • Se lo lavora tutto, riceve le retribuzioni fino al 1° maggio, più ratei e TFR.
  • Se smette subito di lavorare, l’azienda può trattenere dalle competenze finali l’indennità di 2 mensilità: sul solo minimo, 2 × 2.211,43 = 4.422,86 €. Se lavora una parte del preavviso, la trattenuta si riduce in proporzione.

Licenziamento per giusta causa

Il licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.) non richiede preavviso: il rapporto cessa immediatamente. Configurano giusta causa fatti che non consentono la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto: furto, gravi insubordinazioni, abbandono ingiustificato del posto, gravi violazioni dei doveri di fedeltà.

Per il licenziamento per giustificato motivo soggettivo (mancanze meno gravi del lavoratore) e giustificato motivo oggettivo (ragioni produttive/organizzative), il preavviso è invece sempre dovuto.

Il licenziamento richiede sempre forma scritta e motivazione (art. 2 L. 604/1966).

Casi pratici

Tizio – Dimissioni con preavviso rispettato
Tizio (C3, 7 anni) presenta le dimissioni il 1° marzo 2026 per accettare un’altra offerta. Preavviso dovuto: 2 mesi. Lavora regolarmente fino al 1° maggio. Competenze finali: retribuzione fino al 1° maggio, ratei di 13ª, ferie e ROL non goduti, TFR. Nessuna trattenuta per mancato preavviso.
Caia – Licenziamento immediato con indennità
Caia (B2, 12 anni) riceve il 15 febbraio 2026 lettera di licenziamento per giustificato motivo oggettivo (soppressione del posto) con effetto immediato. Preavviso dovuto: 4 mesi (livello B2, oltre 10 anni). Il datore le paga l’indennità sostitutiva di 4 mensilità: sul solo minimo di giugno 2026, 4 × 2.542,98 = 10.171,92 €, più ratei e TFR. Caia esce subito ma incassa la liquidazione completa.
Sempronio – Dimissioni senza preavviso
Sempronio (D2, 3 anni) si dimette il 1° marzo 2026 e va a casa il giorno stesso. Preavviso dovuto: 10 giorni (livello D2, fino a 5 anni). Non rispettandolo, il datore può trattenergli dalle competenze finali l’indennità di 0,33 mensilità: sul solo minimo, 0,33 × 1.979,37 = 653,19 €.

Domande frequenti

Quanto preavviso devo dare se mi licenzio?
Dipende dal livello e dall’anzianità, ed è lo stesso termine previsto per il licenziamento. Per esempio un C3 con 7 anni di anzianità deve dare 2 mesi; un D2 con 3 anni, 10 giorni; un B3 con 12 anni, 4 mesi.
Il preavviso si conta in giorni lavorativi o di calendario?
Di calendario. Se sono 30 giorni di preavviso, si contano dal giorno successivo alla comunicazione fino al 30° giorno di calendario, includendo sabati, domeniche e festivi.
Cosa succede se non rispetto il preavviso?
Il datore di lavoro trattiene dalla liquidazione finale (TFR + ratei) un importo pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato. Si chiama indennità sostitutiva.
Le ferie possono coprire il preavviso?
No, di norma il preavviso va effettivamente lavorato. Le ferie non godute vanno monetizzate nella liquidazione finale, non possono “consumare” il preavviso, salvo accordo tra le parti.
Posso essere licenziato senza preavviso?
Solo per giusta causa (art. 2119 c.c.): comportamenti gravissimi che impediscono la prosecuzione del rapporto. Per giustificato motivo (soggettivo o oggettivo) il preavviso è sempre dovuto.
Il preavviso decorre dal giorno della lettera?
No, dal giorno successivo alla comunicazione effettiva. Per la raccomandata A/R fa fede la data di ricezione, non quella di spedizione.

Fonti: CCNL Metalmeccanici, art. 1 — Preavviso. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi paga per livello, quanti giorni spettano, Maternità e congedi parentali nel CCNL Metalmeccanici Industria, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Metalmeccanici Industria, comporto, carenza e indennità e durata per livello e recesso.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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