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Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche
In sintesi
Il CCNL Metalmeccanici Industria garantisce alle lavoratrici in maternità obbligatoria il 100% della retribuzione, grazie all'integrazione del 20% a carico del datore sul 80% INPS. Il congedo parentale (6 mesi madre + 6 mesi padre, elevabili a 7) è retribuito al 30% INPS fino agli 8 anni del bambino, con integrazione contrattuale del 20%.

Testo dell'articoloVigente

CCNL Metalmeccanici Industria

In sintesi

Il CCNL Metalmeccanici Industria garantisce alle lavoratrici in maternità obbligatoria il 100% della retribuzione, grazie all’integrazione del 20% a carico del datore sul 80% INPS. Il congedo parentale (6 mesi madre + 6 mesi padre, elevabili a 7) è retribuito al 30% INPS fino agli 8 anni del bambino, con integrazione contrattuale del 20%.

Dati contrattuali

Parti firmatarie
Federmeccanica · Assistal · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
Ultimo rinnovo
22 novembre 2025
Vigenza
1° luglio 2024 – 30 giugno 2028
Platea
~1,5 milioni

Tabella riepilogativa

Maternità, paternità e congedi parentali – Retribuzione
Tipologia Durata Indennità INPS Integrazione datore Totale
Maternità obbligatoria 5 mesi (2+3 o 1+4) 80% +20% 100%
Paternità obbligatoria 10 giorni lavorativi 100% 100%
Congedo parentale (0-8 anni) fino a 9 mesi cumulativi 30% (limitato) +20% 50%
Congedo parentale (8-12 anni) fino a 12 anni 30% (limiti reddito) 30%
Allattamento (riposi) 2 ore/giorno fino a 1 anno 100% INPS 100%

Maternità obbligatoria

La maternità obbligatoria dura 5 mesi, di norma 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo. È ammessa la flessibilità “1+4” (un mese prima e 4 dopo) o “0+5” (tutti dopo il parto) previa attestazione medica di non rischio per la gravidanza.

L’INPS eroga un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Il CCNL Metalmeccanici Industria prevede che il datore di lavoro integri al 100% la retribuzione, mantenendo continuità reddituale per la lavoratrice.

Durante la maternità obbligatoria maturano regolarmente ferie, ROL, tredicesima e TFR.

Paternità obbligatoria

Il padre lavoratore ha diritto a 10 giorni lavorativi di congedo di paternità obbligatorio (D.Lgs. 105/2022), fruibili dai 2 mesi precedenti la data presunta del parto fino ai 5 mesi successivi. L’indennità è del 100% a carico INPS, anticipata dal datore di lavoro.

Il congedo va richiesto al datore con preavviso di almeno 5 giorni e va comunicato anche all’INPS.

Congedo parentale facoltativo

Il congedo parentale è un periodo aggiuntivo di astensione facoltativa dal lavoro che spetta a entrambi i genitori, fruibile fino al 12° anno di età del figlio. Il limite massimo è di 10 mesi cumulativi tra i due genitori (elevabile a 11 se il padre fruisce di almeno 3 mesi continuativi).

Singole spettanze:

  • Madre lavoratrice: fino a 6 mesi continuativi o frazionati
  • Padre lavoratore: fino a 6 mesi continuativi o frazionati, elevabili a 7 se almeno 3 mesi continuativi
  • Genitore solo: fino a 11 mesi

L’indennità INPS è il 30% della retribuzione media; il CCNL Metalmeccanici Industria prevede una integrazione del 20% a carico del datore per arrivare al 50%, ma solo per un periodo limitato (consultare il contratto vigente in azienda).

Allattamento e permessi giornalieri

Durante il primo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre ha diritto a 2 ore di permesso giornaliero retribuito per allattamento (riposi orari ex art. 39 D.Lgs. 151/2001). Se l’orario è inferiore a 6 ore, il permesso è di 1 ora.

I permessi sono pagati al 100% dall’INPS e anticipati dal datore di lavoro. Se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti, il padre può fruire dei permessi al posto della madre.

Tutela del rapporto e rientro

Durante la maternità obbligatoria e fino al compimento di 1 anno di età del bambino vige il divieto assoluto di licenziamento (salvo causa di forza maggiore o cessazione dell’attività). Il licenziamento intimato in questo periodo è nullo di diritto.

Al rientro dal congedo, la lavoratrice ha diritto alle stesse mansioni precedenti o a mansioni equivalenti, nello stesso livello di inquadramento. Eventuali trasferimenti devono essere consensuali.

Casi pratici

Tizia – Maternità obbligatoria completa
Tizia (C3, retribuzione 2.211 €) entra in maternità il 1° marzo 2026. Per 5 mesi percepisce l’80% INPS (~1.769 €) integrato dal datore al 100% (2.211 €). Durante questo periodo matura regolarmente ferie, ROL, 13ª e TFR. Al rientro è reintegrata nelle stesse mansioni.
Caia e Caio – Congedo parentale alternato
Caia (B1) usa 3 mesi di congedo parentale dopo la maternità obbligatoria. Indennità: 30% INPS + 20% integrazione = 50% della retribuzione. Caio (il marito, B2) fruisce di 3 mesi continuativi: avendo superato la soglia dei 3 mesi continuativi, la sua spettanza totale sale a 7 mesi (invece di 6).
Sempronia – Riposi per allattamento
Sempronia (D2) rientra al lavoro dopo 5 mesi di maternità. Suo figlio ha 5 mesi. Per i prossimi 7 mesi (fino al primo compleanno) ha diritto a 2 ore/giorno di permesso retribuito per allattamento. Sceglie di concentrarle all’inizio del turno, uscendo alle 16:00 invece che alle 18:00. La retribuzione resta piena.

Domande frequenti

Quanto dura la maternità obbligatoria?
5 mesi totali: di norma 2 mesi prima del parto e 3 dopo. È possibile la flessibilità “1+4” o anche “0+5” con attestazione medica di non rischio.
Quanto prendo durante la maternità?
100% della retribuzione: 80% INPS + 20% integrazione del datore di lavoro previsti dal CCNL Metalmeccanici Industria. Il pagamento è continuativo, anticipato dal datore.
Posso essere licenziata se sono incinta?
No. Dal momento della comunicazione della gravidanza fino al compimento di 1 anno di età del bambino vige divieto assoluto di licenziamento, salvo causa di forza maggiore. Il licenziamento intimato è nullo.
Quanti giorni di paternità obbligatoria?
10 giorni lavorativi al 100% INPS, fruibili nei 2 mesi prima e nei 5 mesi dopo la data del parto. Vanno richiesti al datore con preavviso di 5 giorni.
Come funziona il congedo parentale?
Ogni genitore ha 6 mesi (7 il padre se ne fa 3 continuativi). Indennità: 30% INPS, integrata dal CCNL al 50% per un periodo limitato. Fruibile fino ai 12 anni del figlio, ma con limiti di indennità decrescenti.
I riposi per allattamento sono retribuiti?
Sì, al 100% a carico INPS. Sono 2 ore al giorno se il turno è di almeno 6 ore, 1 ora se inferiore. Validi fino al compimento di 1 anno del bambino. Possono essere fruiti anche dal padre se la madre lavora.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria del 22 novembre 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Domande frequenti

Quanto dura la maternità obbligatoria?

5 mesi totali: di norma 2 mesi prima del parto e 3 dopo. È possibile la flessibilità "1+4" o anche "0+5" con attestazione medica di non rischio.

Quanto prendo durante la maternità?

100% della retribuzione: 80% INPS + 20% integrazione del datore di lavoro previsti dal CCNL Metalmeccanici Industria. Il pagamento è continuativo, anticipato dal datore.

Posso essere licenziata se sono incinta?

No. Dal momento della comunicazione della gravidanza fino al compimento di 1 anno di età del bambino vige divieto assoluto di licenziamento, salvo causa di forza maggiore. Il licenziamento intimato è nullo.

Quanti giorni di paternità obbligatoria?

10 giorni lavorativi al 100% INPS, fruibili nei 2 mesi prima e nei 5 mesi dopo la data del parto. Vanno richiesti al datore con preavviso di 5 giorni.

Come funziona il congedo parentale?

Ogni genitore ha 6 mesi (7 il padre se ne fa 3 continuativi). Indennità: 30% INPS, integrata dal CCNL al 50% per un periodo limitato. Fruibile fino ai 12 anni del figlio, ma con limiti di indennità decrescenti.

I riposi per allattamento sono retribuiti?

Sì, al 100% a carico INPS. Sono 2 ore al giorno se il turno è di almeno 6 ore, 1 ora se inferiore. Validi fino al compimento di 1 anno del bambino. Possono essere fruiti anche dal padre se la madre lavora.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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