Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 835 c.c. – Requisizioni
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
Quando ricorrono gravi e urgenti necessità pubbliche, militari o civili, può essere disposta la requisizione dei beni mobili o immobili. Al proprietario è dovuta una giusta indennità.
Le norme relative alle requisizioni sono determinate da leggi speciali.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 834 - Articolo 834 Codice Civile: Espropriazione per pubblico interesse→Cod. civ. art. 836 - Articolo 836 Codice Civile: Vincoli e obblighi temporanei→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 833 Codice Civile: Atti di emulazione→Art. 837 Codice Civile: Ammassi→Articolo 832 Codice Civile: Contenuto del diritto→Art. 838 c.c.: Espropriazione di beni che interessano la produzi→Art. 831 c.c.: Beni degli enti ecclesiastici ed edifici di culto→Articolo 839 Codice Civile: Beni d’interesse storico e artistico→Articolo 830 Codice Civile: Beni degli enti pubblici non territoriali
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'art. 835 del codice civile prevede e fonda, all'interno del codice, l'istituto della requisizione, riconoscendo all'autorità pubblica il potere di disporre dei beni dei privati al ricorrere di gravi e urgenti necessità. La norma rappresenta una delle manifestazioni del rapporto tra proprietà privata e interesse pubblico: pur affermando la centralità del diritto del proprietario, ammette che, in situazioni eccezionali, l'utilità collettiva possa prevalere, ferma restando la corresponsione di una giusta indennità. La disposizione si raccorda con il quadro costituzionale della proprietà e con la riserva di legge in materia ablatoria.
Il presupposto della necessità e urgenza
La requisizione è ammessa quando ricorrono gravi e urgenti necessità pubbliche, militari o civili. Il presupposto è dunque duplice: la gravità e l'urgenza. Non basta un generico interesse pubblico, ma occorre una situazione che richieda un intervento immediato e non altrimenti soddisfacibile. La triplice qualificazione - necessità pubbliche, militari o civili - amplia l'ambito potenziale dell'istituto, che può operare tanto in contesti bellici quanto in situazioni di emergenza civile.
L'oggetto della requisizione
La norma consente la requisizione tanto di beni mobili quanto di beni immobili. La distinzione assume rilievo sul piano degli effetti: in linea generale, la requisizione di beni immobili tende ad avere natura temporanea, comportando l'uso del bene per il tempo necessario a fronteggiare l'emergenza, mentre la requisizione di beni mobili può risolversi nell'acquisizione della proprietà, quando il bene sia destinato al consumo o non sia restituibile. La disciplina di dettaglio è comunque demandata alle leggi speciali.
La giusta indennità
Elemento essenziale dell'istituto è la previsione che al proprietario sia dovuta una giusta indennità. La norma codifica così una garanzia patrimoniale a fronte del sacrificio imposto: il privato non può essere spogliato del bene o privato del suo godimento senza un corrispettivo. Il riferimento alla giustezza dell'indennità rinvia all'esigenza di un ristoro adeguato, in coerenza con i principi costituzionali in tema di proprietà e con la disciplina generale dei provvedimenti ablatori.
Il rinvio alle leggi speciali
L'ultimo periodo della norma stabilisce che le regole relative alle requisizioni sono determinate da leggi speciali. Il codice civile, dunque, si limita a porre il fondamento dell'istituto e i suoi principi essenziali - presupposto, oggetto, indennità - rimettendo alla legislazione speciale la disciplina del procedimento, dei criteri di determinazione dell'indennità e delle modalità attuative. La materia ablatoria, per la sua incidenza su diritti fondamentali, è coperta da riserva di legge.
Requisizione ed espropriazione a confronto
La requisizione va distinta dall'espropriazione per pubblica utilità. Quest'ultima realizza il trasferimento definitivo della proprietà per la realizzazione di un'opera pubblica, all'esito di un procedimento ordinato; la requisizione, invece, risponde a un'esigenza di necessità e urgenza e può avere carattere temporaneo, incidendo sul godimento del bene. In linea generale, i due istituti condividono la natura ablatoria e la garanzia dell'indennità, ma differiscono per presupposti, effetti e procedimento.
Il quadro costituzionale
L'art. 835 si inserisce nel sistema costituzionale della proprietà, che ne riconosce e garantisce il diritto ma ne ammette limiti e cessioni nei casi previsti dalla legge e salvo indennizzo. La requisizione costituisce una di tali forme di sacrificio del diritto in nome dell'interesse generale, circondata dalle garanzie della riserva di legge e dell'indennità. La norma codicistica esprime così un equilibrio tra la tutela della proprietà e le esigenze improrogabili della collettività, ponendosi come anello di congiunzione tra il diritto civile dei beni e il diritto pubblico dell'azione amministrativa.
Requisizione in proprietà e requisizione in uso
La dottrina e la prassi distinguono due forme dell'istituto: la requisizione in proprietà, con cui l'amministrazione acquisisce definitivamente la titolarità del bene, tipica dei beni mobili consumabili o non restituibili, e la requisizione in uso, con cui si acquisisce il solo godimento temporaneo, propria dei beni immobili. La distinzione non è meramente teorica: incide sugli effetti, sulla durata e sui criteri di determinazione dell'indennità, che sarà commisurata al valore del bene nel primo caso e al valore d'uso nel secondo. L'art. 835 fonda entrambe le figure, rimettendone la disciplina di dettaglio alle leggi speciali.
Il procedimento, la competenza e la giusta indennità
Poiché la materia è demandata alle leggi speciali, il procedimento di requisizione è regolato dalla normativa di settore, che individua l'autorità competente, le forme del provvedimento e le garanzie procedimentali. In linea generale, l'atto di requisizione, in quanto provvedimento amministrativo ablatorio, deve essere motivato in ordine alla sussistenza dei presupposti di necessità e urgenza ed è assoggettato al sindacato del giudice. La temporaneità e la straordinarietà dell'istituto impongono un controllo rigoroso sull'effettiva ricorrenza dell'emergenza che lo legittima. A completamento del quadro si pone la determinazione della giusta indennità: il riferimento alla "giusta" misura rinvia all'esigenza di un ristoro che non sia meramente simbolico, ma adeguato al sacrificio subìto dal proprietario. I criteri concreti di quantificazione sono fissati dalle leggi speciali e variano a seconda che la requisizione incida sulla proprietà o sul solo godimento del bene. In linea generale, l'indennità mira a riequilibrare la posizione del privato a fronte della compressione del suo diritto, in coerenza con la garanzia costituzionale che àncora ogni forma di ablazione alla corresponsione di un indennizzo. Proprio l'inscindibile legame tra sacrificio del bene e ristoro patrimoniale segna la differenza tra un legittimo esercizio del potere ablatorio e una illegittima privazione della proprietà.
Domande frequenti
Quando è ammessa la requisizione ai sensi dell'art. 835 c.c.?
È ammessa quando ricorrono gravi e urgenti necessità pubbliche, militari o civili, che richiedano un intervento immediato sui beni dei privati.
Spetta un indennizzo al proprietario?
Sì. Al proprietario è sempre dovuta una giusta indennità, a garanzia patrimoniale del sacrificio imposto.
Quali beni possono essere requisiti?
Possono essere requisiti tanto i beni mobili quanto i beni immobili, con effetti che in linea generale variano dalla temporanea utilizzazione all'acquisizione.
Chi disciplina le modalità della requisizione?
Le regole relative alle requisizioni sono determinate da leggi speciali: il codice civile pone solo i principi fondamentali dell'istituto.
Che differenza c'è con l'espropriazione?
L'espropriazione realizza un trasferimento definitivo della proprietà per un'opera pubblica; la requisizione risponde a necessità e urgenza e può avere carattere temporaneo.